All’animaccia!


L’anima (assente) dei politici: Biden, Putin e Trump

Di Slavoj Žižek. Originale: A (falta de) alma dos políticos: Biden, Putin e Trump, 31 marzo 2021. Traduzione dell’originale di Artur Renzo. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Non nutro ammirazione di nessun genere per Vladimir Putin o Donald Trump, ma quello che ha detto Joe Biden in una intervista recente concessa a George Stephanopoulos mi ha quasi fatto rimpiangere l’era di Trump.

Quando l’intervistatore gli ha chiesto se credeva che Putin fosse un assassino, Biden ha risposto: “Io credo di sì.” E ha poi confermato quello che lui stesso aveva detto nel 2011, quando, durante il suo mandato da vicepresidente, Biden avrebbe detto personalmente a Putin che il leader russo “non ha un’anima”. “Rimasi solo con lui nel suo ufficio, fui ingenuo.” (Cosa voleva dire? Che Putin avrebbe potuto ucciderlo?) “A quei tempi, il presidente [George W.] Bush raccontò di aver guardato Putin negli occhi e di averne visto l’anima. Ad un certo punto dissi: ‘Ho guardato nei suoi occhi e credo che lei non abbia un’anima.’ Lui si voltò e rispose: ‘noi ci intendiamo’.” (Che diavolo vuole significare? Che Putin ammetteva di non avere l’anima, a differenza di Biden? O che tra i due c’era un disprezzo profondo?) La risposta di Putin fu un colpo da maestro: fece gli auguri a Biden e lo invitò ad un dibattito pubblico su Zoom sulle grandi questioni esistenziali.

Le parole forti di Biden contrastano fortemente con quelle di Trump, che nel 2017 fece capire che secondo lui il comportamento degli Stati Uniti era pessimo tanto quanto quello del presidente russo. Bill Riley, mezzobusto di Fox News, definì Putin “un assassino” e l’allora presidente degli Stati Uniti ribatté: “Ci sono molti assassini in giro, anche noi ne abbiamo molti. Lei pensa che il nostro paese sia tanto innocente?” Trump qui dimostrò se non altro una certa dose di onesto realismo. Anche riguardo altre questioni di politica internazionale si dimostrò più moderato di altri. Come quando dimise John Bolton, favorevole a un approccio più aggressivo verso l’Iran e la Corea del Nord, nel chiaro tentativo di evitare una guerra. Al contrario, la presidenza Biden pare orientata verso una politica internazionale più interventista, una minaccia in più per la pace mondiale. La politica più progressista di Biden (una lotta più incisiva contro la pandemia, più aiuti finanziari a quei settori della popolazione che ne soffrono maggiormente le conseguenze) non devono impedirci di vedere gli aspetti più minacciosi del suo governo.

Ma torniamo a quando Biden ha detto che Putin non ha un’anima. Sbagliato. I peggiori assassini un’“anima” ce l’hanno, hanno una vita interiore ricca, e gli piace inventare fantasie a giustificazione delle loro azioni terribili. Dietro ogni grande crimine politico c’è un poeta o un mito religioso. Si può dire che non c’è pulizia etnica che non sia accompagnata da una poetica. Perché? Perché viviamo in un’epoca che si considera post-ideologica. Quando le grande cause pubbliche non riescono a mobilitare la gente e indurla alla violenza, ecco che occorre trovare una santa Causa superiore che renda banali le preoccupazioni meschine delle persone nei confronti dell’assassinio che si va a compiere. Abbiamo anche casi di atei patologici commettono omicidi di massa per puro sadismo, ma sono rari. Nella maggior parte dei casi occorre anestetizzare la popolazione per soffocarne la tendenza a soffrire per l’altro, e per far questo occorre una santa Causa. Che sia vero o meno, i teologi spiegano che grazie alla religione persone altrimenti malvagie possono compiere buone azioni. A giudicare da quello che vediamo, forse dovremmo credere a ciò che dice Steve Weinberg: se in assenza di religione le persone cattive fanno cose cattive e le persone buone fanno cose buone, soltanto la religione ha il potere di far sì che persone buone facciano cose pessime.

Pertanto, se sono contro Putin non è perché non ha un’anima, ma per via di ciò che sta nella sua anima. Ad un certo punto in una recente intervista fa capire di non avere cuore. È quando dichiara solennemente la sua tolleranza zero nei confronti delle spie che tradiscono il proprio paese. “Il tradimento è il crimine più grave e i traditori devono essere puniti,” ha detto. È chiaro, quindi, che Putin non ha nessuna simpatia personale per Snowden o Assange: li aiuta solo per fare un dispetto ai suoi nemici. E possiamo solo immaginare quale potrebbe essere il destino di un eventuale Snowden o Assange russo. Non c’è da meravigliarsi se in un’altra intervista dice che, per quanto Snowden non sia un traditore, lui, Putin, non riesce a capire come possa aver fatto quello che ha fatto al proprio paese, gli Stati Uniti… Qui vediamo uno scorcio dell’anima di Putin, intuiamo come funziona la sua mente. (Curiosamente, a questo proposito Trump ha dimostrato ancora una volta maggior tatto quando ha riconosciuto quello che pensano molti, cioè che Snowden non viene trattato secondo giustizia).

Accusare l’avversario politico di non avere un’anima non è altro che una regressione a quel razzismo volgare tipico di certe gaffe di Biden. Ad esempio, quando dichiarò il proprio appoggio a Barack Obama disse: “Abbiamo qui il primo caso di un afroamericano tradizionale educato e intelligente, una persona pulita, per bene. Voglio dire che si tratta di un caso perfetto, amico!” Questo significa che se la presidenza Biden sarà meglio di quella Trump, il merito non sarà della sua anima. Anzi, meno si affiderà alla sua anima e meglio sarà per tutti noi.

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