Informazioni su Enrico Sanna

Giornalista della stampa locale a fasi alterne dal 1990 alla primavera 2013. Autonominatosi persona con opinioni. Scrittore. Ha pubblicato il romanzo La Piccola Miniera, in vendita su Amazon. Ha scritto anche altri libri, ma saranno pubblicati più in là. Da qualche mese pubblica un suo sito, Insàs, basato su una serie di servizi pubblicati su un periodico locale. Autore del blog Pulgarías su Wordpress. Da qualche tempo ha ripreso una sua vecchia passione: fare fotografie. Come se non bastasse, le pubblica su Flickr. PS: Nella foto a destra (se siete su gravatar) potete vedere il suo alluce sinistro.

Cupiditas Felix

bunker

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 28 gennaio 2019 con il titolo Right-Libertarian “Free Trade” and “Free Markets”: The Exoteric, and Esoteric Vision. Traduzione di Enrico Sanna.

Quinn Slobodian. “Perfect Capitalism, Imperfect Humans: Race, Migration and the Limits of Ludwig von Mises’s Globalism” [1] Contemporary European History (2018), 0: 0, 1-13.

Questo articolo svolge un ruolo eccellente nello spacchettare lo statalismo implicito nel cosiddetto “laissez-faire” dei libertari di destra in materia di libertà di commercio e di mercato.

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Dio, Obbedienza e Anarchia

Le tre moire

Di Jules Elysard. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 26 gennaio 2019 con il titolo ”Liberty, for you, is the Devil”: Divinity and Subordination in Anarchist Thought. Traduzione di Enrico Sanna.

Vieni, Satana, vieni, tu che sei calunniato da preti e monarchi! Lascia che ti abbracci, lascia che ti stringa al mio petto! ~ Pierre Joseph Proudhon (1858)

In quasi tutte le incarnazioni monoteistiche, Dio rappresenta l’istanza autoritaria ultima. La creazione deve rispettare le regole volute dal creatore pena l’eterno giudizio. Il pensiero anarchico ha riflettuto a lungo su ciò. Qualcuno si chiederà da dove viene questa ostilità nei confronti della religione, ma sono tante le ragioni che spingono gli anarchici ad essere nemici, ad un tempo, della chiesa e dello stato. Anche lasciando da parte ciò che hanno fatto le varie chiese e istituzioni religiose, ci sono ragioni per cui gli anarchici si sentono contro la religione nella concezione comune di Dio.

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Il Nómos della Modernità

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Di Robert Kurz. Pubblicato su L’anatra di Vaucanson il 9 Dicembre 2016.

Pubblichiamo il capitolo IX del libro Weltordnungskrieg1 di Robert Kurz, inedito in Italia, nella traduzione di Samuele Cerea.

Prima parte

Sinossi:

La crisi del diritto è solo uno dei molteplici livelli su cui si manifesta la crisi complessiva della modernità capitalistica. La crisi degli Stati nazionali nel processo della globalizzazione coincide con la crisi della possibilità regolative degli apparati statali sui rapporti sociali all’interno e, soprattutto, con una crisi fondamentale del diritto internazionale, ossia della regolazione del rapporto tra gli Stati. Un aspetto quest’ultimo drammaticamente evidenziato dalle guerre dell’ordine mondiale, condotte dagli USA sotto l’amministrazione Bush: la costruzione pericolante del diritto internazionale classico non viene sostituita da un nuovo nomos giuridico ma dalla legge del più forte. Robert Kurz analizza questo processo di deriva anomica sia all’interno che all’esterno dello Stato, facendo riferimento alla categoria schmittiana dello stato di eccezione e al costrutto dell’“homo sacer” di Agamben. Secondo Kurz la dicotomia stato normale/stato di eccezione, uno dei cardini del pensiero schmittiano, si risolve, nella società della merce, nell’alternativa tra uno stato di eccezione coagulato (la cosiddetta normalità) e uno stato di eccezione fluido mentre la forma-diritto, kantianamente modellata sulla soggettività moderna del denaro e del valore, contiene in sé il nucleo della riduzione dell’uomo a “homo sacer” nel senso di Agamben, liquidabile in ogni momento se superfluo per la logica del valore.

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Pensare il Mondo a Partire dall’Africa

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Claudio Canal

Questa non è una recensione, è una piccola segnalazione che spilla dal fusto sorsate inebrianti, nutrienti e anche sgradevoli. Il barile è costituito da Emergere dalla lunga notte. Studio sull’Africa decolonizzata, di Achille Mbembe. La medesima editrice aveva pubblicato nel 2005 il fondamentale Postcolonialismo¸ titolo improprio per l’originale PostcolonyOmbre Corte ha tradotto nel 2016 un articolo lungo ed essenziale, Necropolitica.

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Elogio dell’anarchismo

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Di Simone Scaffidi Lallaro. Fonte: Carmilla Online, 31 ottobre 2014.

James C. Scott, Elogio dell’anarchismo. Saggi sulla disobbedienza, l’insubordinazione e l’autonomia, Elèuthera, 2014, trad. Alberto Prunetti,  pp. 174, € 14,00

I ventinove “frammenti” di James C. Scott raccolti in Elogio dell’anarchismo – il nuovo volume edito da Elèuthera e tradotto da Alberto Prunetti – vanno a comporre un quadro incompleto e non strettamente apologetico – come si potrebbe dedurre dal titolo – di un pensiero troppo spesso relegato alla nebulosa dell’utopia e privato della natura spontanea e creativa che lo determina. «In geometria, due punti fanno una retta. Ma quando il terzo, il quarto e anche il quinto punto cadono tutti sulla stessa linea, allora è difficile non fare i conti con tale coincidenza» (p. 7), è partito da qui l’antropologo e scienziato politico di Yale, dall’apparente inconsapevolezza del suo anarchismo e da qui ha cominciato a scandagliare quella linea irregolare e discontinua che è il pensiero anarchico. Senza timore, e con la convinzione che reciprocità e autonomia garantiscono, Scott è saltato sul filo della contraddizione e ha provato a guadagnarsi l’equilibrio precario necessario a radicalizzare il discorso senza perdere il filo da sotto i piedi.

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Fuori dal Tempio

classe disagiata

Di Alessandro Visalli. Originale pubblicato il 3 dicembre 2018 su Tempo Fertile.

Sul “Corriere della Sera” Federico Fubini ha pubblicato una intervista al senatore a vita ed ex premier Mario Monti nel quale quest’ultimo ha prodotto una serie notevolissima di affermazioni e minacce.

Inizia chiamando “realtà oggettiva” la “realtà internazionale”, con i suoi rapporti di forza e la divisione del lavoro che comporta [1], e quindi apparenza fittizia la condizione materiale nella quale vive la maggioranza del paese, con la quale questo governo, nel bene come nel male, ed in entrambe le sue componenti, è in contatto come non accadeva da decenni, più precisamente ha paragonato lo stato delle forze politiche che dall’opposizione sono giunte nelle stanze dei bottoni (o, meglio, come vedremo, nella sua anticamera) a “l’equivalente politico di una bolla speculativa”.

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