Informazioni su Enrico Sanna

Giornalista della stampa locale a fasi alterne dal 1990 alla primavera 2013. Autonominatosi persona con opinioni. Scrittore. Ha pubblicato il romanzo La Piccola Miniera, in vendita su Amazon. Ha scritto anche altri libri, ma saranno pubblicati più in là. Da qualche mese pubblica un suo sito, Insàs, basato su una serie di servizi pubblicati su un periodico locale. Autore del blog Pulgarías su Wordpress. Da qualche tempo ha ripreso una sua vecchia passione: fare fotografie. Come se non bastasse, le pubblica su Flickr. PS: Nella foto a destra (se siete su gravatar) potete vedere il suo alluce sinistro.

Apre la Scuola, Crescono i Suicidi

Teenager depressed sitting inside a dirty tunnel

Di Kerry McDonald. Originale pubblicato su Foundation for Economic Education il 5 settembre 2017 con il titolo Teen Suicide Rates Spike as Back-to-School Season Begins. Traduzione di Enrico Sanna.

In questo periodo dell’anno i social media si riempiono di foto del rientro a scuola. Piccoli in vesti autunnali posano per i genitori, segnano un rito annuale che commemora il passare costante della gioventù.

Ma dietro quei volti sorridenti e i cartelli con su scritto “primo giorno” c’è una realtà, che per molti di loro significa ansia, depressione e tendenze suicide.

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Segregazione di Ritorno

gabbio

Di James C. Wilson. Originale pubblicato il 3 agosto 2017 con il titolo The New Jim Crow. Traduzione di Enrico Sanna pubblicata su Center for a Stateless Society il 19 agosto 2017.

Recensione di: Alexander, Michelle. The New Jim Crow: Mass Incarceration in the Age of Colorblindness. 2010. The New Press.

Il libro di Michelle Alexander del 2010, The New Jim Crow: Mass Incarceration in the Age of Colorblindness, spiega come l’incarcerazione di massa e relative politiche abbiano creato sulla pelle dei neri americani un sistema di caste, che ha il parallelo nelle leggi Jim Crow (le leggi segregazioniste di molti stati del sud, ndt) in vigore dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento. La Alexander, avvocato civilista, è ultimamente balzata alla ribalta per aver criticato pubblicamente Hillary Clinton, che, assieme al marito, ha approvato politiche che, dice la Alexander, hanno decimato l’America nera.

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Il Padrone Assoluto

panopticon

Di Elizabeth Anderson. Originale pubblicato il 17 luglio 2017 su vox con il titolo How bosses are (literally) like dictators. Traduzione di Enrico Sanna.

Bastano alcuni fatti per capire il controllo che i datori di lavoro americani hanno sui propri dipendenti. Amazon vieta ai propri dipendenti di scambiarsi commenti casuali durante il lavoro, dicendo che è un “furto di tempo”. La Apple controlla gli effetti personali di tutti i suoi venditori al dettaglio, alcuni dei quali perdono anche mezz’ora di tempo non pagato tutti i giorni in attesa della perquisizione. La Tyson vieta il bagno al personale delle sue pollerie. Alcuni sono stati costretti a farsela addosso mentre i loro superiori ridacchiavano.

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Valle della Luna

La comunità autogestita e perseguitata dal potere

valleluna

Preso da anarchiaunicavia. Scritto il 23 luglio 2017 da La ciurma anemica.

La Valle della Luna si trova in una piccola penisola (Capo Testa) nell’estremo nord della Sardegna, ed è conosciuta dagli anni ’60 come punto di ritrovo degli “hippies”.

Il nome di questa valle è dato dalla particolare conformazione geologica del luogo, formato da sette valli divise tra loro da imponenti roccioni di granito.

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Il Partito della Nazione

Politico

Di Alessandra Daniele. Originale pubblicato su Carmilla online il 13 agosto 2017.

– Le recenti iniziative del governo hanno provocato il ritiro delle principali ONG dall’attività di soccorso nello Stretto di Sicilia – la conduttrice si rivolge al deputato PD – Come rispondete alle accuse d’aver messo in secondo piano le esigenze umanitarie?

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Dubai: un Sinistro Paradiso

dubai

Originale pubblicato il 14 luglio 2005 su tomdispatch.com con il titolo Sinister Paradise. Does the Road to the Future End at Dubai? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini e ripubblicato il primo agosto 2017 su La Città Conquistatrice.

Il jet comincia la sua discesa, e si resta incollati al finestrino. La scena sotto è incredibile: più di cinquanta chilometri quadrati di isole color del corallo, a forma di puzzle del mondo quasi terminato. Nelle verdi acque basse tra i continenti, sono chiaramente visibili le forme affondate delle Piramidi di Giza e del Colosseo. Al largo ci sono tre grandi gruppi di isole a formare una palma entro una serie di mezzelune, popolate di alberghi sviluppati in altezza, parchi tematici, e mille case di lusso costruite su palafitte sopra l’acqua. Le «Palme» sono collegate tramite moli a una spiaggia tipo Miami stipata di mega-hotel, torri ad appartamenti e approdi per yacht. Mentre l’aereo lentamente plana verso il deserto nell’entroterra, manca il fiato per l’ancora più improbabile veduta che si para davanti. Da una foresta cromata di grattacieli (quasi una dozzina alti più di 300 metri) spunta la nuova Torre di Babele. È impossibilmente alta un miglio e mezzo: l’equivalente di due Empire State Building messi uno sopra l’altro.

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