Dissolti

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Di Gustav Landauer. Estratto da: Die Revolution. Essay. Literarische Anstalt Rütten und Loening, Frankfurt/M. 1907. Münster 2003. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Siamo dissolti come atomi. Produciamo beni (merci alienate) per il profitto finanziario piuttosto che per il consumo. Il denaro non è un comodo mezzo di scambio. Il denaro è un mostro che si riproduce. Per non parlare dei valori fittizi che i ricchi usano per derubarsi a vicenda…

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Il Libro Gratuito

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Da oggi fino a venerdì primo giugno La Gran Avenida può essere scaricato gratis da Amazon. L’ebook non ha protezione. Se non hai il kindle, puoi visualizzare il libro o convertirlo liberamente in altri formati con un’applicazione gratuita come calibre. Clicca qui o sull’immagine qua sopra per andare alla pagina di Amazon. È gradito un commento, anche due semplici righe, potete pubblicarlo sulla pagina Amazon del libro o dove piace a voi. Qua sotto l’inizio del libro:

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Il Feticismo della Merce

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Di Anselm Jappe. Pubblicato su francosenia il 10 maggio 2018.

Il primo capitolo del Manifesto del Partito Comunista, pubblicato nel 1848, comincia con le seguenti parole famose: «La storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi. » Ancora oggi, il primo concetto che una grande maggioranza di persone associa al nome di Karl Marx è sicuramente quello di «lotta di classe». La lotta di classe evoca immediatamente il proletariato, soprattutto quello di fabbrica. Esistono delle letture dell’opera di Marx che, pur insistendo sulla sua attualità, privilegiano degli aspetti diversi rispetto a quelli che vengono solitamente evocati. Per molto tempo, tali approcci si sono concentrati sulla questione della «alienazione» – una tematica sviluppata soprattutto nelle opere giovanili di Marx. Si tratta quindi di non denunciare solamente lo sfruttamento economico, bensì la globalità delle condizioni di vita create dal capitalismo.

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Contro la Teoria della Classe Disagiata

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Di Valerio Mattioli. Pubblicato originariamente su Che Fare il 22 settembre 2017.

Sei in volo verso Berlino o per la precisione verso Neukolln, che come tutti sanno è il quartiere dove le cose succedono. O forse stai andando a Peckham? Magari Ménilmontant? Poble Sec? Miera Iela? Mariahilf, Exarchia, Bairro Alto? Comunque: è uno squallido volo Ryanair con partenza da Ciampino, ma tuo nonno si poteva permettere al massimo un biglietto del tram per la gita fuori porta della domenica, quindi lo sai bene che quel tuo low cost da pezzenti vale tanto quanto un posto in prima classe. Ti aspetta un mondo di cocktail esotici miscelati da estrosi bartender tatuati, dotte disquisizioni sul rapporto tra Captain America: Civil War e guerra al Terrore, concerti indie per elettronichetta innocua e chitarrine intimiste, apericenacoli con focus su affinità & divergenze tra Lena Dunham e l’adattamento tv del Racconto dell’ancella, e pettegolezzi di quarta mano su Semiotext(e) che chi se ne frega che pubblica Paolo Virno (anche perché chi cazzo è costui?), l’importante è sapere chi scopa con chi perché hai visto I Love Dick? ecc ecc. Ti aspettano giorni di arte, di stile, di IPA, di spunti per sei o sette longform e di tanta, tanta Cultura.

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Trionfo e Crollo dell’uomo-lavoro

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Di Norbert Trenkle. Originale in tedesco pubblicato su krisis.org nel 2008. Traduzione spagnola di Silvia Said Algaba pubblicata il 24 marzo 2018. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

La crisi del lavoro è al contempo crisi della mascolinità moderna in quanto identità del moderno uomo borghese costituita e strutturata in qualità di uomo-lavoro: imprenditore, creativo, deciso, razionale, efficiente e obiettivo, sempre alla ricerca di un risultato misurabile. Questo non sempre deve accadere “con il sudore della sua fronte”. Dunque l’identità maschile moderna appare assolutamente flessibile: l’uomo in giacca e cravatta della giunta esecutiva, del consiglio di amministrazione o del governo è considerato uomo d’azione tanto quanto, se non di più, del lavoratore edile, dell’uomo alla catena di montaggio o al volante di un camion. Queste ultime professioni, ormai fuori moda come ideale dell’orientamento professionale maschile, sono riservate a chi non è riuscito a superare gli ostacoli sociali che si frappongono all’ascesa verso i piani alti. Simbolicamente, però, servono a rappresentare la vera mascolinità. Uomini muscolosi, seminudi, con in mano una grande chiave inglese o un martello, imbrattati d’olio ma per il resto completamente asettici, clean, davanti all’estetizzante officina di lavoro o al forno dell’inceneritore: sono queste le icone della mascolinità moderna.

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Terremoto nel Mercato Mondiale

Wasteland

Di Massimo Gaggini. Introduzione a: Norbert Trenkle, Terremoto nel mercato mondiale. Articolo del 20 dicembre 2015.

Questo testo introduce lo scritto di Norbert Trenkle “Weltmarktbeben” (Terremoto nel mercato mondiale), apparso nel maggio 2008 in Germania. Il saggio anticipa di pochi mesi lo scoppio vero e proprio della bolla finanziaria, descrivendone di fatto l’avvento e spiegandone con estrema chiarezza le cause più autentiche, che niente hanno a che fare con la vulgata consolatoria per la quale la crisi stessa sarebbe colpa di un esiguo numero di avidi speculatori che si appropria in modo parassitario delle ricchezze prodotte da altri.

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