La Nube e la Tempesta

L’«identità» è la versione liscia della parola «razza»?

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Ovvero, come l’estrema destra porta avanti la battaglia del linguaggio

Di Nicolas Lebourg. Pubblicato su francosenia.blogspot.com. Originale pubblicato il 25 agosto 2017 su Slate.

La difficoltà consiste innanzitutto nel definire il politicamente corretto- In Francia, è un fatto acquisito che il fenomeno è dovuto all’influenza, presumibilmente debilitante, degli Stati Uniti. Nel 1996, Philippe de Villiers ha pubblicato un Dizionario del Politicamente Corretto, in cui affermava di essere un archeologo del linguaggio, e spiegava che il “politicamente corretto” sarebbe una “tirannia della minoranza” a beneficio della globalizzazione, e che sarebbe stata imposta alla Francia da Bruxelles, dopo che era nata dall’altra parte dell’Atlantico. Ma, negli Stati Uniti, il “politicamente corretto” è stato denunciato dalla destra conservatrice come una “francesizzazione” dei costumi… Una disputa fra la Francia e gli Stati Uniti nella quale ognuno vuole attribuire all’altro la paternità di un fenomeno: come esprimere meglio a parole la difficile immagine del politicamente corretto?

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Come la Giustizia ha Ucciso Kalief

Kalief Browder

Di Brittany Hunter. Originale pubblicato su fee.org il 19 settembre 2017 con il titolo How the Justice System Killed Kalief Browder. Traduzione di Enrico Sanna.

Immaginate una persona giovane, vulnerabile, accusata di un crimine che non ha commesso. Il sistema giudiziario lo considera un semplice dato statistico. Il suo caso non vale né tempo né risorse. La sua innocenza importa poco al procuratore. È l’ennesimo fascicolo che si aggiunge a tantissimi altri. Il suo unico scopo è di spostare la pratica sulla scrivania di qualcun altro.

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La Spirale Coloniale

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Di Murray Bookchin. Estratto da State Capitalism in Russia, 1950. Traduzione di Enrico Sanna.

La storia dello sviluppo capitalista evoca le tante contraddizioni che hanno plasmato il capitalismo stesso. Dato che la concorrenza richiede una costante sostituzione del lavoro umano con le macchine, almeno due effetti saltano all’occhio. Il tasso di profitto cala e milioni di persone restano senza impiego. Man mano che si contrae il mercato interno, tutto il processo produttivo tende a subire la stessa sorte.

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Donne: per Cosa Battersi

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Di Maria Nadotti. Pubblicato su Lo Straniero il 25 dicembre 2016.

“Lo straniero” chiude e a me viene chiesto, quasi in dirittura d’arrivo, di “scrivere una breve cosa anche fuori dai denti da rubricare sotto Donne, in cui osservi lo stato delle cose senza le abituali demagogie maschili o femminili”.

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La Distruzione di Terre e Risorse

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Di Anup Shah. Originale pubblicato il 10 agosto 2015 su Global Issues con il titolo Misuse of Land and Resources. Traduzione di Enrico Sanna.

Il modo in cui la terra viene usata per produrre cibo e altro ha un impatto enorme sull’ambiente e la sua sostenibilità. Questo a volte è in contrasto con ciò che si crede istintivamente, e cioè che la sovrappopolazione è la causa principale del degrado ambientale. È vero che il peso della popolazione ricade sull’ambiente, ma è anche vero che le regioni più popolose usano meno risorse delle nazioni più ricche, e quindi il problema riguarda più come e per cosa vengono usate le risorse naturali.

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Italiani che Mangiano sulle Guerre

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Di Guglielmo Bonanno. Pubblicato su Tutela del Cittadino il 17 luglio 2017.

Vergognosa ipocrisia, profughi che scappano dalla guerra, associazioni umanitarie che raccolgono fondi che adesso si sa dove finiscono… ma la verità è ancora una, In Italia il potere marcia sulla guerra più che in ogni altro paese. Prima di tutto sui profughi, c’è chi ha messo da parte milioni di euro, poi sulla guerra e sulle armi. La relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmessa al Parlamento e anticipata da Nigrizia – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 del 2014, un dato senza precedenti. Boom verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso vari escamotage, della legge 185/1990: il volume di vendite autorizzato verso l’Arabia Saudita è salito a 257 milioni dai 163 del 2014: +58%. Cresce il ruolo delle banche, Unicredit la più attiva.

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