Il Nazionalismo Nero di Rothbard

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Di Thomas J. Webb. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 4 settembre 2018 con il titolo Murray Rothbard’s Black Nationalism. Traduzione di Enrico Sanna.

Il ruolo di primo piano di Rothbard nel formare il carattere del movimento libertario americano è innegabile. Agli inizi il movimento era formato da poche persone che, come in un villaggio, si conoscevano tutte tra loro. La successiva rapida espansione ha prodotto un effetto del fondatore. Le particolari idiosincrasie dei fondatori si sono impadronite sempre più dei nostri cervelli man mano che nuove generazioni di libertari rileggevano i classici e i nuovi testi venivano influenzati da quei fondatori.

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La Sovranità della Polizia

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Di Giorgio Agamben. Fonte: The Anarchist Library.

Tra le lezioni meno ambigue apprese dalla Guerra nel Golfo c’è che finalmente è stato introdotto il concetto di sovranità nella figura della polizia. La nonchalance con cui l’esercizio di un particolare ius belli è stato qui mascherato da semplice “operazione di polizia” non può essere considerata una cinica mistificazione (come hanno fatto alcuni critici giustamente sdegnati). La caratteristica più spettacolare di ciò è forse che le ragioni presentate a giustificazione non possono essere liquidate come sovrastrutture ideologiche impiegate per celare un piano nascosto. Al contrario, l’ideologia è penetrata così profondamente nella realtà che le ragioni dichiarate devono essere prese col loro senso rigorosamente letterale, soprattutto quelle riguardanti l’idea di un nuovo ordine mondiale. Questo non significa, però, che la Guerra nel Golfo sia stata una salutare limitazione della sovranità statale in quanto costretta a fare da poliziotto al servizio di un organismo sovranazionale (che è ciò che apologisti e giuristi improvvisati hanno cercato, in malafede, di dimostrare).

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La Strategia dello Sviluppo Sostenibile

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Di Antithesis

«Nella sua forma statale e regolamentata, la “lotta contro l’inquinamento” è tenuta, in un primo momento a supporre non più di nuove specializzazioni, ministeri, posti di lavoro per i ragazzi e promozioni all’interno della burocrazia. L’efficacia della lotta sarà perfettamente in sintonia con tale approccio. Mai esso porterà ad una reale volontà di cambiamento, fino a che l’attuale sistema di produzione non sarà del tutto trasformato.» ~ Guy Debord, Il pianeta malato

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Due Pezzi sull’orrore e l’ignoranza

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Di Massimo Marino. Fonte: Doppiozero, 2 agosto 2018. Immagine: Thioro, di Vincenzo Renda.

Non esistono porti franchi, ormai, alla polemica del pregiudizio, della paura, della mistificazione: del razzismo. Così come non esistono luoghi che possono esimersi dal prendere posizione contro l’odio, la discriminazione, la disumanità. Nel teatro, d’autunno, d’inverno, di primavera, d’estate, sempre di più abbiamo visto apparire coperte termiche, abbiamo sentito raccontare storie di migrazione, abbiamo ascoltato la lamentazione dei morti innocenti in mare. Due spettacoli di questa estate ci portano a tornare a meditare, a raccontare.

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Le Anime Morte del Terremoto

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Di Francesco Paolella. Articolo originale pubblicato su tysm il 9 settembre 2018.

Angelo Ferracuti e Giovanni Marrozzini, Gli spaesati. Reportage dalle zone del terremoto del Centro Italia, EDIESSE – Liberetà, Roma 2018

Dalle parole e dalle immagini di questo libro fa fatica a emergere altro che desolazione e angoscia. E’ un lungo reportage dal deserto, un deserto fabbricato dagli uomini e poi reso visibile, per così dire, dagli ultimi terremoti dell’Italia centrale.

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Una Rivoluzione Verde Decentrata

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Guida anarchica all’ambientalismo

Di Logan Marie Glitterbomb. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 23 agosto 2018 con il titolo Decentralizing the Green Revolution: An Anarchist Guide to Environmentalism. Traduzione di Enrico Sanna.

Davanti al problema dei cambiamenti climatici o di altre forme di inquinamento, abbiamo solitamente due strade: da un lato l’individuo con il riciclaggio, le luci spente, la bicicletta, il televisore staccato quando è spento; dall’altro lo stato con la messa al bando delle cannucce di plastica, la carbon tax, gli investimenti pubblici. Proteggere l’ambiente prima che sia troppo tardi e senza l’intervento dello stato (oltre a come trattare il crimine e come fornire un’adeguata assistenza sanitaria) è una delle questioni che un anarchico si trova ad affrontare.

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