Il Nemico Interno

chiomonte

[Di Alexik. Pubblicato il 29 marzo 2017 su Carmilla.]

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e  la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”…

È particolarmente istruttivo soffermarsi sul testo del Decreto Minniti in materia di ‘Sicurezza delle città mentre scorrono in sottofondo le immagini degli espianti degli uliveti di Melendugno, per l’avvio dei cantieri del “Trans Adriatic Pipeline”.

Continua a leggere

Annunci

Stiamo Vivendo il Crollo del Capitalismo

robot

[Intervista di Joseph Confavreux e Jade Lindgaard a Jason W. Moore. Pubblicata su blackblog Franco Senia il 18 gennaio 2017.]

Uno storico propone una tesi controcorrente: la natura non è stata sfruttata, ma è stata prodotta dal capitalismo, il quale se n’è servito per creare della ricchezza. Per Jason W. Moore, è assai più moderno e molto più fruttuoso pensare una «ecologia-mondo».
Via via che si diffonde e si discute il concetto di antropocene, la sfida che propone e la critica che ne viene fatta si diversifica e si intensifica. Lo storico Jason W. Moore ha formulato una delle critiche più forti, opponendogli il concetto di «capitalocene». Lo spiega qui, in una delle sue prime interviste in francese. Nel suo libro, “Capitalism in the Web of Life: Ecology and the Accumulation of Capital”, cerca di superare il dualismo fra natura e società e di andare al di là del «ecosocialismo».

Continua a leggere

Estremismi Convergenti: Ambientalismo e Razzismo

ogaden_nomadi

[Di Jeffrey A. Tucker. Originale pubblicato su Foundation for Economic Education il 6 luglio 2016 con il titolo The Link between Extreme Environmentalism and Hard-Core Racism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Mentre leggevo e scrivevo della storia del movimento eugenetico (qui, qui, e qui), ho cominciato a discernere un tratto in comune tra le persone chiamate ambientalisti e i razzisti di un secolo fa.

Entrambi hanno una visione che è illiberale nell’anima. Pensano che uno stato potente e saggio possa pianificare il futuro degli uomini e della natura. Sono terrorizzati all’idea di un futuro non pianificato, un futuro fatto di degenerazione, meticciato e distruzione. Sognano un futuro in cui loro, e non il popolino, decidono l’utilizzo delle risorse e la riproduzione della razza umana.

Continua a leggere

Giornata della Terra: 45 Anni di Futilità

[Di Gary North. Originale pubblicato il 22 aprile 2015 su garynorth.com con il titolo Earth Day: 45 Years of Futility. Traduzione di Enrico Sanna.]

cutty_sark

Quarantacinque anni fa, la sinistra celebrava la sua prima Giornata della Terra. Non ne è venuto fuori nulla. Però continuano a celebrare. Prendono sul serio i loro anniversari.

Tanto per non dimenticare, ecco come è successo:

Continua a leggere

Scienziati e Moralità

[Di Tibor Machan. Originale pubblicato su The Daily Bell il 2 luglio 2014 con il titolo Scientists and Morality. Traduzione di Enrico Sanna.]

Scienziato in laboratorio

Gli scienziati dedicano il proprio intelletto alla comprensione del mondo senza fare riferimento alla moralità; se la vita accade in virtù di forze impersonali della natura, apparentemente non c’è spazio per considerazioni del tipo: giusto sbagliato, buono cattivo. In altre parole, gli uomini sono impotenti. Così, per esempio, un comportamento immorale, o anche criminale, non dipende dalla persona ma dalle forze deterministiche, ineluttabili della natura. Anche la disonestà di alcuni scienziati, di quei pochi che falsificano i riscontri o ricorrono al plagio, è qualcosa che semplicemente accade, come una malattia o un terremoto. Si può solo esprimere disappunto, come si esprimerebbe disappunto per uno tsunami o un tornado. Ma non è colpa di nessuno. E anche il successo, ovviamente, non è altro che un evento impersonale, anche se benaccetto. Non è merito di nessuno; nessuno merita elogi.

Continua a leggere

A Caccia di Arcobaleni Distopici

[Di Stewart Dompe e Adam C. Smith. Originale pubblicato su The Freeman l’8 aprile 2014 con il titolo Chasing Dystopian Rainbows. Traduzione di Enrico Sanna.]

Geroglifico mayaRaramente i profeti portano buone notizie. Per comparire sui giornali devi dire che il mondo sta per finire. Aggiungi una porzione di pessimismo nero, e pizzico di apocalisse, e l’ascolto si allarga.

Le ultime previsioni sul futuro dell’umanità usano lo stesso approccio drammatico. Uno pensa ai soliti: il calendario dei Maya, gli evangelici radicali che interpretano la bibbia ebraica. No. Apparentemente, la visione pessimista nasce dal consenso della comunità scientifica. O così dicono.

Giusto poche settimane fa l’Ipcc dell’Onu ha rilasciato il suo rapporto, che dice che se non affrontiamo con decisione i cambiamenti climatici tutta l’umanità diventerà un ammasso caotico e vulnerabile, con disastri a profusione, carestie e altre immagini deprimenti in prospettiva. Nonostante il tentativo di scioccare e spaventare, il rapporto non offre nulla di nuovo. Non vogliamo dire che il futuro non riserva problemi, ma solo ricordare che, se si vuole proporre una soluzione, occorre prima inquadrare il problema con precisione. Anche i principali sostenitori del cambiamento climatico, viste le grosse imprecisioni nelle previsioni, dibattono sulla forza dei loro modelli.

Continua a leggere