Verde di Rottura

Wasteland

Di Kevin Carson. Originale pubblicato il 21 febbraio 2019 con il titolo One Cheer – More or Less – For the Green New Deal. Traduzione di Enrico Sanna.

Prima di fare un’analisi critica da un’angolatura anarchica di una proposta politica come il New Deal Verde, è bene che spieghi quali sono i miei assunti di base. Io non sono un insurrezionalista, non credo che la transizione oltre il capitalismo e lo stato sarà prima di tutto quello che Erik Olin Wright definiva un processo “di rottura”. Forse la fase finale comporterà qualche evento di rottura, ma il resto sarà perlopiù una ratificazione post facto di trasformazioni accumulatesi nelle pieghe del sistema.

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Ecologisti e Reazionari

Pawel-Kuczynski2

Di Cominsitu. Originale pubblicato il 2 novembre 2018 con il titolo The dangers of reactionary ecology. Traduzione di Enrico Sanna.

Influenti interpretazioni metaforiche dell’ambiente fanno da ponte tra il conservatorismo tradizionale e l’ecofascismo.

Vediamo come opinioni ecologiche possano servire politiche fortemente reazionarie. Lo facciamo con un’introduzione critica del citatissimo, anche se poco letto, biologo Garrett Hardin.

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Il Nemico Interno

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[Di Alexik. Pubblicato il 29 marzo 2017 su Carmilla.]

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e  la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”…

È particolarmente istruttivo soffermarsi sul testo del Decreto Minniti in materia di ‘Sicurezza delle città mentre scorrono in sottofondo le immagini degli espianti degli uliveti di Melendugno, per l’avvio dei cantieri del “Trans Adriatic Pipeline”.

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Stiamo Vivendo il Crollo del Capitalismo

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[Intervista di Joseph Confavreux e Jade Lindgaard a Jason W. Moore. Pubblicata su blackblog Franco Senia il 18 gennaio 2017.]

Uno storico propone una tesi controcorrente: la natura non è stata sfruttata, ma è stata prodotta dal capitalismo, il quale se n’è servito per creare della ricchezza. Per Jason W. Moore, è assai più moderno e molto più fruttuoso pensare una «ecologia-mondo».
Via via che si diffonde e si discute il concetto di antropocene, la sfida che propone e la critica che ne viene fatta si diversifica e si intensifica. Lo storico Jason W. Moore ha formulato una delle critiche più forti, opponendogli il concetto di «capitalocene». Lo spiega qui, in una delle sue prime interviste in francese. Nel suo libro, “Capitalism in the Web of Life: Ecology and the Accumulation of Capital”, cerca di superare il dualismo fra natura e società e di andare al di là del «ecosocialismo».

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Scienziati e Moralità

[Di Tibor Machan. Originale pubblicato su The Daily Bell il 2 luglio 2014 con il titolo Scientists and Morality. Traduzione di Enrico Sanna.]

Scienziato in laboratorio

Gli scienziati dedicano il proprio intelletto alla comprensione del mondo senza fare riferimento alla moralità; se la vita accade in virtù di forze impersonali della natura, apparentemente non c’è spazio per considerazioni del tipo: giusto sbagliato, buono cattivo. In altre parole, gli uomini sono impotenti. Così, per esempio, un comportamento immorale, o anche criminale, non dipende dalla persona ma dalle forze deterministiche, ineluttabili della natura. Anche la disonestà di alcuni scienziati, di quei pochi che falsificano i riscontri o ricorrono al plagio, è qualcosa che semplicemente accade, come una malattia o un terremoto. Si può solo esprimere disappunto, come si esprimerebbe disappunto per uno tsunami o un tornado. Ma non è colpa di nessuno. E anche il successo, ovviamente, non è altro che un evento impersonale, anche se benaccetto. Non è merito di nessuno; nessuno merita elogi.

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Oh Alighieri!

Principi per cui vale la pena vivere

[Di Enrico Sanna. Nota poetica: Alighieri in cagliaritano significa netturbino.]

Immondezza

Esattamente dieci anni fa, subito dopo l’alba, tre operai con una scala e un furgoncino andarono ad appendere striscioni pubblicitari lungo le strade principali del mio paese. Striscioni grandi, da lampione a lampione. Promettevano l’arrivo imminente di una rivoluzione. L’idea della promessa non era nuova. Ad inventarla è stata una ditta francese di affissioni verso la fine degli anni ottanta.

J’enleve le bas
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