Il Suffragio Universale

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Di Errico Malatesta. Pubblicato da Daniele Leoni su Facebook il nove giugno 2017.

Per lunghi anni i partigiani della democrazia (che significa governo del popolo) han sostenuto che il suffragio universale è la fonte legittima del diritto ed il rimedio a tutti i mali sociali.

Quando tutti hanno diritto al voto, essi dicono, il popolo manderà al potere i suoi amici e farà trionfare la sua volontà. Se le istituzioni che fonderanno gli eletti dal voto popolare non saranno perfette, se questi tradiranno gl’interessi dei loro mandati, gli elettori non avranno che da dar la colpa a loro stessi, e votar meglio un’altra volta.

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Crimine e Inutilità dello Stato

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Di Pëtr Kropotkin. Estratto da Anarchism: Its Philosophy and Ideals. Traduzione di Enrico Sanna.

Le persone istruite, “civilizzate” come diceva solitamente Fourier con disprezzo, tremano all’idea che la società possa un giorno restare senza magistrati, polizia e secondini

Ma, francamente, ne avete davvero bisogno come è scritto in certi libri ammuffiti? Libri scritti, notate, da uomini di scienza che generalmente sanno bene cosa è stato scritto prima di loro, ma che, perlopiù, ignorano completamente le persone e la loro quotidianità.

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L’insostenibile Idiozia della Pseudo-anarchia

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[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su poliarchy.org  nel mese di maggio 2010.]

A seguito del crollo degli stati “comunisti” dell’Europa orientale e attraverso la diffusione di Internet, la concezione anarchica ha ripreso a circolare, discretamente ma in maniera sempre più ampia. La cosa è estremamente positiva perché molti di noi non ne possono più dello stato, della sua soffocante invadenza e del suo colossale marciume.

Tuttavia, è proprio quando una concezione si espande che rischia di snaturarsi perché alcuni tra i nuovi venuti vi portano tutto il loro vecchio bagaglio fatto di miti duri a morire, pregiudizi incancreniti, contrapposizioni obsolete.

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I Governi Sono Ingannatori

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[Di Lev Tolstoj. Originale pubblicato su coaloalab.altervista.org. Traduzione di Roberto Coaloa.]

Il secolo e la sua fine non significano nel linguaggio evangelico il termine e l’inizio di un periodo di cento anni, ma la fine di una concezione della vita, di una credenza, di un mezzo di comunione tra gli uomini, e il principio di una nuova visione del vivere, di una nuova religione, di un nuovo strumento di comunione tra gli individui.

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Violenza e Eufemismi

[Di Nathan Goodman. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 17 gennaio 2015 con il titolo Violence and Euphemism. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Odio quei sostenitori della violenza che si spacciano per avvocati della nonviolenza. Ad esempio, quei liberal che condannano una protesta violenta ma poi invocano leggi che autorizzano un poliziotto armato ad arrestare una persona per possesso di un’arma da fuoco. O quel presidente che usa le bombe a grappolo contro i civili ma poi condanna la violenza di chi protesta e degli altri governi.

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Lo Stato non Può Fare Alcunché

[Di David S. D’Amato. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 9 ottobre 2014 con il titolo The State Has No Right To Do Anything. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Sento spesso persone che, senza riflettere, dicono: “Lo stato ha il diritto di tassare”, “lo stato ha il diritto di punire i criminali”, o “lo stato ha il diritto di controllare i confini nazionali”. Dentro di me, provo orrore per la facilità con cui si fanno queste affermazioni, per il fatto che molti considerino queste affermazioni come vere e evidenti di per sé. Per molti si tratta di cose scontate, fuori discussione. Nessuno si chiede com’è lo stato ha acquisito questi speciali diritti su tutti e, apparentemente, su tutto. L’unico “diritto” che lo stato può avere è il diritto derivante dalla conquista, la nozione barbara secondo cui la forza fa il diritto.

Lo stato non ha altro modo legittimo di procurarsi quello che possiede, non beni immobili acquisiti tramite uno scambio pacifico e consensuale, né terre acquisite con l’occupazione e l’uso, entrambi standard riconosciuti teoricamente da tutti i libertari. I difensori dello stato danno origine a molte domande quando affermano scontatamente che la loro istituzione favorita ha avuto origine da un contratto o da un accordo sul modo di istituire la legge e preservare l’ordine. Dicendo così, assumono come premessa centrale un fatto altamente controverso che, messo a confronto con l’esperienza storica, non sta in piedi.

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