Anarchismo e Questione Sessuale

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Originale scritto da Emma Goldman nel 1896. Testo inglese pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Anarchy and the Sex Question. Traduzione di Enrico Sanna.

Il lavoratore, con quei muscoli, quell’energia così ammirata dai pallidi, deboli figli dei ricchi; il lavoratore, che nonostante le sue energie porta a casa appena quanto basta per tenere il lupo della fame fuori dalla porta; il lavoratore, dicevo, si sposa solo per avere una moglie e una governante, qualcuna che gli faccia da schiava dal mattino alla sera, e che spenda il meno possibile. Lei ha i nervi a pezzi. È così stanca di dover cavare pranzo e cena dai quattro soldi che le passa il marito che diventa irritabile; neanche riesce più a fingere d’amare il suo signore e padrone. E lui, ahi!, ben presto arriva alla conclusione che qualcosa è andato storto nei suoi piani. In pratica, comincia a pensare che il matrimonio sia un fallimento.

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Minoranza o Maggioranza

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Di Emma Goldman. Estratto da Anarchism and Other Essays. Traduzione di Enrico Sanna.

Se dovessi riassumere tutte le tendenze dei nostri tempi in una parola, direi: Quantità. La moltitudine domina ovunque, lo spirito della massa distrugge la qualità. Tutta la nostra vita – economia, politica, apprendimento – si basa sulla quantità, sui numeri. Il lavoratore un tempo orgoglioso dell’accuratezza e della qualità del suo lavoro è stato sostituito da automi senza cervello, incompetenti che producono una quantità enorme di cose, senza valore per loro e generalmente offensive per gli altri. Invece di rafforzare le comodità e il quieto vivere, la quantità ha semplicemente appesantito il carico da portare.

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Società Astatuali in Africa

Africa astatuale

Di G. N. Ayittey. Originale pubblicato il 21 febbraio 2012 su A New Nigeria con il titolo Stateless Societies: The Igbo, the Fulani, the Somali. Traduzione di Enrico Sanna.

“Sono convinto che quelle società [come quella indiana] che vivono senza un governo godono in generale di un grado di felicità infinitamente più alto delle società che vivono sotto i governi europei.” ~ Thomas Jefferson, 1787

“Il contributo più grande dato dall’Africa al genere umano consiste nella capacità di vivere in modo ragionevolmente pacifico senza stato (o governo).” ~ Jean François Bayart (1989, p.58).

Quando Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, dichiarò nel 1787 in una lettera a Edward Carrington che i popoli che vivono senza un governo godono di un più alto grado di libertà e felicità, si riferiva probabilmente alle società astatuali. Il “governo” è un male necessario; è del leader che si può fare a meno, come nelle società astatuali.

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Contro il Carcere

Detenuti dietro le sbarre

Di Alfredo M. Bonanno. Introduzione a: Alfredo M. Bonanno, Distruggiamo le carceri, Edizioni Anarchismo, 4 euro. Trieste, 8 maggio 2014.

Il carcere è la struttura portante dello Stato. Carcere e Stato sono due angolazioni della medesima mostruosità. Gli anarchici sono contro lo Stato, ecco perché sono contro il carcere.

Poiché rifuggiamo, come più volte detto, da affrontare problemi della società del futuro, quella per intenderci fondata sulla bellezza dell’anarchia, e ci interessiamo di questioni terrene e non angeliche, tutto si riduce a discutere sul termine “contro”.

Che vuol dire essere contro il carcere?

È presto detto. Siamo per la distruzione del carcere. Allo stesso esatto modo di come siamo per la distruzione di questa società in cui ci stanno affogando.

Quindi non siamo, solo a chiacchiere, contro il carcere ma anche con i fatti. Fatti e preparazione di fatti. Siamo per i progetti, per la conoscenza dettagliata di rapporti, responsabilità (individuali e strutturali), dislocazioni nel territorio, regolamenti che consentono la gestione di decine di migliaia di persone racchiuse tra quattro mura, private della libertà.

Distruggere lo Stato. Distruggere il carcere.

Socialismo Anarchico e Socialismo di Stato

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Di Benjamin Tucker. Estratto da Individual Liberty. Traduzione di Enrico Sanna.

(…) La divisione avvenne a questo punto, sulla necessità di abbattere il monopolio. Qui la strada si divise. Le due parti sentirono il bisogno di andare o a destra o a sinistra, verso l’autorità o verso la libertà. Marx andò in una direzione, Warren e Proudhon nell’altra. Così nacquero il socialismo di stato e quello anarchico.

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Il Suffragio Universale

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Di Errico Malatesta. Pubblicato da Daniele Leoni su Facebook il nove giugno 2017.

Per lunghi anni i partigiani della democrazia (che significa governo del popolo) han sostenuto che il suffragio universale è la fonte legittima del diritto ed il rimedio a tutti i mali sociali.

Quando tutti hanno diritto al voto, essi dicono, il popolo manderà al potere i suoi amici e farà trionfare la sua volontà. Se le istituzioni che fonderanno gli eletti dal voto popolare non saranno perfette, se questi tradiranno gl’interessi dei loro mandati, gli elettori non avranno che da dar la colpa a loro stessi, e votar meglio un’altra volta.

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