Dio, Obbedienza e Anarchia

Le tre moire

Di Jules Elysard. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 26 gennaio 2019 con il titolo ”Liberty, for you, is the Devil”: Divinity and Subordination in Anarchist Thought. Traduzione di Enrico Sanna.

Vieni, Satana, vieni, tu che sei calunniato da preti e monarchi! Lascia che ti abbracci, lascia che ti stringa al mio petto! ~ Pierre Joseph Proudhon (1858)

In quasi tutte le incarnazioni monoteistiche, Dio rappresenta l’istanza autoritaria ultima. La creazione deve rispettare le regole volute dal creatore pena l’eterno giudizio. Il pensiero anarchico ha riflettuto a lungo su ciò. Qualcuno si chiederà da dove viene questa ostilità nei confronti della religione, ma sono tante le ragioni che spingono gli anarchici ad essere nemici, ad un tempo, della chiesa e dello stato. Anche lasciando da parte ciò che hanno fatto le varie chiese e istituzioni religiose, ci sono ragioni per cui gli anarchici si sentono contro la religione nella concezione comune di Dio.

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Elogio dell’anarchismo

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Di Simone Scaffidi Lallaro. Fonte: Carmilla Online, 31 ottobre 2014.

James C. Scott, Elogio dell’anarchismo. Saggi sulla disobbedienza, l’insubordinazione e l’autonomia, Elèuthera, 2014, trad. Alberto Prunetti,  pp. 174, € 14,00

I ventinove “frammenti” di James C. Scott raccolti in Elogio dell’anarchismo – il nuovo volume edito da Elèuthera e tradotto da Alberto Prunetti – vanno a comporre un quadro incompleto e non strettamente apologetico – come si potrebbe dedurre dal titolo – di un pensiero troppo spesso relegato alla nebulosa dell’utopia e privato della natura spontanea e creativa che lo determina. «In geometria, due punti fanno una retta. Ma quando il terzo, il quarto e anche il quinto punto cadono tutti sulla stessa linea, allora è difficile non fare i conti con tale coincidenza» (p. 7), è partito da qui l’antropologo e scienziato politico di Yale, dall’apparente inconsapevolezza del suo anarchismo e da qui ha cominciato a scandagliare quella linea irregolare e discontinua che è il pensiero anarchico. Senza timore, e con la convinzione che reciprocità e autonomia garantiscono, Scott è saltato sul filo della contraddizione e ha provato a guadagnarsi l’equilibrio precario necessario a radicalizzare il discorso senza perdere il filo da sotto i piedi.

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Una Semplice Riforma

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Di William Gillis. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 6 settembre 2018 con il titolo A Simple Reform. Traduzione di Enrico Sanna.

Se il problema delle tasse è che sono una violenza, allora ogni riformismo fiscale coerentemente e consistentemente libertario come prima cosa dovrebbe diminuire il numero di persone derubate. Questo, ovviamente, significa eliminare completamente le tasse sui più poveri.

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Anarcofobia e Spettacolo

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Di Roderick Long. Originale pubblicato il 7 febbraio 2016 con il titolo “Arrow” and Anarchophobia. Traduzione di Enrico Sanna.

Negli spettacoli televisivi i personaggi anarchici sono rari (i “Sons of Anarchy” non fanno eccezione). Nella popolare serie televisiva “Arrow”, mandata in onda sulla rete CW e ispirata al personaggio dei fumetti Green Arrow della DC Comics, ha fatto la sua comparsa un nuovo personaggio, Lonnie Machin, caratterizzato esplicitamente come anarchico.

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Aspirazioni e Sopportazioni

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Di Wilhelm Reich. Estratto da Psicologia di Massa del Fascismo.

Esistevano movimenti socialisti e aspirazioni socialiste molto prima che esistessero le nozioni scientifiche sulle premesse sociali del socialismo. Da millenni infuriavano le lotte degli oppressi contro i loro oppressori. Erano state queste lotte che avevano generato la scienza delle aspirazioni di libertà da parte degli oppressi, e non il contrario come ritiene chi ha un carattere fascista. I socialisti subirono, proprio negli anni dal 1918 al 1938, cioè negli anni in cui ebbero luogo giganteschi avvenimenti sociali, le più dure sconfitte.

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Anarchismo e Questione Sessuale

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Originale scritto da Emma Goldman nel 1896. Testo inglese pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Anarchy and the Sex Question. Traduzione di Enrico Sanna.

Il lavoratore, con quei muscoli, quell’energia così ammirata dai pallidi, deboli figli dei ricchi; il lavoratore, che nonostante le sue energie porta a casa appena quanto basta per tenere il lupo della fame fuori dalla porta; il lavoratore, dicevo, si sposa solo per avere una moglie e una governante, qualcuna che gli faccia da schiava dal mattino alla sera, e che spenda il meno possibile. Lei ha i nervi a pezzi. È così stanca di dover cavare pranzo e cena dai quattro soldi che le passa il marito che diventa irritabile; neanche riesce più a fingere d’amare il suo signore e padrone. E lui, ahi!, ben presto arriva alla conclusione che qualcosa è andato storto nei suoi piani. In pratica, comincia a pensare che il matrimonio sia un fallimento.

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