Italia sull’Orlo

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[Di Joseph T. Salerno. Originale pubblicato su Mises Institute il 13 luglio 2016 con il titolo Italy on the Brink. Traduzione di Enrico Sanna.]

Come diversi articoli in questi ultimi giorni hanno fatto capire (qui, qui,qui e qui), l’Italia è sull’orlo di una crisi bancaria esplosiva. I crediti inesigibili e i “crediti in sofferenza” nelle mani del settore bancario ammontano a 360 miliardi di euro, un incredibile 17% di tutti i prestiti bancari italiani, pari a circa un quinto del pil annuale. Ma è anche molte volte il credito inesigibile che le banche italiane avevano durante il picco della crisi nel 2008. Dall’inizio del 2016 le quotazioni dei titoli bancari sono più che dimezzate. Le azioni del Monte dei Paschi di Siena, la banca italiana più antica e più sofferente, sono calate di oltre il 75%. E non aiuta il fatto che l’economia italiana lotti per uscire dall’ultima crisi finanziaria; le sue dimensioni sono ancora sotto dell’8% rispetto al 2008, grossomodo ai livelli della fine del secolo scorso.

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Annulliamo il Debito Pubblico

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[Di Erick Vasconcelos. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 26 giugno 2015 con il titolo Let’s Abolish Government Debt. Traduzione di Enrico Sanna.]

Primo, è tempo di annullare il debito pubblico. Lo stato non deve avere la possibilità di emettere debito e chiedere prestiti. Vietato. Il debito pubblico, che in pratica non è che debito da ripagare in futuro con tasse pagate da terze parti, non ha alcuna giustificazione. A pagare sono le persone: voi ed io. L’ex revisore dei conti del fisco brasiliano, Maria Lucia Fattorelli, non è persona di opinioni radicali. In un’intervista (‘A dívida é um mega esquema de corrupção institucionalizado’, Carta Capital, 9 luglio), la Fattorelli, che fa parte del Greek Financial Audit, spiega che il debito pubblico trasferisce direttamente reddito nelle mani dei ricchi. Per questo, aggiunge, occorre la cosiddetta “revisione contabile”, che liberi i paesi dal debito cumulativo che impila interessi su interessi.

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Banca Svizzera Nega il Prelievo!

[Di Joseph T. Salerno. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 28 aprile 2015 con il titolo Swiss Bank Refuses Request for Cash Withdrawal! Traduzione di Enrico Sanna.]

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La questione che dura da secoli e che prima o poi porterà alla battaglia è: il popolo contro le banche. ~ Lord Acton

Come riportato su ZeroHedge lo scorso fine settimana, il gestore di un fondo pensionistico svizzero, dopo aver fatto i conti, è arrivato alla conclusione che i suoi clienti avrebbero risparmiato un bella somma di denaro se avesse prelevato una certa quantità di contante dal conto in banca, che rendeva un interesse negativo, per depositarlo in un caveau assicurato. Forte della fiducia accordata dei clienti, ha comunicato alla banca l’imminente prelievo di franchi svizzeri. La banca ha rispedito indietro la richiesta informando così il gestore del fondo:

Spiacenti di informarla che, nel periodo di tempo specificato, non è possibile soddisfare le sue aspettative.

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Citigroup Odia il Contante

[Di Philippe Gastonne. Originale pubblicato su The Daily Bell il 24 aprile 2015 con il titolo Citigroup Hates Cash. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Il contante permette alle persone di evitare i tassi sui negativi sui depositi bancari. La soluzione proposta [dall’economista capo di Citigroup] Buiter è l’abolizione totale del contante. ~ Bloomberg Business, 10 aprile 2015

Le banche a riserva frazionaria amano i soldi. Ma non il contante. Anche perché riduce la loro possibilità di accumulare a piramide un prestito sull’altro, creando così denaro prima inesistente da cui estrarre interesse. Per questo sono sempre state costrette a tollerare l’esistenza del contante.

Ora che si diffondono sempre più i tassi d’interesse negativi, vedono una possibile soluzione.

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La Cina Porta gli Usa al Ferrovecchio

[Da un’intervista di Alasdair Macleod a Mike Finger. Originale pubblicato su Schiff Gold il 26 marzo 2015 con il titolo China Is Working to Make the US Obsolete. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Alasdair Macleod, capo del settore ricerca di GoldMoney, spiega a USAWatchdog come l’America stia perdendo influenza nel settore bancario internazionale. La Cina guadagna sempre più supporto per la sua nuova banca che dovrebbe finanziare grossi progetti infrastrutturali nei paesi emergenti.

La Banca Asiatica per gli Investimenti Infrastrutturali (Baii) ha potenzialità enormi in fatto di investimenti tramite la creazione di un mercato asiatico che comprenderebbe oltre la metà della popolazione mondiale. La Cina ha ottenuto il supporto per la Baii da paesi asiatici, del Medio Oriente e dell’eurozona. Ma non è sicuro che gli Stati Uniti verranno mai invitati a farne parte. È probabile che la Cina preferisca lasciare il dollaro fuori da quello che sarebbe il più grande mercato mai visto.

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Quanto Dista la Grecia dalla Russia?

[Da un’intervista di Eric King a Paul Craig Roberts. Originale pubblicato su kingworldnews.com l’undici aprile 2015 con il titolo As Greece Pivots, Putin Unleashing Ultimate Move To Crush The EU And NATO. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Mentre in tutto il mondo ci si interroga sulla crescita della crisi greca e i conflitti in Medio Oriente e Ucraina, l’ex funzionario del Tesoro americano, Paul Craig Roberts, rivela ai microfoni di King World News che, mentre cresce l’importanza strategica della Grecia, Putin sta preparando la mossa che potrebbe schiacciare la Ue e la Nato.

Eric King: La sua capacità di prevedere le cose è affascinante, signor Roberts. È stato a gennaio scorso, proprio qui, che lei ha detto che la Grecia e il suo nuovo governo presto si sarebbero avvicinati alla Russia (e a Putin). Siamo ad aprile ed ecco che i rappresentanti del governo greco incontrano Vladimir Putin. Come faceva a sapere che sarebbe accaduto così? Cosa l’ha portata ad immaginare lo scenario che (ora) vediamo?

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