Terremotati e Indebitati

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Il governo offre ai terremotati il cappio del microcredito

Originale pubblicato il 17 agosto 2017 su comidad.org

Non è affatto indifferente che i media attribuiscano a Kim Jong-un l’irrealistico epiteto di “dittatore”, piuttosto che quello di addetto alle pubbliche relazioni della casta militare nord-coreana. Kim Jong-un svolge in Corea del Nord un mero ruolo di simbolo di continuità istituzionale, ma è evidente che tutte le scelte di carattere economico e militare del regime prescindono dalla sua persona. Anche se l’espressione “casta militare” ha un’accezione negativa, essa presuppone comunque un contesto ed una storia; proprio ciò che il sistema della propaganda “occidentale” non vuole ammettere, in quanto tutto deve essere ricondotto a patologie individuali.

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Italiani che Mangiano sulle Guerre

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Di Guglielmo Bonanno. Pubblicato su Tutela del Cittadino il 17 luglio 2017.

Vergognosa ipocrisia, profughi che scappano dalla guerra, associazioni umanitarie che raccolgono fondi che adesso si sa dove finiscono… ma la verità è ancora una, In Italia il potere marcia sulla guerra più che in ogni altro paese. Prima di tutto sui profughi, c’è chi ha messo da parte milioni di euro, poi sulla guerra e sulle armi. La relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmessa al Parlamento e anticipata da Nigrizia – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 del 2014, un dato senza precedenti. Boom verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso vari escamotage, della legge 185/1990: il volume di vendite autorizzato verso l’Arabia Saudita è salito a 257 milioni dai 163 del 2014: +58%. Cresce il ruolo delle banche, Unicredit la più attiva.

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Annulliamo il Debito Pubblico

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[Di Erick Vasconcelos. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 26 giugno 2015 con il titolo Let’s Abolish Government Debt. Traduzione di Enrico Sanna.]

Primo, è tempo di annullare il debito pubblico. Lo stato non deve avere la possibilità di emettere debito e chiedere prestiti. Vietato. Il debito pubblico, che in pratica non è che debito da ripagare in futuro con tasse pagate da terze parti, non ha alcuna giustificazione. A pagare sono le persone: voi ed io. L’ex revisore dei conti del fisco brasiliano, Maria Lucia Fattorelli, non è persona di opinioni radicali. In un’intervista (‘A dívida é um mega esquema de corrupção institucionalizado’, Carta Capital, 9 luglio), la Fattorelli, che fa parte del Greek Financial Audit, spiega che il debito pubblico trasferisce direttamente reddito nelle mani dei ricchi. Per questo, aggiunge, occorre la cosiddetta “revisione contabile”, che liberi i paesi dal debito cumulativo che impila interessi su interessi.

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Ciprioti Lapidano le Banche

[Di alexrpt. Originale pubblicato su Hellenic Insider il 23 marzo 2015 con il titolo Two years after EU depositor haircut, angry Cypriots pelt Bank of Cyprus headquarters with stones. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Quasi due anni dopo la catastrofica tosatura dell’Unione Europea ai danni dei correntisti di Cipro, la rabbia dei ciprioti scende in piazza, marcia in direzione della banca centrale e della Banca di Cipro e la prende a sassate.

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Il Brasile Ha Capito che i Mondiali non Sono Solo Calcio

[Di Valdenor Júnior. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 19 giugno 2014 con il titolo How Brasil Learned that the World Cup is no Just Soccer. Traduzione di Enrico Sanna.]

Favela con uno stadio sullo sfondo.

Il calcio trascende le classi sociali e quelle economiche. In Brasile è giocato ovunque da bambini e adolescenti di ogni classe sociale. Se si può improvvisare una palla, il divertimento è sicuro.

Il calcio è anche alla base del patriottismo brasiliano, che durante i mondiali si innalza. La bandiera nazionale diventa oggetto d’adorazione. E sventola nell’aria.

Ma nel 2014 è diverso. Slogan come “La Coppa del Mondo non Esiste” abbondano, ci sono proteste e l’opinione pubblica si divide sull’impatto dell’evento. Le persone interessate dalle preparazioni hanno scritto una lettera aperta e, il quindici di maggio, c’è stata la Giornata Contro la Coppa del Mondo, che ha spinto migliaia di persone nelle strade in tutto il Brasile.

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