Il Ritorno

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Di Baierle. Originale pubblicato il 12 ottobre 2018 su Baierle con il titolo Volver! Traduzione di Enrico Sanna.

Le vecchie tradizioni iniziate con lo sviluppo del fordismo in Brasile, così come gli anni della cooperazione subalterna, portano ad un allineamento in difesa del dollaro. La crociata è già iniziata. In gioco in queste elezioni, pensano i militari, è l’allineamento, almeno con gli Stati Uniti. Gli interventi del generale Mourão in fatto di economia sono strani, ma rientrano in questo quadro. Quel poco che resta dell’accumulazione capitalistica si regge in piedi solo grazie a questo orrore. I militari brasiliani sono apparentemente decisi a giocare questo ruolo. L’insolvenza economica è stata il campanello d’allarme. La morte annunciata dello stato ha svegliato i burocrati del nucleo duro dell’apparato: giudici e forze armate. Sono questi che allestiscono le condizioni ideali in cui deve svolgersi il potere sovrano. ~ Marildo Menegat

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La Fregatura dei Mondiali

[Di Erick Vasconcelos. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 25 marzo 2015 con il titolo FIFA and its Accomplice: The Brazilian State. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Un articolo pubblicato nello stato di San Paolo in Brasile (“Brasil que se vire com arenas vazias, diz FIFA. ‘O problema é de vocês’”, Estadão Esportes, 21 marzo) nota come la Fifa abbia perso interesse per il Brasile: gli inutili stadi costruiti per la Coppa del Mondo del 2014 non sono un problema loro; ad occuparsene dovrebbe essere esclusivamente il paese.

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Contro lo Stato

E dalla parte degli indigeni brasiliani e delle loro terre

[Di Valdenor Júnior. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 17 dicembre 2014 con il titolo Against the State, For Indigenous Lands. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Che direste se la vostra proprietà sulla vostra casa fosse riconosciuta solo se approvata dal Congresso? Vi sentireste più sicuri o meno? Questa è la realtà che vivono milioni di brasiliani che vivono nelle favelas, le cui proprietà sono soggette a questo genere di scherzo politico. Uno scherzo che, secondo l’opinione di alcuni parlamentari, dovrebbe essere esteso alle popolazioni indigene del Brasile.

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Terra e Schiavitù in Brasile

[Di Eduardo Lopes. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 23 novembre 2014 con il titolo How the Law of Lands Kept Black People in Submission in Brazil. Traduzione inglese di Erick Vasconcelos. Traduzione italiana di Enrico Sanna.]

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Nota: Questo articolo è stato scritto in occasione della Giornata della Consapevolezza dei Neri in Brasile.

La schiavitù in Brasile, l’ultimo paese americano indipendente che a quei tempi aveva ancora questa istituzione, fu abolita ufficialmente il 13 maggio 1888. Certo non fu una legge firmata dall’aristocrazia a risolvere i problemi della popolazione nera che, per secoli, era stata derubata della dignità e del frutto del proprio lavoro. L’avvenimento era stato preparato per quarant’anni così che l’abolizione potesse procedere nel modo più tranquillo possibile… per gli schiavisti.

Cedendo alle pressioni che venivano dall’Inghilterra, il Brasile andava in direzione dell’abolizione da tanto tempo. La più famosa e inefficace tra le cosiddette “leggi da mostrare agli inglesi” (un’espressione che ancora oggi indica una legge perfettamente inutile ma che suona bene) fu la legge Feijo, promulgata nel 1832, che dava la libertà nominale agli schiavi che lavoravano la terra. Il commercio di schiavi, però, non fu abolito prima del 1850 con la legge Eusebio de Queiros. L’abolizione sembrava ad un passo, ma alcuni atti ne estesero la durata.

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Sinistra Punitiva e Criminalizzazione dell’Omofobia

[Di Valdenor Júnior. Originale pubblicato su C4SS il 7 ottobre 2014 con il titolo The Punitive Left and the Criminalization of Homophobia. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Maria Lucia Karam

Nell’ormai classico articolo “A esquerda punitiva” (“La Sinistra Punitiva”), Maria Lucia Karam critica la sinistra brasiliana aver abbandonato i propri principi profondi sul cambiamento sociale e per essersi unita a chi vorrebbe un inasprimento della legislazione come strumento per risolvere i conflitti della società e garantire la pace sociale.

Secondo la Karam, la sinistra dimentica che l’apparato repressivo dello stato è rivolto principalmente contro le persone ai margini e fa molto spesso pulizia sociale, e la proposta di ulteriore criminalizzazione e repressione (così come la lotta ai crimini finanziari) avanzata dalla sinistra non risolve le contraddizioni strutturali.

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Elezioni e Ideologia Tecnocratica

[Di Erick Vasconcelos. Originale pubblicato su C4SS il 5 settembre 2014 con il titolo Elections and the Technocratic Ideology. Traduzione di Enrico Sanna.]

Giger, Landscape

Chi vota per politici come il candidato alla presidenza brasiliana Aecio Neves, così come molti dei simpatizzanti del suo partito (Partito Socialdemocratico Brasiliano, Psdb), spesso va in confusione quando scopre che idee come “efficienza” nel settore pubblico, “cura choc”, e “professionalità” di governo non attirano larghe fette della popolazione. Si tratta di un’idea moderatamente diffusa, appoggiata anche nel governo dello stato di Pernambuco (più come programma elettorale che come azione) da Eduardo Campos, morto il dodici agosto scorso. È l’idea secondo cui c’è, o almeno dovrebbe esserci, una separazione vitale tra la politica e l’amministrazione pubblica; tra l’ideologia e l’efficienza. Ma l’idea della professionalizzazione della politica, che consiste nel mettere i “tecnici” al governo per “gestire” la cosa pubblica come se fosse una normale organizzazione della società civile, è di per sé profondamente ideologica.

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