Trionfo e Crollo dell’uomo-lavoro

lavoratrice

Di Norbert Trenkle. Originale in tedesco pubblicato su krisis.org nel 2008. Traduzione spagnola di Silvia Said Algaba pubblicata il 24 marzo 2018. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

La crisi del lavoro è al contempo crisi della mascolinità moderna in quanto identità del moderno uomo borghese costituita e strutturata in qualità di uomo-lavoro: imprenditore, creativo, deciso, razionale, efficiente e obiettivo, sempre alla ricerca di un risultato misurabile. Questo non sempre deve accadere “con il sudore della sua fronte”. Dunque l’identità maschile moderna appare assolutamente flessibile: l’uomo in giacca e cravatta della giunta esecutiva, del consiglio di amministrazione o del governo è considerato uomo d’azione tanto quanto, se non di più, del lavoratore edile, dell’uomo alla catena di montaggio o al volante di un camion. Queste ultime professioni, ormai fuori moda come ideale dell’orientamento professionale maschile, sono riservate a chi non è riuscito a superare gli ostacoli sociali che si frappongono all’ascesa verso i piani alti. Simbolicamente, però, servono a rappresentare la vera mascolinità. Uomini muscolosi, seminudi, con in mano una grande chiave inglese o un martello, imbrattati d’olio ma per il resto completamente asettici, clean, davanti all’estetizzante officina di lavoro o al forno dell’inceneritore: sono queste le icone della mascolinità moderna.

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Terremoto nel Mercato Mondiale

Wasteland

Di Massimo Gaggini. Introduzione a: Norbert Trenkle, Terremoto nel mercato mondiale. Articolo del 20 dicembre 2015.

Questo testo introduce lo scritto di Norbert Trenkle “Weltmarktbeben” (Terremoto nel mercato mondiale), apparso nel maggio 2008 in Germania. Il saggio anticipa di pochi mesi lo scoppio vero e proprio della bolla finanziaria, descrivendone di fatto l’avvento e spiegandone con estrema chiarezza le cause più autentiche, che niente hanno a che fare con la vulgata consolatoria per la quale la crisi stessa sarebbe colpa di un esiguo numero di avidi speculatori che si appropria in modo parassitario delle ricchezze prodotte da altri.

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Intelligenza Artificiale e Capitale

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Di Tomasz Konicz. Originale pubblicato su Exit il 18 febbraio 2018 con il titolo Inteligência Artificial e Capital. Traduzione italiana pubblicata su francosenia.blogspot.it.

“Quel gioco lì arriva anche al secondo livello?” (Nick Land)

L’umanità, è pronta a servire devotamente i robot, che ben presto saranno fra noi? Questa domanda, che spesso appare nei prodotti-spazzatura dell’industria culturale, potrebbe ben presto diventare abbastanza reale, secondo quella che è l’opinione di molti critici della ricerca sull’Intelligenza Artificiale (AI). Nel caso che i robot volessero ancora governare l’umanità – e non decidessero di volersi liberare rapidamente di questi irritanti “sacchi di carne”, facendo uno spietato remake del film Terminator.

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Le Sottigliezze Metafisiche della Merce

Pensiero unico

Di Anselm Jappe. Originale in spagnolo pubblicato su exit-online.org con il titolo Las sutilezas metafísicas de la mercancía. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Il mio intervento sarà molto diverso dagli altri fatti qui. Presentarsi ad un dibattito sulle merci per protestare contro l’esistenza delle merci stesse può apparire tanto insensato quanto partecipare ad un congresso di fisica per contestare l’esistenza del magnetismo o della gravità. In genere, l’esistenza delle merci è considerata un fatto del tutto spontaneo, almeno nelle società sviluppate, e la sola questione è cosa farci. Certo possiamo affermare che nel mondo c’è chi ha troppo poche merci e che occorrerebbe che ne avesse di più, o che ci sono merci malfatte, inquinanti o pericolose. Ma questo non dice nulla sulle merci in quanto tali. Certo si può disapprovare il “consumismo” o il “commercialismo”, chiedere che le merci stiano al loro posto e non invadano altri territori, come ad esempio il corpo umano. Ma sono osservazioni dal sapore moralista, appaiono “antiquate”, ed essere antiquati è l’unico crimine intellettuale ancora esistente. Per il resto, quelle rare volte che apparentemente si pongono in discussione le merci, la società moderna rievoca i misfatti di Pol Pot e il discorso finisce lì. Le merci sono sempre esistite e sempre esisteranno, cambia solo la distribuzione, dunque.

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La Nuova Guerra Civile Europea

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Di Sandro Moiso. Pubblicato originariamente su Carmilla Online il 3 maggio 2018.

Oggi, 3 maggio 2018, mentre i media nazionali rispettosi soltanto dei vuoti rituali della politica guardano a ciò che avverrà nella direzione del PD, cade il venticinquesimo giorno dell’occupazione militare della ZAD di Notre Dame des Landes da parte dei mercenari in divisa da gendarmi dello Stato francese.

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Malati e Dannati

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Di Walker Storz. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 18 aprile 2018 con il titolo The Sick and the Damned. Traduzione di Enrico Sanna.

Capivo che la differenza tra sani e malati era così profonda da annullare ogni differenza in termini di intelligenza o razza.” ~ F. Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby

Se il capitalismo produce inevitabilmente il suo angelo sterminatore, produce anche quegli spettri che contengono il germe della sua fine, perseguitano il capitalismo e sono rappresentati da potenzialità e possibilità negate. La malattia è uno di questi spettri. Il capitalismo produce inevitabilmente malattia sotto forma di alienazione fisica e mentale. Il capitalismo comunicativo, o finanziario, accelera questo deterioramento sia del corpo sociale che dei singoli individui che si dibattono nel turbine.

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