La Proprietà Intellettuale Gonfia la Rana Zuckerberg

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[Di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 21 febbraio 2017 con il titolo Intellectual Property Rights Give Zuckerberg His Fake Size. Traduzione di Enrico Sanna.]

Facebook Punta a Riconnettere la Vostra Vita. State Attenti… Il manifesto del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, scritto in risposta alle accuse dirette al social sulla scia dell’aspra campagna elettorale americana, è un documento agghiacciante, distopico. Dimostra come Facebook (lanciata cinque anni fa per, come disse lui, “ampliare le possibilità delle persone di fare e mantenere relazioni”) stia diventando una sorta di stato extraterritoriale governato da un piccolo governo non eletto che si appoggia pesantemente su algoritmi di proprietà privata per fare ingegneria sociale.

Mark Zuckerberg è uno dei giovani più ricchi della terra, con un’azienda che abbraccia tutto il globo. E ora la usa per definire quali notizie sono false e quali no. E per farsi aiutare è ricorso a siti come Snopes.

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Gli Haitiani: Non Donate alla Croce Rossa

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[Di Alice Salles. Originale pubblicato su Antimedia.org il 12 ottobre 2016 con il titolo Here’s Why Haitians Are Urging You not to Donate to the Red Cross. Traduzione di Enrico Sanna.]

Ad Haiti il numero di morti causate dall’uragano Matthew arriva a mille, 1,4 milioni di persone rimangono “senza assistenza umanitaria” e i primi casi di colera cominciano a preoccupare i soccorritori. Ma nonostante le richieste disperate di aiuto provenienti dallo stato insulare colpito dall’uragano, alcuni haitiani non gradiscono la presenza di organizzazioni infestate dagli scandali, come la Croce Rossa Americana (ARC) e la Clinton Foundation.

Dopo il rapporto del 2015, che denunciava la ARC per la cattiva gestione dei fondi destinati ad Haiti, haitiani come France François invitano su Facebook la popolazione a stare alla larga dalla 135enne fondazione. La François invita chiunque voglia dare un aiuto a rivolgersi ad organizzazioni haitiane.

Purtroppo, le sue preoccupazioni si basano su dati concreti.

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Sangue, Retorica e Buoni Affari

[Di Maria Matteo. Originale pubblicato su A-Rivista Anarchica nº 409 estate 2016.]

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Ecco il mix che si ritrova dietro la quotidiana martellante propaganda mediatica su “missioni di pace”, politiche dell’accoglienza, generosità sociale. È un trionfo dell’ipocrisia.

Non si tratta di poche “mele marce”, ma di un intero sistema basato sullo sfruttamento delle mille “emergenze” umanitarie.

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Banca Svizzera Nega il Prelievo!

[Di Joseph T. Salerno. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 28 aprile 2015 con il titolo Swiss Bank Refuses Request for Cash Withdrawal! Traduzione di Enrico Sanna.]

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La questione che dura da secoli e che prima o poi porterà alla battaglia è: il popolo contro le banche. ~ Lord Acton

Come riportato su ZeroHedge lo scorso fine settimana, il gestore di un fondo pensionistico svizzero, dopo aver fatto i conti, è arrivato alla conclusione che i suoi clienti avrebbero risparmiato un bella somma di denaro se avesse prelevato una certa quantità di contante dal conto in banca, che rendeva un interesse negativo, per depositarlo in un caveau assicurato. Forte della fiducia accordata dei clienti, ha comunicato alla banca l’imminente prelievo di franchi svizzeri. La banca ha rispedito indietro la richiesta informando così il gestore del fondo:

Spiacenti di informarla che, nel periodo di tempo specificato, non è possibile soddisfare le sue aspettative.

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Citigroup Odia il Contante

[Di Philippe Gastonne. Originale pubblicato su The Daily Bell il 24 aprile 2015 con il titolo Citigroup Hates Cash. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Il contante permette alle persone di evitare i tassi sui negativi sui depositi bancari. La soluzione proposta [dall’economista capo di Citigroup] Buiter è l’abolizione totale del contante. ~ Bloomberg Business, 10 aprile 2015

Le banche a riserva frazionaria amano i soldi. Ma non il contante. Anche perché riduce la loro possibilità di accumulare a piramide un prestito sull’altro, creando così denaro prima inesistente da cui estrarre interesse. Per questo sono sempre state costrette a tollerare l’esistenza del contante.

Ora che si diffondono sempre più i tassi d’interesse negativi, vedono una possibile soluzione.

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La Grecia Potrebbe Tornare alla Dracma

Solo che non servirebbe a nulla

[Intervista di Peter Schiff a Mike Finger. Originale pubblicato su Schiff Gold il 14 aprile 2015 con il titolo Greece May Adopt Drachma; US Already Has. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Una delle soluzioni proposte al problema europeo del debito greco prevede che il paese mediterraneo abbandoni l’euro per tornare alla vecchia valuta, la dracma. Nel Gold Videocast di aprile, Peter Schiff spiega perché una nuova dracma sarebbe una soluzione ideale per i politici greci ma un disastro per i cittadini e i creditori. Peter spiega anche perché gli Stati Uniti si trovino di fronte lo stesso dilemma della Grecia. Con una sola grossa differenza: gli Stati Uniti già hanno una moneta da svalutare.

Dall’intervista:

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