Maltrattare gli Animali Viola i loro Diritti

Replica a Walter Block

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Di Thomas Raskin. Originale pubblicato il 25 luglio 2017 con il titolo Animal Torture Violates Rights: A Response to Walter Block. Traduzione di Enrico Sanna.

Introduzione

Walter Block è uno dei più stimati teorici libertari nel mondo.1 Eminente studioso di economia presso la Harold E. Wirth, docente di economia presso la Loyola University, Block ha scritto centinaia di articoli e libri sulla complessità delle teorie libertarie: anche una rapida rassegna fa capire l’enorme profondità e vastità del suo pensiero.2 La sua coerenza logica è impressionante, e i suoi studi iconoclastici su argomenti di peso come il militarismo e il proibizionismo gli sono valsi elogi da chiunque lamenti lo strapotere statale.

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Fattispecie di Reato: la Tortura

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Di Armando Lancellotti. Originalmente pubblicato su Carmilla on line il 19 giugno 2017.

Marina Lalatta Costerbosa, Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo, DeriveApprodi, Roma, 2016, pp. 136, € 15,00.

Tra pochi giorni, a fine giugno, la legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento penale italiano arriverà a Montecitorio, per concludere, forse, l’iter di approvazione parlamentare. Si potrebbe pensare che stia per essere scritta una pagina positiva della storia legislativa e politica del nostro paese, ma la realtà delle cose è ben diversa e per almeno due grandi ordini di ragioni: innanzi tutto perché il ritardo con cui il codice penale italiano riconosce la fattispecie del reato di tortura è a dir poco epocale, visto che la stessa Italia ratificò la Convenzione internazionale contro la tortura (Onu, 1984) nel gennaio 1988, insomma una trentina di anni fa; in secondo luogo perché il testo approvato al Senato il 17 maggio scorso è talmente rabberciato e contraddittorio da tradire lo spirito stesso di una legge che dovrebbe in modo netto e senza equivoci riconoscere la tortura come fattispecie di reato e delle peggiori. Un “tradimento” che lo stesso Luigi Manconi, che nel maggio del 2013 aveva presentato il progetto di legge in qualità di presidente della commissione parlamentare sui diritti umani, non ha esitato a definire inaccettabile, avanzando le stesse critiche e perplessità espresse da associazioni quali Amnesty International ed Antigone o dalle vittime della tortura di Stato italiana e dai parenti delle stesse. Vittime, che nel paese dei fatti di Genova 2001, di Cucchi e di Aldrovandi tra gli altri, sono numerose e ancora in attesa (vana) che venga fatto un minimo di giustizia e venga loro restituita quella dignità di uomini e cittadini che è stata a loro negata dai violenti abusi di potere di uomini dello Stato, dell’arbitrio dei quali sono caduti in balia.

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No, NON è “Il Soldato”

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[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il il 30 maggio 2016 con il titolo No, It’s NOT “the Soldier”. Traduzione di Enrico Sanna]

Ad ogni Memorial Day e Veteran’s Day, gli americani subiscono infinite repliche di una poesia “ispirata” (servile e stupida) scritta da Charles Province nel 1970: “Il Soldato”. “È il Soldato, e non il prete, che ci ha dato la libertà religiosa.” La poesia ribadisce lo stesso principio base a proposito di una serie di altre libertà: Non è il giornalista che ci ha dato la libertà di stampa, né l’organizzatore del campus che ci ha dato la libertà di protesta, né l’avvocato che ci ha dato il diritto ad un equo processo; in tutti i casi è (come avrete già capito) il Soldato “che ci ha dato” le nostre libertà.

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Contro lo Stato

E dalla parte degli indigeni brasiliani e delle loro terre

[Di Valdenor Júnior. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 17 dicembre 2014 con il titolo Against the State, For Indigenous Lands. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Che direste se la vostra proprietà sulla vostra casa fosse riconosciuta solo se approvata dal Congresso? Vi sentireste più sicuri o meno? Questa è la realtà che vivono milioni di brasiliani che vivono nelle favelas, le cui proprietà sono soggette a questo genere di scherzo politico. Uno scherzo che, secondo l’opinione di alcuni parlamentari, dovrebbe essere esteso alle popolazioni indigene del Brasile.

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Mo’ Basta!

Dopo aver manifestato per la libertà di parola, la Francia stronca la libertà di parola

[Di Daniel McAdams. Originale pubblicato il 14 gennaio 2015 su Ron Paul Institute con il titolo After Free Speech Rally, France Cracks Down on Free Speech. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Non c’è voluto poi molto. Appena tre giorni dopo che il governo francese ha ospitato dozzine di leader stranieri in una “manifestazione unita” in difesa della libertà di parola sulla scia dell’attentato contro la rivista Charlie Hebdo, ecco che le autorità francesi cominciano ad arrestare i loro cittadini che esercitano il loro diritto di libertà di parola.

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“Io Ho un Diritto!”

[Di Charles W. Baird. Originale pubblicato su The Freeman il 20 giugno 2014 con il titolo “I Have a Right!” Traduzione di Enrico Sanna.]

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Molte persone fanno questa rivendicazione senza neanche pensare alla natura e all’origine di un diritto. Cos’è un diritto e da dove viene?

Secondo i progressisti, o gli interventisti, finché ci sono leggi che vengono approvate secondo le norme procedurali, lo stato crea ed estingue diritti. Ad esempio, il Congresso, seguendo le regole del processo legislativo delineato nella costituzione, può creare o estinguere il diritto al posto di lavoro, all’istruzione o all’alimentazione.

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