“Pubblico-Privato”

Pubblici costi, privati profitti

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Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il primo agosto 2017 con il titolo “Public-Private Partnership”: Public Cost, Private Profit. Traduzione di Enrico Sanna.

Anche se il programma infrastrutturale pare accantonato, tanto che neanche viene citato più, finora Trump ne ha parlato in termini di “collaborazione pubblico-privato”. Da qui, come c’era da aspettarsi, la gioia dei soliti noti della destra libertaria.

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O Burro o Cannoni

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Di Murray Bookchin. Estratto da State Capitalism in Russia, 1950. Traduzione di Enrico Sanna.

Se la crescita industriale della Russia ha qualche significato, si riferisce principalmente all’industria degli armamenti. E lo stesso si può dire di tutto il mondo capitalista. L’industria degli armamenti è oggi il lubrificante dell’intero sistema e cresce più della produzione di beni di consumo proprio perché è l’unico settore che può coesistere con il depauperamento dello stile di vita. Cannoni, carrarmati, aerei, armi di ogni genere sono un’esplosione di spreco.

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La Ue Impoverisce i Paesi già Poveri

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Di Joseph Hackett. Originale pubblicato su Capx il 18 luglio 2017 con il titolo The Eu is Making Poor Countries Poorer. Traduzione di Enrico Sanna.

Nota mia: Ho tradotto gli ultimi due paragrafi pur trattandosi di una ridicola bugia e autocelebrazione (l’autore è un sostenitore attivo del Brexit). Dire che la Gran Bretagna, con o senza la Ue, con il terzo mondo sarà qualcosa di diverso dalla solita accozzaglia di pidocchiosi sfruttatori razzisti è roba da olimpiadi delle cazzate e l’autore farebbe bene a presentarsi e ritirare il primo, secondo e terzo premio. Nella sua filippica, però, dice cose interessanti della Ue. Bisogna sempre ascoltare il bue che dice cornuto all’asino. Adesso speriamo che qualche altro cazzone risponda per la Ue.

L’Unione Europea ama presentarsi come forza del bene, che genera aiuto e sviluppo tra le società più povere del mondo. Si vanta del suo programma di aiuti da 13 miliardi e si definisce “il donatore più generoso al mondo”. Crede davvero di essere più magnanima di Stati Uniti, Russia o Cina.

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L’alba Razzista del Capitalismo

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Di Peter James Hudson. Pubblicato sul Boston Review il 14/3/2016. Ripubblicato su francosenia.blogspot.it.

Dieci anni prima del suo assassinio avvenuto nel 1914 per mano di un nazionalista, il socialista francese Jean Jaurès aveva portato a termine un’opera storica che aveva cambiato radicalmente lo studio della rivoluzione francese. Laddove gli altri si erano focalizzati sulle dispute intorno alla politica e alle ideologie politiche, i quattro volumi della Storia socialista della Rivoluzione francese di Jaurés avevano come soggetto le trasformazioni apportate da un capitalismo emergente, mettendo in primo piano le sue irruzioni nell’economia francese. Facendo uso di una lente marxista, Jaurés sottolineava il conflitto fra l’Ancien Régime e la borghesia appena giunta al potere, e tirava fuori dagli archivi della rivoluzione le lotte dei contadini e dei lavoratori francesi.

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Il Padrone Assoluto

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Di Elizabeth Anderson. Originale pubblicato il 17 luglio 2017 su vox con il titolo How bosses are (literally) like dictators. Traduzione di Enrico Sanna.

Bastano alcuni fatti per capire il controllo che i datori di lavoro americani hanno sui propri dipendenti. Amazon vieta ai propri dipendenti di scambiarsi commenti casuali durante il lavoro, dicendo che è un “furto di tempo”. La Apple controlla gli effetti personali di tutti i suoi venditori al dettaglio, alcuni dei quali perdono anche mezz’ora di tempo non pagato tutti i giorni in attesa della perquisizione. La Tyson vieta il bagno al personale delle sue pollerie. Alcuni sono stati costretti a farsela addosso mentre i loro superiori ridacchiavano.

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La Privatizzazione del Mondo

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Dovranno natura e necessità elementari dell’essere umano essere proibite per assenza di redditività?

[Di Robert Kurz. Pubblicato su Ozio Produttivo il 24 marzo 2017.]

Originale Die Privatisierung der Welt. Pubblicato in Folha de S. Paulo, 14.07.2002, col titolo Modernidade Autodevoradora

È da supporre che la natura esisteva già prima dell’economia moderna. Dunque la natura è in sé gratis, senza prezzo. Questo distingue gli oggetti naturali, senza elaborazione umana, dai risultati della produzione sociale, che non rappresentano più la natura “in sé” ma la natura trasformata dall’attività umana. Questi “prodotti”, a differenza degli oggetti naturali puri, non furono mai di libero accesso; da sempre furono soggetti, secondo determinati criteri, a un modo di distribuzione socialmente organizzato. Nella modernità è la forma della produzione di merci a regolare tale distribuzione, secondo i criteri del denaro, del prezzo e della domanda (solvente).

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