Arrabattarsi all’italiana e Guai ai Giovani

capolinea

Di Fausto. Originale pubblicato il 20 ottobre 2018 su Far di Conto.

Spulciamo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia “Indagine sui bilanci delle famiglie italiane”, giusto per fare il punto sulle condizioni economiche di noi formiche. I temi trattati sono vari, ma qui e ora mi preme appuntarmi sui soli redditi: è con quelli che paghiamo la spesa al supermercato. E non sono stazionari, anzi: sono cambiati parecchio nell’arco di un decennio. Ovviamente in diminuzione.

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Libera Volpe in Libero Pollaio

Wasteland

Di Serge Latouche. Fonte: Linkiesta 5 febbraio 2016.

Alla conferenza di Stoccolma del 1972 si disse: «Bisogna uscire dalla crescita». A quella frase l’allora presidente francese Valéry Giscard D’Estaing si oppose. Disse: «Non sarò un obiettore della crescita. Non possiamo uscire dalla crescita. Dobbiamo fare un’altra crescita». Oggi siamo allo stesso punto: per evitare di parlare di decrescita si dice «Facciamo la crescita verde!».

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Capitalismo di Stato

disboscamento

Di Robert Kurz. Fonte: blackblog francosenia del 4 maggio 2018. Articolo originale pubblicato su Folha de Sao Paulo il 28 settembre 2008.

La crisi, quale crisi?

Così, con questa domanda, non troppo tempo fa, gli ideologi liberali sia di destra che di sinistra mostravano di essere convinti dell’immortalità del capitalismo.

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Capitalismo Senza Fine?

salvadanaio

Inviato da cambiailmondo. Intervista a Anselm Jappe pubblicata su cambiailmondo.org il 9 febbraio 2016.

Nato e cresciuto in Germania Anselm Jappe ha studiato filosofia in Italia e in Francia. È autore di vari vari libri, tra cui: Guy Debord, Roma, Manifesto libri, 2013²; Les Aventures de la marchandise. Pour une nouvelle critique de la valeur, Éditions Denoël, 2003; Crédit à mort: la décomposition du capitalisme et ses critiques, Éditions Lignes, 2011; Contro il denaro, Milano, Mimesis, 2013; Uscire dall’economia. Un dialogo fra decrescita e critica del valore: letture della crisi e percorsi di liberazione, con Serge Latouche, Milano, Mimesis, 2014. Ha collaborato con le riviste tedesche “Krisis” e “Exit” (fondate da Robert Kurz), che sviluppano la “Critica del valore”.

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Prospettive del Cambiamento Sociale

salvadanaio

Di Robert Kurz. Fonte: Exit Online. Pubblicato in Avis aux Naufragés (Avviso ai naufragati), Lignes, 2004. Traduzione di Ario Libert.

Per una coscienza dominata dal mercato universale, la percezione, in tutti i campi della vita, si riduce oramai a dei fenomeni congiunturali. Ciò che è vero oggi rischia di non esserlo più domani; ma che importa il contenuto quando non si tratta più che di «vendere» il più velocemente possibile. E questo vale per le teorie così come per le automobili o le cravatte. A questo stadio, l’idea di «cambiamento sociale» non ha fondamentalmente più alcun senso. Perché, affinché abbia un senso quest’ultimo deve fare riferimento a un’evoluzione nel tempo che potremmo definire attraverso l’analisi, dunque a una storia delle strutture sociali. La coscienza postmoderna, completamente conforme alle esigenze del mercato, non conosce più nessuna evoluzione storica, non conosce che il carattere indifferente di tendenze incoerenti. La teoria critica della società si vede sempre più sostituita dall’analisi delle tendenze (trend research).

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Emancipazione Sociale in Tempi di Crisi

lezione

Di Norbert Trenkle. Pubblicato originariamente su nopiazzacraxi.blogspot.it il 14 marzo 2016. Traduzione italiana di Samuele Cerea.

1. Quando più di 25 anni fa il cosiddetto socialismo reale colò a picco, il pubblico liberal-democratico si convinse che il «sistema sociale» basato sull’economia di mercato e sulla democrazia si fosse aggiudicato una storica vittoria nel «conflitto tra i sistemi». Francis Fukuyama decretò la sua celebre sentenza circa la «fine della storia», che fece rapidamente il giro del mondo, mentre alla sinistra tradizionale venne a mancare il terreno sotto i piedi.

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