Il Suffragio Universale

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Di Errico Malatesta. Pubblicato da Daniele Leoni su Facebook il nove giugno 2017.

Per lunghi anni i partigiani della democrazia (che significa governo del popolo) han sostenuto che il suffragio universale è la fonte legittima del diritto ed il rimedio a tutti i mali sociali.

Quando tutti hanno diritto al voto, essi dicono, il popolo manderà al potere i suoi amici e farà trionfare la sua volontà. Se le istituzioni che fonderanno gli eletti dal voto popolare non saranno perfette, se questi tradiranno gl’interessi dei loro mandati, gli elettori non avranno che da dar la colpa a loro stessi, e votar meglio un’altra volta.

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I Governi Sono Ingannatori

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[Di Lev Tolstoj. Originale pubblicato su coaloalab.altervista.org. Traduzione di Roberto Coaloa.]

Il secolo e la sua fine non significano nel linguaggio evangelico il termine e l’inizio di un periodo di cento anni, ma la fine di una concezione della vita, di una credenza, di un mezzo di comunione tra gli uomini, e il principio di una nuova visione del vivere, di una nuova religione, di un nuovo strumento di comunione tra gli individui.

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Astensione dal Voto Come Secessione

[Di Hans Sherrer. Originale pubblicato su forejustice.org nel 2001 con il titolo Non-Voting as an Act of Secession. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Questo saggio è comparso su Dissenting Electorate: Those Who Refuse to Vote and the Legitimacy of Their Opposition, a cura di Carl Watner e Wendy McElroy, Jefferson, NC: McFarland & Co., Inc., 2001, pagine 126-129. Ristampato su The Voluntaryist, numero 114 – 3º trimestre 2002.

La Dichiarazione d’Indipendenza americana del 1776 parla chiaro: “Sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo diventa distruttiva, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo…” La teoria del consenso enunciata nella dichiarazione è pane quotidiano nella politica americana. Ma la dichiarazione non spiega una cosa importante: Come fanno gli individui ad esprimere la propria disapprovazione per un particolare regime politico e/o ritirare il proprio consenso da un governo che ritengono “distruttivo”?

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Democrazia al 50%

[Di Gilda. Pubblicato originariamente su mentecritica.net il 24 novembre 2014.]

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Nota: Questo articolo è stato scritto il 23 notte, subito dopo la chiusura delle urne in Emilia Romagna e Calabria. Prende in esame soltanto i dati dell’affluenza alle urne e non i risultati elettorali. Penso che questo vada bene. La percentuale dei votanti è l’unica informazione utile. ~ es

Delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria non si sa ancora nulla, a parte che hanno votato, rispettivamente, il 36 e il 43% degli aventi diritto. Segno che chi scrive non lo fa in base al risultato uscito dalle urne, ma unicamente in base al risultato che nelle urne non c’è nemmeno voluto arrivare.

Effettivamente, sulla scarsa affluenza si avevano già dei presentimenti. È stato Prodi a dire, secondo il Corriere, che “la caduta dei votanti era abbastanza prevista”. Abbastanza che vuol dire? Ed era prevista perché? Non si sa.

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