Morte da Troppo Capitale

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Di Maurilio Lima Botelho. Originale pubblicato il 29 novembre 2019 su Blog da Boitempo con il titolo Um mundo afogado em capital. Traduzione di Enrico Sanna.

In Brasile, il tasso base di interesse (Selic) alla fine di ottobre è sceso al minimo storico del 5%. L’inflazione programmata per quest’anno è del 3,26%, ad ottobre era del 2,54%.[1] Deducendo l’inflazione dal tasso base, l’interesse reale scende sotto il 3% annuo; non tutti i titoli di stato emessi applicano questo tasso, ma anche così il livello bassissimo è una novità per il paese. Nei mercati e nell’industria c’è chi elogia questo graduale calo del tasso di interesse, ponendolo a contrasto con quanto accadeva nel passato recente quando era il governo a cercare di “imporre” l’abbassamento. Ma sono come quel medico, che gioisce per il calo della temperatura e non si accorge che il paziente è morto. Due mesi fa, per dire, c’è stata una deflazione, sintomo di situazione economica grave.

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Terremoto nel Mercato Mondiale

Wasteland

Di Massimo Gaggini. Introduzione a: Norbert Trenkle, Terremoto nel mercato mondiale. Articolo del 20 dicembre 2015.

Questo testo introduce lo scritto di Norbert Trenkle “Weltmarktbeben” (Terremoto nel mercato mondiale), apparso nel maggio 2008 in Germania. Il saggio anticipa di pochi mesi lo scoppio vero e proprio della bolla finanziaria, descrivendone di fatto l’avvento e spiegandone con estrema chiarezza le cause più autentiche, che niente hanno a che fare con la vulgata consolatoria per la quale la crisi stessa sarebbe colpa di un esiguo numero di avidi speculatori che si appropria in modo parassitario delle ricchezze prodotte da altri.

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Terremoto nel Mercato Mondiale

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Di Alessandro Visalli. Recensione di: Norbert Trenkle e Ernst Lohoff, Terremoto nel mercato mondiale, a cura di Massimo Maggini, ed. Mimesis. Articolo pubblicato originariamente su Tempo Fertile il 19 giugno 2017.

Il libricino a cura di Massimo Maggini, raccoglie due interventi del “Gruppo Krisis”: un breve saggio di Norbert Trenkle del 2008, a maggio, di poco antecedente alla piena manifestazione della crisi, quando si stava affannosamente da circa un anno cercando di chiudere i focolai che si aprivano ora in una banca, ora in una istituzione assicurativa; un’intervista a Lohoff e Trenkle del 2012, sul difficile problema del “capitale fittizio”.

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Globalizzazione al Servizio della Persona

Non il contrario

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[Intervista a Robert Kurz pubblicata su obeco-online il 27 aprile 2004. Traduzione dal tedesco di CP Traducciones. Traduzione dallo spagnolo di Enrico Sanna.]

IHU On-Line ha intervistato il sociologo e saggista tedesco Robert Kurz, via email, per questo numero. Nato nel 1943, Kurz ha studiato filosofia, storia e pedagogia. Attualmente, Kurz lavora a Norimberta come pubblicista autonomo, autore e giornalista. È stato cofondatore e redattore della rivista teorica Krisis – Beiträge zur Kritik der Warengesellschaft (Krisis – Contributi alla Critica della Società di Mercato). Il suo campo di lavoro comprende la teoria della crisi e della modenità, l’analisi critica del sistema capitalista mondiale, la critica dell’illuminismo e la relazione tra cultura e economia. Pubblica regolarmente saggi su quotidiani e periodici tedeschi, austriaci, svizzeri e brasiliani. I suoi libri O Colapso da Modernizaçao (São Paulo: Paz e Terra, 1991), pubblicato anche in Brasile con il titolo O Retorno de Potëmkin (São Paulo: Paz e Terra, 1994) e Os Últimos Combates (Petrópolis: Vozes, 1998) hanno fatto discutere molto in Germania e altrove. Più recente è la pubblicazione di Schwarzbuch Kapitalismus (Il Libro Nero del Capitalismo), nel 1999, Weltordnungskrieg (La Guerra dell’Ordinamento Mondiale) e Die Antideutsche Ideologie (L’ideologia Antitedesca), nel 2003, quest’ultimo non tradotto in portoghese. Di Kurz abbiamo pubblicato un articolo nel numero 26 del 15 luglio 2002. La seguente intervista, concessa a IHU On-Line in tedesco, è disponibile sul sito  www.exit-online.org. La traduzione è di CP Traducciones.

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Annulliamo il Debito Pubblico

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[Di Erick Vasconcelos. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 26 giugno 2015 con il titolo Let’s Abolish Government Debt. Traduzione di Enrico Sanna.]

Primo, è tempo di annullare il debito pubblico. Lo stato non deve avere la possibilità di emettere debito e chiedere prestiti. Vietato. Il debito pubblico, che in pratica non è che debito da ripagare in futuro con tasse pagate da terze parti, non ha alcuna giustificazione. A pagare sono le persone: voi ed io. L’ex revisore dei conti del fisco brasiliano, Maria Lucia Fattorelli, non è persona di opinioni radicali. In un’intervista (‘A dívida é um mega esquema de corrupção institucionalizado’, Carta Capital, 9 luglio), la Fattorelli, che fa parte del Greek Financial Audit, spiega che il debito pubblico trasferisce direttamente reddito nelle mani dei ricchi. Per questo, aggiunge, occorre la cosiddetta “revisione contabile”, che liberi i paesi dal debito cumulativo che impila interessi su interessi.

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