Il mio Caffè con Assange

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Slavoj Žižek

La settimana scorsa sono andato a visitare Julian Assange nella prigione di Belmarsh e un piccolo dettaglio, di per sé insignificante, ha attirato la mia attenzione in quanto tratto emblematico di come le prigioni operano in funzione del nostro bene (di noi visitatori e dei detenuti). Tutti i secondini sono stati gentili, hanno fatto di tutto per spiegare che tutto ciò che fanno è per il nostro bene. Ad esempio, Assange è confinato in una cella d’isolamento ventitré ore al giorno. Deve fare le sue riflessioni in solitudine nella sua cella. In quell’ora in cui gli è permesso uscire dal cubicolo, gli è proibito incontrare altri detenuti e le comunicazioni con il secondino che lo accompagna sono ridotte al minimo. Che senso ha un trattamento così severo, visto che ora è solo in custodia, ha già scontato la sua sentenza ed è detenuto solo per evitare che scappi in attesa dell’estradizione?

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Capitalismo, Migrazioni, Movimento Operaio

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Di Enrico Voccia. Originale pubblicato su Umanità Nova il 10 febbraio 2019.

Sul primo numero di quest’anno è stato pubblicato su queste pagine “FUSARO, RIZZO E L’IMMIGRAZIONE. Storia di un Inganno Ideologico”. Poiché la cosa ha suscitato un certo interesse, dentro e fuori dalla rete, ho deciso di approfondire un punto che ritengo cruciale e che, nell’articolo succitato, avevo affrontato solo nelle grandi linee: il rapporto tra capitalismo, migrazione e movimento operaio, con un accenno alle strategie di quest’ultimo – completamente diverse da quelle suggerite da Fusaro, Rizzo e Sovranisti vari, risultate poi vincenti paradossalmente proprio nell’ottica della costruzione di quella “unità etica” del mondo del lavoro auspicata, almeno in apparenza, da Fusaro.

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Falsi Made in Usa e Bugie Made in Italy

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Di Manlio Dinucci. Pubblicato su Rete Voltaire il 17 aprile 2018. Articolo originale pubblicato su Il Manifesto.

Per motivare la guerra del 2003, gli Usa accusarono l’Iraq di possedere armi di distruzione di massa: il segretario di stato Colin Powell presentò all’Onu una serie di «prove» risultate poi false, come ha dovuto ammettere lui stesso nel 2016.

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La Ue Impoverisce i Paesi già Poveri

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Di Joseph Hackett. Originale pubblicato su Capx il 18 luglio 2017 con il titolo The Eu is Making Poor Countries Poorer. Traduzione di Enrico Sanna.

Nota mia: Ho tradotto gli ultimi due paragrafi pur trattandosi di una ridicola bugia e autocelebrazione (l’autore è un sostenitore attivo del Brexit). Dire che la Gran Bretagna, con o senza la Ue, con il terzo mondo sarà qualcosa di diverso dalla solita accozzaglia di pidocchiosi sfruttatori razzisti è roba da olimpiadi delle cazzate e l’autore farebbe bene a presentarsi e ritirare il primo, secondo e terzo premio. Nella sua filippica, però, dice cose interessanti della Ue. Bisogna sempre ascoltare il bue che dice cornuto all’asino. Adesso speriamo che qualche altro cazzone risponda per la Ue.

L’Unione Europea ama presentarsi come forza del bene, che genera aiuto e sviluppo tra le società più povere del mondo. Si vanta del suo programma di aiuti da 13 miliardi e si definisce “il donatore più generoso al mondo”. Crede davvero di essere più magnanima di Stati Uniti, Russia o Cina.

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L’alba Razzista del Capitalismo

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Di Peter James Hudson. Pubblicato sul Boston Review il 14/3/2016. Ripubblicato su francosenia.blogspot.it.

Dieci anni prima del suo assassinio avvenuto nel 1914 per mano di un nazionalista, il socialista francese Jean Jaurès aveva portato a termine un’opera storica che aveva cambiato radicalmente lo studio della rivoluzione francese. Laddove gli altri si erano focalizzati sulle dispute intorno alla politica e alle ideologie politiche, i quattro volumi della Storia socialista della Rivoluzione francese di Jaurés avevano come soggetto le trasformazioni apportate da un capitalismo emergente, mettendo in primo piano le sue irruzioni nell’economia francese. Facendo uso di una lente marxista, Jaurés sottolineava il conflitto fra l’Ancien Régime e la borghesia appena giunta al potere, e tirava fuori dagli archivi della rivoluzione le lotte dei contadini e dei lavoratori francesi.

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I Cops Battono i Bobbies

[Di Shaun King. Originale pubblicato su DailyKos il primo aprile 2015 con il titolo American police killed more people in March (111) than the entire UK police have killed since 1900. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Durante il solo mese scorso, in trentun giorni, la polizia americana ha ucciso più persone di quante non ne abbiano uccise i poliziotti inglesi in 115 anni, dal 1900 ad oggi.

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