I Vostri Alleati, non i Miei

banvenuti rifugiati

Di Mila Ghorayeb. Originale pubblicato il 22 marzo 2018 con il titolo Your Allies, Not Mine. Traduzione di Enrico Sanna.

La destra accusa spesso accusa la sinistra di disfattismo di fronte al “fondamentalismo islamico”. Non è passato tanto da quando la destra accusava Obama di non usare mai le parole “fondamentalismo islamico” e “terrorismo islamico”. E si sa che dire che il “fondamentalismo islamico” è una delle principali minacce per gli americani ha il potere di attirare l’attenzione delle masse su chi cerca di farsi eleggere e su chi è già al potere. Ammesso che le preoccupazioni siano fondate, bisogna prima capire cosa è l’islamismo radicale. Quindi occorre capire qual’è la relazione tra la sinistra e l’Islam e se questa relazione favorisce l’Islamismo fondamentalista, che, come vedremo, è altra cosa rispetto all’Islam inteso come fede religiosa. Infine dobbiamo analizzare come nasce e si sviluppa l’estremismo islamico all’estero, e quali fattori lo alimentano. Come dimostrerò, l’atteggiamento isterico della destra riguardo il fondamentalismo islamico è, nella migliore delle ipotesi, ignorante; nella peggiore, è ipocrita e pericoloso.

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Il Nemico Interno

guantanamo

Recensione di: Prison Break Project, Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico, Edizioni Bepress, 2017, p. 277. Di Alexik. Pubblicato originariamente su Carmilla online il 7 marzo 2018.

A volte si incontrano dei libri necessari.

Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico, è sicuramente uno di questi.

È un libro necessario perché finalmente qualcuno – un collettivo di ricercatori precari – si è assunto l’onere di fare il punto, in una prospettiva sia storica che attuale, sull’insieme dei dispositivi repressivi elaborati negli anni dai poteri costituiti contro i movimenti conflittuali.

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Falsi Made in Usa e Bugie Made in Italy

guerra

Di Manlio Dinucci. Pubblicato su Rete Voltaire il 17 aprile 2018. Articolo originale pubblicato su Il Manifesto.

Per motivare la guerra del 2003, gli Usa accusarono l’Iraq di possedere armi di distruzione di massa: il segretario di stato Colin Powell presentò all’Onu una serie di «prove» risultate poi false, come ha dovuto ammettere lui stesso nel 2016.

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Le Nuvole, non Napoleone

nuvole

Di Lev Tolstoj

«Che cos’è? Sto cadendo? Le mie gambe si piegano…» pensò; e cadde supino. Spalancò gli occhi per cercar di vedere come si fosse conclusa la lotta dei francesi con gli artiglieri, e sapere se l’artigliere dai capelli rossi era stato ucciso o no, e se i cannoni erano stati catturati o messi in salvo. Ma non vide nulla. Sopra di lui non c’era già più nulla se non il cielo: un cielo alto, non limpido e tuttavia di un’altezza incommensurabile, con grigie nuvole che vi fluttuavano silenziose. «Che silenzio, che calma, che solennità! Com’è tutto diverso da quando correvo,» pensò il principe Andrej; «com’è diverso da quando noi correvamo, gridavamo e ci battevamo; com’è diverso dalla scena del francese e dell’artigliere che si strappavano lo scovolo con le facce stravolte e furibonde. Come sono diverse queste nuvole che corrono nel cielo alto e sconfinato. Come mai prima non lo vedevo questo cielo sublime? E come sono felice d’averlo finalmente conosciuto. Sì! tutto è vano, tutto è inganno al di fuori di questo cielo infinito. Nulla, nulla esiste all’infuori di esso. Ma neppure esso esiste, non esiste nulla tranne il silenzio, tranne la quiete. E che Dio sia lodato!…»

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La Guerra dei due Mondi

caduta icaro

Di Robert Kurz. Originale pubblicato sulla Folha de S. Paulo il 28 aprile 2002. Traduzione portoghese di Marcelo Rondinelli. Traduzione spagnola di R. D. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Le contraddizioni della globalizzazione si notano anche sotto l’aspetto militare, in quella che è una guerra di genere nuovo, postmoderna. Basta fare un raffronto con il passato. Nell’epoca storica appena terminata, si fronteggiavano le superpotenze degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, i due stati più potenti sul pianeta. La loro corsa agli armamenti, spinta da spese enormi, ha generato un lungo periodo caratterizzato dal timore che potesse scatenarsi l’inferno con una serie di bombardamenti atomici intercontinentali. La paura si estese a tutto il pianeta, proiettandosi culturalmente e simbolicamente sulla produzione letteraria, sulla fantascienza e sull’immaginario popolare. Contro la minaccia di distruzione del pianeta da parte dei poteri mondiali si alzò un movimento pacifista globale con pretese moralizzatrici. Sappiamo che le cose poi non andarono così. La guerra atomica non scoppiò, ma più ad opera delle due superpotenze che per i movimenti pacifisti. L’Unione Sovietica si armò fino alla morte finanziaria, mentre il sistema stato-capitalismo distruggeva se stesso con le sue contraddizioni interne. Da allora c’è una sola superpotenza, gli Stati Uniti. Lo spettro della guerra atomica su scala mondiale che incombeva sugli stati più potenti si è dissolto nell’aria. La corrispondente letteratura apocalittica oggi non è altro che archeologia culturale.

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L’esplosione della Modernità

guerre

Di Robert Kurz. Preso da facciamosinistra.blogspot.it il 24 marzo 2016. Originale pubblicato sulla rivista Jungle World, il 9 gennaio 2012.

Continua ad imperversare con una tenacia irriducibile la bufala illuminista, secondo cui il sistema produttore di merci della modernità avrebbe la sua origine in un “processo civilizzatore” (Norbert Elias), che, contrariamente alla cultura del ferro e fuoco del Medioevo, sarebbe invece il prodotto del commercio e degli scambi pacifici, della diligenza borghese e civica, della curiosità scientifica, delle audaci scoperte e delle invenzioni foriere di benessere. Ed il portatore di tutte queste belle cose dovrebbe essere considerato il moderno “soggetto autonomo”, il quale si sarebbe emancipato dai condizionamenti corporativi ed agrari per arrivare così alla “libertà dell’individuo”. E sarebbe soltanto una sfortunata coincidenza, quella per cui un modo di produzione nato da un ammasso talmente concentrato di virtù e di progresso si caratterizzi a partire dalla povertà di massa e dall’immiserimento globale, dalle guerre e dalle crisi mondiali, così come dalla distruzione di questo mondo stesso.

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