O Burro o Cannoni

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Di Murray Bookchin. Estratto da State Capitalism in Russia, 1950. Traduzione di Enrico Sanna.

Se la crescita industriale della Russia ha qualche significato, si riferisce principalmente all’industria degli armamenti. E lo stesso si può dire di tutto il mondo capitalista. L’industria degli armamenti è oggi il lubrificante dell’intero sistema e cresce più della produzione di beni di consumo proprio perché è l’unico settore che può coesistere con il depauperamento dello stile di vita. Cannoni, carrarmati, aerei, armi di ogni genere sono un’esplosione di spreco.

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Guerra: si Spara, si Muore

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Di Fulvio Scaglione

Com’era prevedibile, dopo tanto disquisire sulla “nuova guerra fredda” ci ritroviamo immersi in una nuova guerra calda, effettiva, reale. È inutile illudersi, lì stiamo. Magari non siamo in guerra ma siamo in una guerra: che ci circonda, ci avvolge, permea i nostri spiriti e influenza la nostra vita. Anche l’informazione è ormai informazione di guerra. I nostri e i loro, il bene e il male. La battaglia per Mosul è bella e buona e i civili non muoiono se non per mano dell’Isis. Quella per Aleppo è brutta, sporca e cattiva e i civili muoiono solo a causa dei russi. I civili nello Yemen muoiono ma non si dice, vedi mai che ci perdiamo qualche buon affare con i sauditi. A Gaza anche muoiono i civili ma parlar male delle bombe di Israele non è più di moda e parlar male dei miliziani di Hamas è poco fine.

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In Odio ai Militari

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Simulazione di un attacco nucleare in una scuola americana negli anni cinquanta

Di Albert Einstein

Passo ora a parlare del frutto peggiore del branco, il sistema militare, che io detesto. Il fatto che una persona possa provare piacere a marciare in formazione al suono di una banda militare basta a farmelo odiare. Gli è stato dato un cervello per errore. La spina dorsale era più che sufficiente. Questa cancrena della civiltà dovrebbe essere abolita con la massima velocità possibile. L’eroismo comandato, la violenza senza senso, tutto quello sciocchezzaio di stupidate che va sotto il nome di patriottismo… quanto odio queste cose! La guerra mi appare una cosa meschina e odiosa: preferirei farmi tagliare a pezzi piuttosto che prendere parte a questa cosa odiosa. E però, nonostante tutto, l’opinione che possiedo del genere umano è così alta che sono convinto che questa fogna sarebbe scomparsa tanto tempo fa, se il buon senso dei popoli non fosse stato sistematicamente corrotto dagli interessi politici e commerciali, che agiscono tramite il sistema scolastico e l’informazione.

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Il Crimine di chi Salva i Bambini

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Di Jacob G. Hornberger. Originale pubblicato da Future of Freedom Foundation il 7 giugno 2017 con il titolo Punishing People for Helping Dying Children Is Evil Too. Traduzione di Enrico Sanna.

Nel mio articolo  The Evil of Killing Children”, notavo come il governo americano, nel tentativo di arrivare ad un cambio di regime in Iraq, avesse intenzionalmente ucciso centinaia di migliaia di innocenti bambini iracheni.

L’uccisione di quegli innocenti non è l’unica azione brutale delle autorità americane riguardo le sanzioni contro l’Iraq. Hanno anche perseguitato qualcuno che cercava di aiutare quei bambini che le autorità americane volevano uccidere con le loro sanzioni.

Questo qualcuno si chiama Bert Sacks. Non l’hanno ucciso, ma l’hanno perseguito penalmente e civilmente per aver cercato di aiutare i bambini che le autorità americane volevano morti.

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Criminali al Servizio del Capitalismo

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[Di Colin Jenkins. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Gangsters for Capitalism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Confidando sulla relazione tra lavoro e capitale, e rafforzato dalla tutela statale della proprietà privata, a tutto vantaggio di questa relazione, il capitalismo crea una dipendenza naturale dal salario per la stragrande maggioranza delle persone. Con l’abolizione delle “proprietà comuni” durante la transizione tra feudalesimo e capitalismo, i contadini furono trasformati in una maggioranza lavoratrice da usare sia come bene in sé che come strumento nelle mani di chi possiede i mezzi di produzione.

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Economia Totalitaria e Paranoia del Terrore

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L’istinto di morte della ragione capitalista

[Di Robert Kurz. Pubblicato originariamente su Exit!]

Nella storia dell’umanità catastrofi immani e simboliche fornivano sempre l’occasione per una riflessione cosciente, in cui le potenze del mondo mettevano momentaneamente da parte la loro hybris. La società si osservava dall’interno e così facendo percepiva i propri limiti. Nulla di tutto ciò si è verificato nella società capitalistica dopo gli attacchi kamikaze contro i centri nevralgici degli USA.

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