Il Fallimento Europeo Visto dagli Altri

strada nulla

Di Alessandro Barile. Pubblicato originariamente su Carmilla Online il 13 dicembre 2017.

Rafael Poch-de-Feliu, Angel Ferrero, Carmela Negrete, La quinta Germania, Leg edizioni, Gorizia 2017, pp. 244, €22,00.

A una lettura disattenta dei particolari, questo libro edito nel 2013 in Spagna e nel 2017 in Italia – in una versione aggiornata – potrebbe apparire poca cosa. Interessante quanto retorico, andrebbe a sommarsi alla ormai vasta letteratura sulla crisi dell’europeismo. Il diavolo, notoriamente, risiede però nei dettagli. Alcune specifiche rendono questo libro prezioso: in primo luogo, gli autori sono spagnoli e scrivono per il pubblico spagnolo; in secondo luogo, il loro punto di vista non è il solito “sovranismo” – di destra o di sinistra – entro cui vengono ricondotte le posizioni critiche rispetto al processo europeista e al capitalismo tedesco, quanto un eclettico “sinistrismo” liberale. Due caratteristiche notevoli, che gettano uno sguardo obliquo sulle sorti continentali e che contribuiscono ad affinare gli strumenti della critica all’attuale modello di sviluppo euro-liberista.

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Presi a Cinghiate!

naziskin

Di Riccardo Frola. Articolo pubblicato il 29 aprile 2016 su L’Anatra di Vacaunson.

In una recente intervista rilasciata a Radio Radicale per promuovere il suo nuovo libro («Mio padre era fascista», Mondadori, 2016), Pierluigi Battista ha dichiarato di considerare il fascismo e l’antifascismo come due capitoli conclusi di una storia che «non appassiona più» nessuno: due fenomeni «residuali», tenuti ancora in vita da gruppetti di nostalgici, «CasaPound da una parte e i Centri sociali dall’altra», numericamente e politicamente irrilevanti.

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Lo Scontro di Inciviltà

[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su Polyarchy nel mese di Febbraio 2015.]

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Il primo Gennaio 1992 tutte le istituzioni ufficiali dell’Unione Sovietica cessarono di esistere. Lo scontro ideologico, politico e militare tra i due grandi imperi del XX secolo (gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica) noto sotto il nome di Guerra Fredda perdeva uno dei suoi protagonisti e finiva quindi di avere rilevanza e senso.

Un anno e mezzo dopo, nell’estate del 1993, un professore dell’Università di Harvard, Samuel P. Huntington, pubblicava nella rivista Foreign Affairs un articolo divenuto in seguito famoso: The Clash of Civilizations? (Lo scontro delle civiltà?)

In esso si avanzava l’ipotesi che “la sorgente fondamentale del conflitto nel mondo non sarà più principalmente di ordine ideologico o economico. Le grandi divisioni all’interno del genere umano e la fonte principale di conflitto sarà di natura culturale.”

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