È l’ora della Microproduzione?

lilienthal

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 25 marzo 2020 con il titolo Is This Micromanufacturing’s Hour? Traduzione di Enrico Sanna.

Se operi nell’ambito delle micromanifatture o dell’hardware hacking, se fai parte di una comunità che produce macchine open-source, o anche se, come me, sei interessato alla rilocalizzazione economica al fine di sgonfiare il potere aziendale, probabilmente ti è capitato di leggere la storia di quegli italiani che si son messi a stampare in 3D le valvole che servono a far funzionare i respiratori che tengono in vita i pazienti gravi colpiti da Covid-19. Un articolo pubblicato su Fast Company racconta come l’ospedale di Chiari, un piccolo comune della Lombardia, non fosse più in grado di far funzionare i respiratori per i malati di coronavirus perché aveva finito le valvole di ricambio e il produttore, la Intersurgical, non poteva fornire ricambi a breve termine. Utilizzando le apparecchiature di un FabLab, Cristian Fracassi e Michele Faini hanno stampato cento valvole di ricambio al costo di un euro circa. Fracassi e Faini hanno dovuto ricavare il progetto facendo ingegneria inversa, avendo il fabbricante negato l’accesso al progetto originale citando questioni legali e di sicurezza.

Continua a leggere

Un Virus Sociale

Cina

La lotta di classe microbiologica in Cina

Fonte: Chuang.org, febbraio 2020. Titolo originale: Social Contagion: Microbiological Class War in China. Traduzione parziale di Enrico Sanna.

Il forno

Wuhan è nota volgarmente come uno dei “quattro forni” (四大火炉) della Cina per le sue estati di caldo umido oppressivo, assieme a Chongqing, Nanchino e alternativamente Nanchang o Changsha, tutte città dall’attività frenetica situate nella valle del fiume Yangtze. Wuhan è l’unica ad essere punteggiata di forni veri: il grosso agglomerato urbano è il cuore dell’industria dell’acciaio, cemento e altre industrie legate alle costruzioni, il paesaggio è dominato dai forni in lento raffreddamento di ciò che resta delle ferriere e acciaierie di stato, ora in crisi da sovrapproduzione e costrette a controverse riduzioni, privatizzazioni e ristrutturazioni, con il risultato di cinque anni di proteste e massicci scioperi generali. La città è praticamente la capitale cinesedell’industria delle costruzioni, il che le ha conferito un ruolo importante dopo la crisi economica globale, quando la crescita cinese è stata pompata con fondi incanalati in progetti infrastrutturali e edilizi. Wuhan non solo ha contribuito a gonfiare la bolla con un’eccedenza di materiali da costruzione e ingegneri, ma è diventata una boomtown. Secondo i nostri calcoli, tra il 2018 e il 2019 l’area a cantiere della città equivaleva alle dimensioni dell’intera isola di Hong Kong.

Continua a leggere

Morte da Troppo Capitale

05a773ae45b1de3975a1f4ac590166af

Di Maurilio Lima Botelho. Originale pubblicato il 29 novembre 2019 su Blog da Boitempo con il titolo Um mundo afogado em capital. Traduzione di Enrico Sanna.

In Brasile, il tasso base di interesse (Selic) alla fine di ottobre è sceso al minimo storico del 5%. L’inflazione programmata per quest’anno è del 3,26%, ad ottobre era del 2,54%.[1] Deducendo l’inflazione dal tasso base, l’interesse reale scende sotto il 3% annuo; non tutti i titoli di stato emessi applicano questo tasso, ma anche così il livello bassissimo è una novità per il paese. Nei mercati e nell’industria c’è chi elogia questo graduale calo del tasso di interesse, ponendolo a contrasto con quanto accadeva nel passato recente quando era il governo a cercare di “imporre” l’abbassamento. Ma sono come quel medico, che gioisce per il calo della temperatura e non si accorge che il paziente è morto. Due mesi fa, per dire, c’è stata una deflazione, sintomo di situazione economica grave.

Continua a leggere

Produzione Distruttiva

electronic waste

Di Infidel Castrato. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Destructive Production. Traduzione di Enrico Sanna.

La moderna produzione di computer, automobili e altri complessi prodotti tecnologici genera una quantità incredibile di rifiuti e inquinamento, una drammatica divisione del lavoro e strutture gerarchiche di proporzioni internazionali. Da anarchici, pur non adottando un punto di vista primitivistico, ci ritroviamo o a dover sviluppare nuove tecnologie manifatturiere che aggirino questi problemi, o a dover accettare il fatto che in una società anarchica non si potranno produrre tutti questi beni tecnologici senza compromettere i nostri principi.

Continua a leggere

Dietro Fico

satirical-art-pawel-kuczynski-19

Di Diego Rosa. Originale pubblicato su A-rivista anarchica, estate 2018.

Un nostro collaboratore “veronelliano” visita e analizza la Fabbrica Italiana Contadina aperta di recente a Bologna. E la demolisce. In senso figurato, s’intende.

Continua a leggere

Le Persone Fanno le Cose

artigiano_vetro

Non le Aziende e non lo Stato

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society l’otto marzo 2016 con il titolo People Make Things – Not Corporations, Not Government. Traduzione di Enrico Sanna.

Su Facebook Doug Henwood, autore di Wall Street e direttore del Left Business Observer, parlando di aziende del “settore pubblico” che fanno meglio del “settore privato”, ha citato (3 marzo alle 10:48) l’esempio di un accumulatore ad alta capacità sviluppato dall’agenzia statale Arpa-E. “E poi,” aggiunge, “ c’è la prima videocamera stabilizzata, finanziata da VC, che è merito del settore pubblico.” Il successo in questione sarebbe il “Santo Graal” in fatto di tecnologie d’accumulo elettrico, che potrebbe rendere l’energia solare e le auto elettriche più convenienti, oltre a trasformare la rete di distribuzione elettrica (Suzanne Goldenberg, “US agency reaches ‘holy grail’ of battery storage sought by Elon Musk and Gates”, The Guardian, marzo). Il succo del discorso è che “Arpa-E è all’avanguardia rispetto a Gates e Musk nella corsa multimiliardaria alla batteria di nuova generazione utile alla produzione in centrale e a casa.”

Continua a leggere