Produzione Distruttiva

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Di Infidel Castrato. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Destructive Production. Traduzione di Enrico Sanna.

La moderna produzione di computer, automobili e altri complessi prodotti tecnologici genera una quantità incredibile di rifiuti e inquinamento, una drammatica divisione del lavoro e strutture gerarchiche di proporzioni internazionali. Da anarchici, pur non adottando un punto di vista primitivistico, ci ritroviamo o a dover sviluppare nuove tecnologie manifatturiere che aggirino questi problemi, o a dover accettare il fatto che in una società anarchica non si potranno produrre tutti questi beni tecnologici senza compromettere i nostri principi.

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Dietro Fico

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Di Diego Rosa. Originale pubblicato su A-rivista anarchica, estate 2018.

Un nostro collaboratore “veronelliano” visita e analizza la Fabbrica Italiana Contadina aperta di recente a Bologna. E la demolisce. In senso figurato, s’intende.

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Le Persone Fanno le Cose

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Non le Aziende e non lo Stato

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society l’otto marzo 2016 con il titolo People Make Things – Not Corporations, Not Government. Traduzione di Enrico Sanna.

Su Facebook Doug Henwood, autore di Wall Street e direttore del Left Business Observer, parlando di aziende del “settore pubblico” che fanno meglio del “settore privato”, ha citato (3 marzo alle 10:48) l’esempio di un accumulatore ad alta capacità sviluppato dall’agenzia statale Arpa-E. “E poi,” aggiunge, “ c’è la prima videocamera stabilizzata, finanziata da VC, che è merito del settore pubblico.” Il successo in questione sarebbe il “Santo Graal” in fatto di tecnologie d’accumulo elettrico, che potrebbe rendere l’energia solare e le auto elettriche più convenienti, oltre a trasformare la rete di distribuzione elettrica (Suzanne Goldenberg, “US agency reaches ‘holy grail’ of battery storage sought by Elon Musk and Gates”, The Guardian, marzo). Il succo del discorso è che “Arpa-E è all’avanguardia rispetto a Gates e Musk nella corsa multimiliardaria alla batteria di nuova generazione utile alla produzione in centrale e a casa.”

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La Distruzione Cretina

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Di Anup Shah. Originale pubblicato il 10 agosto 2015 su Global Issues con il titolo Misuse of Land and Resources. Traduzione di Enrico Sanna.

Il modo in cui la terra viene usata per produrre cibo e altro ha un impatto enorme sull’ambiente e la sua sostenibilità. Questo a volte è in contrasto con ciò che si crede istintivamente, e cioè che la sovrappopolazione è la causa principale del degrado ambientale. È vero che il peso della popolazione ricade sull’ambiente, ma è anche vero che le regioni più popolose usano meno risorse delle nazioni più ricche, e quindi il problema riguarda più come e per cosa vengono usate le risorse naturali. Prendiamo questo esempio:

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Quando lo Stato Semina Malattie

[Di Jeffrey Tucker. Originale pubblicato su The Freeman Online il 3 novembre 2014 con il titolo When the Government Spreads Diseases: the 1906 Meat Inspection Act. Tradotto da Giorgio Venzo e ripubblicato su Ludwig von Mises Italia.]

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Conoscete quel vecchio mito sull’industria del confezionamento carni? Nel 1906 Upton Sinclair pubblicò il proprio libro, dal titolo The Jungle, e scandalizzò il paese intero descrivendo gli orrori di quel settore. Esseri umani bolliti in tinozze e spediti al macello; parti di roditori mescolate alla carne, e così via. Di conseguenza, il Federal Meat Inspection Act fu approvato in parlamento ed i consumatori furono salvati da tremende infezioni. La lezione fu che lo stato è necessario per impedire alle imprese alimentari private di avvelenarci tutti coi loro prodotti.

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Niente Favoritismi di Stato al Biotech

[Di James C. Wilson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 7 marzo 2015 con il titolo End Government Favors for Big Biotech. Traduzione di Enrico Sanna.]

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In una intervista a microfoni spenti rilasciata al conduttore di Real time Bill Maher, il divulgatore scientifico e conduttore televisivo Bill Nye ha spiegato come ha cambiato idea sui cibi geneticamente modificati. Nye, che in passato si è occupato dell’impatto ambientale di specie transgeniche, ora dice: “Ho visitato la Monsanto, dove ho trascorso molto tempo con gli scienziati, e ho rivisto il mio punto di vista. E muoio dalla voglia di confessarlo al mondo. Perché quando sei innamorato vuoi confessarlo al mondo.”

L’entusiasmo di Nye per questa promettente tecnologia è ammirevole. Ciò che è inquietante è la sua indifferenza verso il monopolio dei brevetti e la messa al riparo dalle responsabilità che lo stato garantisce alle industrie biotech come la Monsanto.

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