Quaestio de Merdis

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Il reddito di cittadinanza è una merda, liberiamoci dal lavoro

Di Eleonora Priori. Fonte: Nero, 7 febbraio 2019.

C’è stato un tempo nella preistoria della politica italiana – non più di dieci anni fa – in cui il dibattito sul reddito era relegato a una polverosa discussione tra intellettuali o a qualche sporadica e visionaria assemblea di movimento. Tuttavia, con l’ascesa del Movimento 5 Stelle nel panorama politico italiano, questo tema ha iniziato a imporsi prepotentemente nel dibattito pubblico fino ad affermarsi definitivamente nel lessico quotidiano della politica. Ma – perché c’è sempre un «ma» – lo ha fatto in una sua mutazione genetica piuttosto inedita: ovvero quella del reddito di cittadinanza, che, già a partire dalla definizione stessa, dimostra come l’impostazione pentastellata stravolga i termini del dibattito e il senso originale con cui questo strumento era stato progettato.

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Ci Salverà la Viltà di Pulcinella

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Come la commedia dialoga (da sempre) con la politica. Un ciclo di affreschi di Giandomenico Tiepolo è lo spunto di partenza dell’ultimo libro di Giorgio Agamben.

Alessandro Leogrande

Tra il 1793 e il 1797 Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista, realizza un ciclo di affreschi su Pulcinella nella villa di Zianigo che ha ereditato dal padre, e all’interno della quale si è rifugiato dopo aver abbandonato la città di Venezia. Proprio nel 1797, quando Tiepolo termina gli ultimi due affreschi, si estingue la millenaria Repubblica di Venezia.

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Dodici Anni!

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Di Carla Panico. Originale pubblicato su Effimera.org il 12 marzo 2019 con il titolo Montanelli, il colonialismo italiano e gli intellettuali orfani del padre.

Da Dinamo Press, rilanciamo alcune riflessioni di Carla Panico sul “Patriarcato nazionale” a partire dalla statua colorata di rosa.


Quando i bambini scoprono che i padri non sono infallibili, piangono.

Quando lo scoprono le bambine, iniziano a essere femministe.

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Neofascismo, Neoantifascismo?

scuola fascista

Una lettura dell’ultimo saggio di Franco Cardini

Francesco Paolella

Franco Cardini, Neofascismo e neoantifascismo, La Vela, Viareggio 2018, 248 pagine

Dipende certo dal tipo di frequentazioni (digitali e fisiche) che si hanno e dal tipo di letture che si fanno, ma a me sembra che mai come ora ci sia in giro una vera ossessione per il “fascista” (fascista di lotta o fascista di governo). Ancora di più, se possibile, che negli anni Settanta, gli anni dell’antifascismo militante. Fino a qualche mese fa, ci poteva essere la scusa delle elezioni politiche: suscitare la paura per un “pericolo fascista” avrebbe potuto servire per compattare e, magari, far incrementare un nuovo fronte popolare. È anche vero che c’è sempre una campagna elettorale alle porte, quindi può trattarsi – quello della perenne allerta antifascista – di un discorso che rimane, ininterrotto.

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Arrabattarsi all’italiana e Guai ai Giovani

capolinea

Di Fausto. Originale pubblicato il 20 ottobre 2018 su Far di Conto.

Spulciamo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia “Indagine sui bilanci delle famiglie italiane”, giusto per fare il punto sulle condizioni economiche di noi formiche. I temi trattati sono vari, ma qui e ora mi preme appuntarmi sui soli redditi: è con quelli che paghiamo la spesa al supermercato. E non sono stazionari, anzi: sono cambiati parecchio nell’arco di un decennio. Ovviamente in diminuzione.

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Il Nullafacente e i Polli Arrosto

panta

Di Piero Cipriano. Originale pubblicato su Carmilla Online il 14 settembre 2018.

Mi sono immaginato uno che oggi ha trent’anni, nato in Italia verso la fine degli anni Ottanta mettiamo, quando quelli di prima ancora comandavano, con autorevolezza e carisma, diciamolo pure (allora sembravano tiranni ma non erano tiranni, non lo era Ghino di Tacco anche se il vignettista del quotidiano della Repubblica lo tratteggiava a torto con stivalone ducesco, non lo era don Ciriaco De Mita da Avellino che con lui si spartì la nazione, non era tiranno nonostante la parlata sofistica irpina dove sovente diceva “è vero e non è vero al dembo sdesso”) e dopo nato è sopravvissuto alle malattie esantematiche infantili e (senza spavento) è sopravvissuto pure ai vaccini che negli anni Continua a leggere