Il Rovescio della Guerra

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Di emmerre. Pubblicato su umanitanova.org il primo ottobre 2017.

La celebrata storia dell’Esercito italiano annovera numerose quanto ingloriose sconfitte: da Adua (1896) a Sciara Sciat (1911), da Guadalajara (1937) ad El Alamein (1942), sino alla dissoluzione militare dell’8 settembre 1943, ma sicuramente quella che, ancora a cento anni di distanza, mantiene la maggiore rilevanza simbolica e politica è senz’altro la disfatta di Caporetto, nell’ottobre 1917, ossia lo sfondamento del fronte da parte delle truppe degli Imperi Centrali che, soltanto nel primo giorno, penetrarono per venti chilometri in territorio italiano.

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Italiani che Mangiano sulle Guerre

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Di Guglielmo Bonanno. Pubblicato su Tutela del Cittadino il 17 luglio 2017.

Vergognosa ipocrisia, profughi che scappano dalla guerra, associazioni umanitarie che raccolgono fondi che adesso si sa dove finiscono… ma la verità è ancora una, In Italia il potere marcia sulla guerra più che in ogni altro paese. Prima di tutto sui profughi, c’è chi ha messo da parte milioni di euro, poi sulla guerra e sulle armi. La relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmessa al Parlamento e anticipata da Nigrizia – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 del 2014, un dato senza precedenti. Boom verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso vari escamotage, della legge 185/1990: il volume di vendite autorizzato verso l’Arabia Saudita è salito a 257 milioni dai 163 del 2014: +58%. Cresce il ruolo delle banche, Unicredit la più attiva.

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Se Questo è Umano

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Di Alessandra Daniele. Pubblicato originariamente su Carmilla online.

Tutti i migranti che raggiungono, o raggiungevano il nostro paese sono dei sopravvissuti.

Innanzitutto alle guerre, alle persecuzioni, ai bombardamenti, all’ISIS, alla fame, alla miseria, ai disastri climatici e socioeconomici causati nei loro paesi da secoli di sfruttamento colonialista.

Poi al viaggio attraverso il deserto, che è sempre un calvario tra fame, sete, fatica, aggressioni, e costante pericolo di morte.

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Il Nemico Interno

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[Di Alexik. Pubblicato il 29 marzo 2017 su Carmilla.]

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e  la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”…

È particolarmente istruttivo soffermarsi sul testo del Decreto Minniti in materia di ‘Sicurezza delle città mentre scorrono in sottofondo le immagini degli espianti degli uliveti di Melendugno, per l’avvio dei cantieri del “Trans Adriatic Pipeline”.

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Un’altra Vittima del Proibizionismo

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[Di Robertino. Pubblicato su Umanità Nova il 21 febbraio 2017.]

Da ormai un quarto di secolo,‭ ‬da quando i nuclei cinofili di Carabinieri,‭ ‬Finanza e Polizia vennero rinfoltiti ai tempi dell’ennesima War On Drugs all’italiana dichiarata da Bettino Craxi prima di essere travolto da Tangentopoli,‭ ‬gli interventi dei cani antidroga e delle pattuglie annesse nelle scuole sono diventati uno dei must di ogni anno scolastico,‭ ‬peggio del ballo annuale nei telefilm di Happy Days,‭ ‬ma finalmente negli ultimi anni stanno iniziando a incontrare ribellione e proteste.‭

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Il Terremoto e il Mito dell’Occasione da Cogliere

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[Di Bernardo Ferrero. Originale pubblicato su Mises.org il 21 settembre 2016 con il titolo Italy’s Earthquake: Will It Revive Their Economy? Traduzione di Enrico Sanna.]

La notte tra il 23 e il 24 agosto, una scossa di magnitudo 6 Richter ha precipitato diversi centri dell’Italia centrale nel panico. 295 morti, 293 chiese medievali severamente danneggiate, e interi centri, come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, semidistrutti.

Alla luce di questa tragedia, invece di riconsiderare il ruolo del libero mercato e dei diritti di proprietà (mettendo in dubbio le implicazioni economiche e sociali del fatto di lasciare la sicurezza di un’intera popolazione nelle mani della burocrazia più bizantina d’Europa, che costa ogni anno agli italiani 30 miliardi) politici e giornalisti si sono appigliati ad un’altra domanda: “di chi è la colpa del disastro?” Come ogni domanda formulata dall’élite politico-intellettuale, anche questa è stata subito seguita da un’altra domanda: “di quanto aumentare la spesa?”

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