Ribelli al Futuro

luddites-podcast

Di Massimo Maggini. Pubblicato originariamente su Streifzüge il 25 marzo 2009.

Il libro sul movimento luddista di Kirkpatric Sale, uscito nel 1996 con il titolo “Rebels against the future. The luddites and their war on the industrial revolution” (ed.it.1999 – II ed.2005, Ribelli al futuro. I luddisti e la loro guerra alla rivoluzione industriale) offre un’ottima occasione per riflettere su tematiche all’ordine del giorno: il lavoro, l’industrializzazione e il rapporto con la tecnologia, per esempio.

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Trionfo e Crollo dell’uomo-lavoro

lavoratrice

Di Norbert Trenkle. Originale in tedesco pubblicato su krisis.org nel 2008. Traduzione spagnola di Silvia Said Algaba pubblicata il 24 marzo 2018. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

La crisi del lavoro è al contempo crisi della mascolinità moderna in quanto identità del moderno uomo borghese costituita e strutturata in qualità di uomo-lavoro: imprenditore, creativo, deciso, razionale, efficiente e obiettivo, sempre alla ricerca di un risultato misurabile. Questo non sempre deve accadere “con il sudore della sua fronte”. Dunque l’identità maschile moderna appare assolutamente flessibile: l’uomo in giacca e cravatta della giunta esecutiva, del consiglio di amministrazione o del governo è considerato uomo d’azione tanto quanto, se non di più, del lavoratore edile, dell’uomo alla catena di montaggio o al volante di un camion. Queste ultime professioni, ormai fuori moda come ideale dell’orientamento professionale maschile, sono riservate a chi non è riuscito a superare gli ostacoli sociali che si frappongono all’ascesa verso i piani alti. Simbolicamente, però, servono a rappresentare la vera mascolinità. Uomini muscolosi, seminudi, con in mano una grande chiave inglese o un martello, imbrattati d’olio ma per il resto completamente asettici, clean, davanti all’estetizzante officina di lavoro o al forno dell’inceneritore: sono queste le icone della mascolinità moderna.

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L’esaurimento

siccita

Di Norbert Trenkle. Originale pubblicato su krisis.org il 20 giugno 2010 con il titolo Die „Finanzkrise“ ist eine Krise der kapitalistischen Produktionsweise. Traduzione italiana: La „crisi finanziaria“ é una crisi del modo di produzione capitalistico.

1. Le cause della presente crisi economica non sono da ricercarsi nella speculazione e nell’indebitamento. Esattamente al contrario, la gigantesca espansione dei mercati finanziari era ed è espressione di una profonda crisi del lavoro e della valorizzazione capitalistica, la cui origine risale almeno a 30 anni fa.

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Amazon e il suo Monopolio

amazon slaves

Di Alessandro Visalli. Pubblicato originariamente su Tempo Fertile il  22 ottobre 2017.

Nel Trono di Spade un uomo che non è più tale conduce in modo irresistibile uno strano esercito: ogni nemico sconfitto ne diventa automaticamente parte, e tra i membri ed il nemico c’è una barriera insuperabile, … sono morti.

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Fine Corsa

capolinea

Intervista ad Anselm Jappe sulla decrescita

Originale in lingua spagnola pubblicato nel mese di luglio 2009 su Praxis Digital con il titolo Entrevista a Anselm Jappe sobre el decrecimiento. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

• A cosa attribuisce questo “boom” dell’argomento decrescita?

In realtà, quella parte del pubblico veramente sensibile al discorso della decrescita è ancora molto ristretta. Certo sta crescendo. È il riflesso di una presa di coscienza di fronte agli sviluppi più importanti di questi ultimi decenni, soprattutto la prova evidente del fatto che il capitalismo ci sta trascinando verso una catastrofe ecologica e che non sarà qualche nuovo filtro o qualche automobile inquinante di meno a risolvere il problema. C’è poi il sospetto diffuso che uno sviluppo economico perpetuo non sia desiderabile, cosa che si unisce all’insoddisfazione per le critiche tradizionali del capitalismo, a cui rimproverano sostanzialmente la distribuzione iniqua della ricchezza o soltanto i suoi eccessi, come le guerre e le violazioni dei “diritti umani”. L’interesse verso il concetto di decrescita traduce l’impressione crescente per cui è la direzione del viaggio intrapreso dalla nostra società ad essere sbagliata, almeno in questi ultimi decenni. Saremmo dunque di fronte ad una “crisi della civiltà” e di tutti i suoi valori sul piano della vita quotidiana (culto dei consumi, la velocità, la tecnologia, eccetera).

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Il Fallimento Europeo Visto dagli Altri

strada nulla

Di Alessandro Barile. Pubblicato originariamente su Carmilla Online il 13 dicembre 2017.

Rafael Poch-de-Feliu, Angel Ferrero, Carmela Negrete, La quinta Germania, Leg edizioni, Gorizia 2017, pp. 244, €22,00.

A una lettura disattenta dei particolari, questo libro edito nel 2013 in Spagna e nel 2017 in Italia – in una versione aggiornata – potrebbe apparire poca cosa. Interessante quanto retorico, andrebbe a sommarsi alla ormai vasta letteratura sulla crisi dell’europeismo. Il diavolo, notoriamente, risiede però nei dettagli. Alcune specifiche rendono questo libro prezioso: in primo luogo, gli autori sono spagnoli e scrivono per il pubblico spagnolo; in secondo luogo, il loro punto di vista non è il solito “sovranismo” – di destra o di sinistra – entro cui vengono ricondotte le posizioni critiche rispetto al processo europeista e al capitalismo tedesco, quanto un eclettico “sinistrismo” liberale. Due caratteristiche notevoli, che gettano uno sguardo obliquo sulle sorti continentali e che contribuiscono ad affinare gli strumenti della critica all’attuale modello di sviluppo euro-liberista.

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