Si Accettano Offerte d’aiuto

sfasciacarrozze

Abbattiamo questo sistema, ce lo chiedono i capitalisti!

Di Benoit Bohy-Bunel. Originale pubblicato su sinistrainrete il 3 ottobre 2017.

Se i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici vengono messi in discussione, il movimento di contestazione sociale che denuncia ciò si trova di fronte ad un problema di ordine teorico e strategico.

Vale a dire che leggi come la “loi travail 2” sono soprattutto ricche di insegnamenti.

Continua a leggere

Annunci

Lavori del Menga

teniers_david_the_younger_515_flemish_kermess

Di Alessandro Visalli. Originale pubblicato su Tempo Fertile il 18 ottobre 2018 con il titolo Riccardo Staglianò, “Lavoretti”.

Il fortunato libro di Riccardo Staglianò, “Lavoretti “reca come sottotitolo “Così la sharing economy ci rende tutti più poveri”. Ma l’autore anche di “Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro ”, sostiene non sia un libro contro la tecnologia, piuttosto un avvertimento circa le sue conseguenze ed un invito a governarle.

Continua a leggere

Contro il Lavoro

tempi_moderni

Di Benoit Bohy-Bunel. Pubblicato da sinistrainrete il 17 luglio 2018.

In Francia, le edizioni Allia rieditano il libro di Giuseppe Rensi, Contro il lavoro [che può essere liberamente letto e/o scaricato, in italiano, da qui], tradotto in italiano da Marie-José Tramuta, e con prefazione di Gianfranco Sanguinetti. Pubblicato nel 1923, lo stesso anno di “Storia e coscienza di classe” (Lukács), questo saggio propone una critica radicale ed originale del lavoro, la cui dimensione “morale” viene affermata in ogni pagina. Rensi, pensatore sovversivo che si era opposto alla destra neo-hegeliana dei suoi tempi, propone una filosofia scettica e post-leopardiana. Venne condannato in contumacia a 11 anni di prigione, mentre dirigeva la rivista “Lotta di Classe”, e più tardi, nel 1927, venne estromesso dalla sua cattedra di filosofia morale all’Università di Genova. Nel 1903, mentre era esiliato in Svizzera, era stato il primo deputato socialista eletto in Ticino. Con questo suo appello contro il lavoro, può essere considerato al vertice delle avanguardie artistiche della sua epoca, e rimane un precursore dei situazionisti.

Continua a leggere

Eppur non si Muove

modern-art-prints

Di Christian Marazzi. Fonte: tysm, 2 ottobre 2018.

È un vero e proprio rompicapo quello della produttività che resta piatta, cioè non aumenta, malgrado le innumerevoli innovazioni tecnologiche che da anni ormai pervadono le nostre economie. Dall’esplosione del computer personale all’inizio degli anni ’80 alla odierna digitalizzazione dei processi produttivi, distributivi e comunicativi, non c’è ambito del nostro spazio vitale che non sia in qualche modo toccato dalle nuove tecnologie informatiche. Già nel 1987, il premio Nobel per l’economia Robert Solow se ne uscì con una domanda che, a tutt’oggi, mantiene tutta la sua pregnanza: “si possono vedere computer dappertutto, tranne che nelle statistiche sulla produttività”.

Continua a leggere

Arrabattarsi all’italiana e Guai ai Giovani

capolinea

Di Fausto. Originale pubblicato il 20 ottobre 2018 su Far di Conto.

Spulciamo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia “Indagine sui bilanci delle famiglie italiane”, giusto per fare il punto sulle condizioni economiche di noi formiche. I temi trattati sono vari, ma qui e ora mi preme appuntarmi sui soli redditi: è con quelli che paghiamo la spesa al supermercato. E non sono stazionari, anzi: sono cambiati parecchio nell’arco di un decennio. Ovviamente in diminuzione.

Continua a leggere

Produzione Distruttiva

electronic waste

Di Infidel Castrato. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Destructive Production. Traduzione di Enrico Sanna.

La moderna produzione di computer, automobili e altri complessi prodotti tecnologici genera una quantità incredibile di rifiuti e inquinamento, una drammatica divisione del lavoro e strutture gerarchiche di proporzioni internazionali. Da anarchici, pur non adottando un punto di vista primitivistico, ci ritroviamo o a dover sviluppare nuove tecnologie manifatturiere che aggirino questi problemi, o a dover accettare il fatto che in una società anarchica non si potranno produrre tutti questi beni tecnologici senza compromettere i nostri principi.

Continua a leggere