Libertà e Capitalismo?

oppressione

Un mercato libero porta sempre al capitalismo?

[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il primo ottobre 2015 con il titolo Will Free Markest Recreate Corporate Capitalism? Traduzione di Enrico Sanna.]

Saggio di apertura del forum di C4SS sul Mutuo Scambio, Ottobre 2015.

Secondo alcuni anarchisti e socialisti, in un ipotetico mercato non capitalistico, con un’economia di mercato non capitalista, le dinamiche del mercato porterebbero comunque alla restaurazione del capitalismo. Anarchisti non di mercato e socialisti sostengono che, in un mercato basato sulla concorrenza (anche con una distribuzione diffusa dei mezzi di produzione e una produzione in gran parte autonoma o cooperativa), esistono vincenti e perdenti, dove i perdenti chiudono l’attività e vanno a lavorare a salario dai vincitori, svendendosi. Il ragionamento tipico in questo senso è quello di Christian Siefkes, marxista libertario associato alla P2P Foundation (citazione presa da una discussione via email):

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Globalizzazione al Servizio della Persona

Non il contrario

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[Intervista a Robert Kurz pubblicata su obeco-online il 27 aprile 2004. Traduzione dal tedesco di CP Traducciones. Traduzione dallo spagnolo di Enrico Sanna.]

IHU On-Line ha intervistato il sociologo e saggista tedesco Robert Kurz, via email, per questo numero. Nato nel 1943, Kurz ha studiato filosofia, storia e pedagogia. Attualmente, Kurz lavora a Norimberta come pubblicista autonomo, autore e giornalista. È stato cofondatore e redattore della rivista teorica Krisis – Beiträge zur Kritik der Warengesellschaft (Krisis – Contributi alla Critica della Società di Mercato). Il suo campo di lavoro comprende la teoria della crisi e della modenità, l’analisi critica del sistema capitalista mondiale, la critica dell’illuminismo e la relazione tra cultura e economia. Pubblica regolarmente saggi su quotidiani e periodici tedeschi, austriaci, svizzeri e brasiliani. I suoi libri O Colapso da Modernizaçao (São Paulo: Paz e Terra, 1991), pubblicato anche in Brasile con il titolo O Retorno de Potëmkin (São Paulo: Paz e Terra, 1994) e Os Últimos Combates (Petrópolis: Vozes, 1998) hanno fatto discutere molto in Germania e altrove. Più recente è la pubblicazione di Schwarzbuch Kapitalismus (Il Libro Nero del Capitalismo), nel 1999, Weltordnungskrieg (La Guerra dell’Ordinamento Mondiale) e Die Antideutsche Ideologie (L’ideologia Antitedesca), nel 2003, quest’ultimo non tradotto in portoghese. Di Kurz abbiamo pubblicato un articolo nel numero 26 del 15 luglio 2002. La seguente intervista, concessa a IHU On-Line in tedesco, è disponibile sul sito  www.exit-online.org. La traduzione è di CP Traducciones.

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Da Alessandria a Gutenberg a Etsy

[Di Enrico Sanna]

La biblioteca di Alessandria

La biblioteca di Alessandria

Amazon è il più grande venditore di libri al mondo. Prima di venti anni fa Amazon non esisteva. Jeff Bezos, il padrone di Amazon, non può scrivere sulla home page del sito, “Fondata nel 1876”, o qualcosa del genere. Non so se questo è uno dei suoi crucci.

Quasi un anno fa, Amazon pubblicò i dati sulle vendite dei libri nel suo sito durante il 2012. Le vendite dei libri digitali, gli ebook, erano cresciute del 70%. Anche le vendite dei libri cartacei erano cresciute, ma molto meno: il 5%. Alla fine del 2012, le vendite di Kindle, il dispositivo che serve a leggere i libri digitali venduti da Amazon, si ingolfarono. Per i modelli a colori, Amazon garantiva la consegna in un periodo di mesi. Può darsi che ci fosse un problema con le forniture. Ad ogni modo, il mercato era vivace.

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Il Papa e il Capitalismo

[Di Walter Williams. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 17 dicembre 2013 con il titolo The Pope and the Capitalism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Papa Francesco, nella sua esortazione apostolica, ha accusato il capitalismo, negando che la “crescita economica, incoraggiata dal libero mercato, riuscirà finalmente a portare più giustizia e un mondo più inclusivo” e concludendo che “questa opinione… non è mai stata confermata dai fatti.” Poi prosegue descrivendo il capitalismo di libero mercato come “una nuova tirannia”. Diamo uno sguardo a questa visione tragica del papa.

Per prima cosa, riconosco che il capitalismo è un fallimento miserabile se paragonato al paradiso o all’utopia. Qualunque altro sistema escogitato in terra uscirebbe male da questo confronto. Il genere umano, però, deve scegliere tra sistemi economici alternativi che esistono realmente sulla terra. Per quanto riguarda l’uomo comune, il capitalismo è superiore a qualunque altro sistema finora ideato per la soddisfazione dei bisogni e dei desideri di tutti i giorni.

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Liberate i Mercati per Salvare l’Europa

[Di Frank Hollenbeck. Originale pubblicato il 19 ottobre 2013 su Mises Institute con il titolo To Save Europe, Free the Markets. Traduzione di Enrico Sanna.]

L’attuale strategia economica europea consiste nel tirare a campare. In quasi tutti i paesi europei il debito continua a lievitare e la crescita sembra un ricordo dimenticato. Il giorno della resa dei conti è dietro l’angolo. Come disse una volta Rudi Dornbush, “[l]a crisi impiega molto tempo ad arrivare, ma quando arriva è molto più rapida di quanto immagini, e questo è esattamente quello che è accaduto in Messico. C’è voluta un’infinità e poi è bastata una notte.”

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