Se non è Zuppa…

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Di Clément Homs. Originale pubblicato su Baierle il 4 aprile 2020 con il titolo Breve história da relação polar entre o Estado e o mercado. Traduzione di Enrico Sanna.

Breve storia della relazione polarizzata tra stato e mercato

Stato e mercato non sono mai state istituzioni antitetiche o opposte tra loro. La borghesia liberale e la sinistra altercapitalista ha voluto credere così pensando che la socializzazione statale dei mezzi di produzione fosse l’opposto del mercato privato, secondo un’opinione diffusa. Ognuno di questi due poli, stato o mercato, può assumere un’importanza maggiore o minore secondo come si configura il capitalismo. Ma non sono mutuamente esclusivi; al contrario, l’uno presuppone l’altro: che si tratti di statalismo o liberalismo, dittatura politica o dittatura del mercato autoregolato, si tratta sempre di capitalismo. Il capitalismo di stato e il capitalismo della “libera” concorrenza sono in fin dei conti due lati della stessa moneta.

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Intellettualmente Sciatti

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Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 3 agosto 2019 con il titolo “Economic Calculation,” “Strong Property Rights,” and Other Lies Koch-Funded Libertarian Commentators Told Me. Traduzione di Enrico Sanna.

Secondo un cliché diffuso tra i conservatori e i libertari di destra, un “solido diritto di proprietà” è una spinta alla creazione di ricchezza ed è indispensabile al progresso. Strettamente associata a ciò è la critica fatta da Ludwig von Mises al modello di socialismo di mercato creato da Oskar Lange, giudicato irrazionale da Mises perché i prezzi, non essendo determinati sul mercato, sono arbitrari e non convogliano le informazioni necessarie a fare economia.

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Chiarimenti

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Di Sheldon Richman. Originale pubblicato il 3 febbraio 2011 su The American Conservative. Ripubblicato su Center for a Stateless Society il 6 gennaio 2013 con il titolo Libertarian Left: Free Market Anti-Capitalism, The Unknown Ideal. Traduzione di Enrico Sanna.

La campagna presidenziale di Ron Paul del 2008 ha popolarizzato il termine “libertario”. Visto che lui è repubblicano e i repubblicani, come i libertari, parlano di libero mercato e impresa privata, molti pensano che i libertari siano un prodotto bizzarro della destra americana. In realtà, molte delle posizioni libertarie mal si adattano ai conservatori tradizionali; cose come la depenalizzazione totale delle droghe, matrimonio omosessuale, critica della sicurezza nazionale allontanano gran parte della destra.

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Terremoto nel Mercato Mondiale

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Di Alessandro Visalli. Recensione di: Norbert Trenkle e Ernst Lohoff, Terremoto nel mercato mondiale, a cura di Massimo Maggini, ed. Mimesis. Articolo pubblicato originariamente su Tempo Fertile il 19 giugno 2017.

Il libricino a cura di Massimo Maggini, raccoglie due interventi del “Gruppo Krisis”: un breve saggio di Norbert Trenkle del 2008, a maggio, di poco antecedente alla piena manifestazione della crisi, quando si stava affannosamente da circa un anno cercando di chiudere i focolai che si aprivano ora in una banca, ora in una istituzione assicurativa; un’intervista a Lohoff e Trenkle del 2012, sul difficile problema del “capitale fittizio”.

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Libertà e Capitalismo?

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Un mercato libero porta sempre al capitalismo?

[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il primo ottobre 2015 con il titolo Will Free Markest Recreate Corporate Capitalism? Traduzione di Enrico Sanna.]

Saggio di apertura del forum di C4SS sul Mutuo Scambio, Ottobre 2015.

Secondo alcuni anarchisti e socialisti, in un ipotetico mercato non capitalistico, con un’economia di mercato non capitalista, le dinamiche del mercato porterebbero comunque alla restaurazione del capitalismo. Anarchisti non di mercato e socialisti sostengono che, in un mercato basato sulla concorrenza (anche con una distribuzione diffusa dei mezzi di produzione e una produzione in gran parte autonoma o cooperativa), esistono vincenti e perdenti, dove i perdenti chiudono l’attività e vanno a lavorare a salario dai vincitori, svendendosi. Il ragionamento tipico in questo senso è quello di Christian Siefkes, marxista libertario associato alla P2P Foundation (citazione presa da una discussione via email):

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Globalizzazione al Servizio della Persona

Non il contrario

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[Intervista a Robert Kurz pubblicata su obeco-online il 27 aprile 2004. Traduzione dal tedesco di CP Traducciones. Traduzione dallo spagnolo di Enrico Sanna.]

IHU On-Line ha intervistato il sociologo e saggista tedesco Robert Kurz, via email, per questo numero. Nato nel 1943, Kurz ha studiato filosofia, storia e pedagogia. Attualmente, Kurz lavora a Norimberta come pubblicista autonomo, autore e giornalista. È stato cofondatore e redattore della rivista teorica Krisis – Beiträge zur Kritik der Warengesellschaft (Krisis – Contributi alla Critica della Società di Mercato). Il suo campo di lavoro comprende la teoria della crisi e della modenità, l’analisi critica del sistema capitalista mondiale, la critica dell’illuminismo e la relazione tra cultura e economia. Pubblica regolarmente saggi su quotidiani e periodici tedeschi, austriaci, svizzeri e brasiliani. I suoi libri O Colapso da Modernizaçao (São Paulo: Paz e Terra, 1991), pubblicato anche in Brasile con il titolo O Retorno de Potëmkin (São Paulo: Paz e Terra, 1994) e Os Últimos Combates (Petrópolis: Vozes, 1998) hanno fatto discutere molto in Germania e altrove. Più recente è la pubblicazione di Schwarzbuch Kapitalismus (Il Libro Nero del Capitalismo), nel 1999, Weltordnungskrieg (La Guerra dell’Ordinamento Mondiale) e Die Antideutsche Ideologie (L’ideologia Antitedesca), nel 2003, quest’ultimo non tradotto in portoghese. Di Kurz abbiamo pubblicato un articolo nel numero 26 del 15 luglio 2002. La seguente intervista, concessa a IHU On-Line in tedesco, è disponibile sul sito  www.exit-online.org. La traduzione è di CP Traducciones.

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