Il Mito della “Società Commerciale”

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Di Gary Chartier. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 21 giugno 2018 con il titolo “Commercial Society” Is a Myth. Traduzione di Enrico Sanna.

Chi si oppone alla libertà di movimento, che sia progressista o conservatore, liquida gli appelli a tale libertà dicendo che si basano su grette questioni economiche. I sostenitori della libertà ricordano che, nonostante quello che si sente in televisione, le migrazioni portano benefici sia alla società di provenienza che a quella di destinazione. Puntano sull’importanza di rispettare la libertà di lavorare e fare affari con chiunque a prescindere dalla nazionalità. Ma non è solo una questione economica, rispondono i contrari, in realtà chi vuole la libertà di movimento vede la società come un “gigantesco centro commerciale”. Noi, affermano, sappiamo che una nazione è molto di più. Facendo così, riflettono il pensiero di Steve Bannon, l’allarmistico etnonazionalista ex capo strategista di Trump, secondo cui “La nazione è più di un fatto economico”.

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Valle della Luna

La comunità autogestita e perseguitata dal potere

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Preso da anarchiaunicavia. Scritto il 23 luglio 2017 da La ciurma anemica.

La Valle della Luna si trova in una piccola penisola (Capo Testa) nell’estremo nord della Sardegna, ed è conosciuta dagli anni ’60 come punto di ritrovo degli “hippies”.

Il nome di questa valle è dato dalla particolare conformazione geologica del luogo, formato da sette valli divise tra loro da imponenti roccioni di granito.

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Prism: le Moderne Chiudende di Internet

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[Di CrimethInc. Originale pubblicato su crimethinc.com il 10 giugno 2013 con il titolo Prism: The Internet as New Enclosure. Traduzione di Enrico Sanna.]

Forse vi è capitato di leggere di una recente scoperta, il programma Prism, utilizzato dalla National Security Agency per rastrellare dati usando Microsoft, Google, Facebook, Apple e altre grosse aziende che operano su internet.

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L’insostenibile Idiozia della Pseudo-anarchia

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[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su poliarchy.org  nel mese di maggio 2010.]

A seguito del crollo degli stati “comunisti” dell’Europa orientale e attraverso la diffusione di Internet, la concezione anarchica ha ripreso a circolare, discretamente ma in maniera sempre più ampia. La cosa è estremamente positiva perché molti di noi non ne possono più dello stato, della sua soffocante invadenza e del suo colossale marciume.

Tuttavia, è proprio quando una concezione si espande che rischia di snaturarsi perché alcuni tra i nuovi venuti vi portano tutto il loro vecchio bagaglio fatto di miti duri a morire, pregiudizi incancreniti, contrapposizioni obsolete.

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