Fantasie Persistenti

classe disagiata

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su C4SS l’undici febbraio 2020 con il titolo The Free Labor Market and Other Capitalist Just-So Stories. Traduzione di Enrico Sanna.

Il Libero Mercato del Lavoro e Altre Fole Capitaliste

Alcuni anni fa coniai il termine “libertarismo volgare” per indicare quella forma particolare, singolarmente odiosa, di analisi fatta dai libertari di destra. Sul mio blog ormai perlopiù inattivo pubblicai una serie di articoli (“Vulgar Libertarianism Watch”) in cui applicavo il concetto ad una massa enorme di questo pattume articolistico. Ad un certo punto, visto che non c’era più nulla, ho lasciato perdere. Ma poi sono incappato nella madre di tutti i libertarismi volgari — “The Exploitation of Labor and Other Union Myths,” by Mark S. Pulliam (The INDEPENDENT REVIEW, Winter 2019/20) — e non ho resistito alla tentazione di slacciarmi la cinta e riprendere l’attività.

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Er Mejo

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Di Alessandro Visalli. Originale pubblicato l’otto gennaio 2019 con il titolo Milton Friedman, “Capitalismo e libertà”.

Avevamo letto di Milton Friedman, più famoso esponente della “Scuola di Chicago”, il libro del 1980 “Liberi di scegliere”, e, da “Metodo, consumo e moneta”, il fondamentale articolo del 1953 “La metodologia dell’economia positiva”, per portare avanti la presa di contatto con uno dei pensieri di elaborazione della svolta neo-liberale si può prestare attenzione al libro del 1962 “Capitalismo e libertà”.

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Chiarimenti

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Di Sheldon Richman. Originale pubblicato il 3 febbraio 2011 su The American Conservative. Ripubblicato su Center for a Stateless Society il 6 gennaio 2013 con il titolo Libertarian Left: Free Market Anti-Capitalism, The Unknown Ideal. Traduzione di Enrico Sanna.

La campagna presidenziale di Ron Paul del 2008 ha popolarizzato il termine “libertario”. Visto che lui è repubblicano e i repubblicani, come i libertari, parlano di libero mercato e impresa privata, molti pensano che i libertari siano un prodotto bizzarro della destra americana. In realtà, molte delle posizioni libertarie mal si adattano ai conservatori tradizionali; cose come la depenalizzazione totale delle droghe, matrimonio omosessuale, critica della sicurezza nazionale allontanano gran parte della destra.

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Il Nazionalismo Nero di Rothbard

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Di Thomas J. Webb. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 4 settembre 2018 con il titolo Murray Rothbard’s Black Nationalism. Traduzione di Enrico Sanna.

Il ruolo di primo piano di Rothbard nel formare il carattere del movimento libertario americano è innegabile. Agli inizi il movimento era formato da poche persone che, come in un villaggio, si conoscevano tutte tra loro. La successiva rapida espansione ha prodotto un effetto del fondatore. Le particolari idiosincrasie dei fondatori si sono impadronite sempre più dei nostri cervelli man mano che nuove generazioni di libertari rileggevano i classici e i nuovi testi venivano influenzati da quei fondatori.

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È Libertario Votare per la Secessione?

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Di Sheldon Richman. Originale pubblicato su The Libertarian Institute il 13 ottobre 2017 con il titolo Is Secession by Referendum Libertarian? Traduzione di Enrico Sanna.

La secessione per referendum mi preoccupa. Certo, la secessione individuale non è un problema: è semplice pratica libertaria. Prima di spiegare perché, vorrei notare che le piccole giurisdizioni politiche al netto sono preferibili a quelle maggiori unicamente perché uscire costa meno. Questo fatto in sé potrebbe limitare la prepotenza dello stato. La concorrenza è un bene, e una corsa a ridurre l’oppressione sarebbe certo augurabile secondo i canoni libertari. Ma gli stati, a qualunque genere appartengano, possono trovare il modo per accordarsi tra loro e minimizzare gli effetti della concorrenza. Oggi gli stati collaborano tra loro per dare la caccia agli evasori fiscali.

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L’insostenibile Idiozia della Pseudo-anarchia

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[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su poliarchy.org  nel mese di maggio 2010.]

A seguito del crollo degli stati “comunisti” dell’Europa orientale e attraverso la diffusione di Internet, la concezione anarchica ha ripreso a circolare, discretamente ma in maniera sempre più ampia. La cosa è estremamente positiva perché molti di noi non ne possono più dello stato, della sua soffocante invadenza e del suo colossale marciume.

Tuttavia, è proprio quando una concezione si espande che rischia di snaturarsi perché alcuni tra i nuovi venuti vi portano tutto il loro vecchio bagaglio fatto di miti duri a morire, pregiudizi incancreniti, contrapposizioni obsolete.

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