Chiarimenti

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Di Sheldon Richman. Originale pubblicato il 3 febbraio 2011 su The American Conservative. Ripubblicato su Center for a Stateless Society il 6 gennaio 2013 con il titolo Libertarian Left: Free Market Anti-Capitalism, The Unknown Ideal. Traduzione di Enrico Sanna.

La campagna presidenziale di Ron Paul del 2008 ha popolarizzato il termine “libertario”. Visto che lui è repubblicano e i repubblicani, come i libertari, parlano di libero mercato e impresa privata, molti pensano che i libertari siano un prodotto bizzarro della destra americana. In realtà, molte delle posizioni libertarie mal si adattano ai conservatori tradizionali; cose come la depenalizzazione totale delle droghe, matrimonio omosessuale, critica della sicurezza nazionale allontanano gran parte della destra.

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Il Nazionalismo Nero di Rothbard

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Di Thomas J. Webb. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 4 settembre 2018 con il titolo Murray Rothbard’s Black Nationalism. Traduzione di Enrico Sanna.

Il ruolo di primo piano di Rothbard nel formare il carattere del movimento libertario americano è innegabile. Agli inizi il movimento era formato da poche persone che, come in un villaggio, si conoscevano tutte tra loro. La successiva rapida espansione ha prodotto un effetto del fondatore. Le particolari idiosincrasie dei fondatori si sono impadronite sempre più dei nostri cervelli man mano che nuove generazioni di libertari rileggevano i classici e i nuovi testi venivano influenzati da quei fondatori.

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È Libertario Votare per la Secessione?

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Di Sheldon Richman. Originale pubblicato su The Libertarian Institute il 13 ottobre 2017 con il titolo Is Secession by Referendum Libertarian? Traduzione di Enrico Sanna.

La secessione per referendum mi preoccupa. Certo, la secessione individuale non è un problema: è semplice pratica libertaria. Prima di spiegare perché, vorrei notare che le piccole giurisdizioni politiche al netto sono preferibili a quelle maggiori unicamente perché uscire costa meno. Questo fatto in sé potrebbe limitare la prepotenza dello stato. La concorrenza è un bene, e una corsa a ridurre l’oppressione sarebbe certo augurabile secondo i canoni libertari. Ma gli stati, a qualunque genere appartengano, possono trovare il modo per accordarsi tra loro e minimizzare gli effetti della concorrenza. Oggi gli stati collaborano tra loro per dare la caccia agli evasori fiscali.

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Contro il Brutalismo Libertario

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[Di Jeffrey Tucker. Pubblicato su panarchy.org.]

Questo articolo di Jeffrey Tucker presenta un problema che potrebbe affliggere e alla fine distruggere il movimento libertario negli anni a venire. Il contrasto tra umanitari e brutalisti richiama alla mente le contrapposizioni presenti all’interno del movimento anarchico tra una componente generosa, tollerante e non violenta, e un’altra che intendeva l’anarchismo come l’affermazione dell’individuo con qualsiasi mezzo, distruzione e violenza inclusi, e che in molti casi personali confluirà nel fascismo.
Infatti, coloro che pensano che la libertà sia il bene supremo e unico, e non il mezzo più appropriato per conseguire il bene personale, potrebbero porla su un piedistallo, come una Dea a cui sacrificare vite umane e l’umana decenza.

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L’insostenibile Idiozia della Pseudo-anarchia

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[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su poliarchy.org  nel mese di maggio 2010.]

A seguito del crollo degli stati “comunisti” dell’Europa orientale e attraverso la diffusione di Internet, la concezione anarchica ha ripreso a circolare, discretamente ma in maniera sempre più ampia. La cosa è estremamente positiva perché molti di noi non ne possono più dello stato, della sua soffocante invadenza e del suo colossale marciume.

Tuttavia, è proprio quando una concezione si espande che rischia di snaturarsi perché alcuni tra i nuovi venuti vi portano tutto il loro vecchio bagaglio fatto di miti duri a morire, pregiudizi incancreniti, contrapposizioni obsolete.

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Essere “Altro” È la Vocazione dello Stato

[Di Nick Ford. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 24 marzo 2015 con il titolo Becoming “A Thing Apart” is the Story of Government. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Voltairine de Cleyre, anarchica senza aggettivi vissuta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, diceva nel suo saggio “Anarchism and American Traditions” che “…lo stato per sua natura tende a diventare una cosa a parte, un’istituzione che esiste per il proprio bene, che depreda le persone, che insegna tutto ciò che può aiutarlo a mantenere il potere.”

Se è vero che l’autorità politica ha raggiunto il suo apice nel ventunesimo secolo, allora qualcuno mi spieghi in cosa consiste questo apice. Perché uno immagina che ogni democrazia liberale che si rispetti abbia un certo grado di trasparenza. Purtroppo per certi sognatori, però, Obama ha altre idee in testa.

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