Il Libro Gratuito

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Da oggi fino a venerdì primo giugno La Gran Avenida può essere scaricato gratis da Amazon. L’ebook non ha protezione. Se non hai il kindle, puoi visualizzare il libro o convertirlo liberamente in altri formati con un’applicazione gratuita come calibre. Clicca qui o sull’immagine qua sopra per andare alla pagina di Amazon. È gradito un commento, anche due semplici righe, potete pubblicarlo sulla pagina Amazon del libro o dove piace a voi. Qua sotto l’inizio del libro:

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Al Bando il Ricettario Anarchico!

[Di Cyrus Farivar. Originale pubblicato su arstechnica.com il 3 aprile 2015 con il titolo Senator Calls for The Anarchist Cookbook to be “Removed from the Internet”. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Sulla scia di quanto è avvenuto giovedì scorso, quando due donne sono state arrestate con l’accusa di aver cercato di fabbricare una bomba, la senatrice americana Dianne Feinstein (democratico della California) ha scritto sul suo sito che il libro del 1971 in cui si spiega come fare una bomba, che potrebbe essere stato d’aiuto alle due donne, dovrebbe essere “bandito da internet”.

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Molly Flint

[Di Enrico Sanna]
miniera_jpollockÈ uscito su Amazon il mio nuovo romanzo. Oplà! 380 pagine, 2,99 euro la versione kindle. La versione a stampa la pubblico a breve. Niente protezione DRM. Questo significa che potete leggere l’eBook con qualunque dispositivo in grado di leggere il formato mobi. Altrimenti, potete convertirlo con un’applicazione gratis come calibre e leggerlo dove volete. Potete anche stamparlo.

Tanto per farvi divertire, e se la cosa vi diverte, pubblico qui sotto un capitolo del libro. Non uno dei primi sei capitoli, che potete leggere gratis su Amazon cliccando su leggi l’estratto. Un capitolo interno. Uno di quelli riservati al pubblico pagante.

Prima, però, l’introduzione al libro.

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Da Alessandria a Gutenberg a Etsy

[Di Enrico Sanna]

La biblioteca di Alessandria

La biblioteca di Alessandria

Amazon è il più grande venditore di libri al mondo. Prima di venti anni fa Amazon non esisteva. Jeff Bezos, il padrone di Amazon, non può scrivere sulla home page del sito, “Fondata nel 1876”, o qualcosa del genere. Non so se questo è uno dei suoi crucci.

Quasi un anno fa, Amazon pubblicò i dati sulle vendite dei libri nel suo sito durante il 2012. Le vendite dei libri digitali, gli ebook, erano cresciute del 70%. Anche le vendite dei libri cartacei erano cresciute, ma molto meno: il 5%. Alla fine del 2012, le vendite di Kindle, il dispositivo che serve a leggere i libri digitali venduti da Amazon, si ingolfarono. Per i modelli a colori, Amazon garantiva la consegna in un periodo di mesi. Può darsi che ci fosse un problema con le forniture. Ad ogni modo, il mercato era vivace.

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Insàs

Amazon pubblica il secondo libro di Enrico Sanna. Per il momento la popolazione sta reagendo compostamente. Non si sa quanto potrà durare, però.

InsasCoverÈ uscito il secondo libro di Enrico Sanna, cioè io. Si intitola Insàs. San Gavino Monreale sotto il fascismo. Un tentativo di ricostruzione. Il libro ha 186 pagine illustrate in bianco e nero.

Descrizione brevissima: Come un piccolo paese di pianura riuscì ad attraversare il gran lago del fascismo con una pagaia priva di canoa.

Descrizione più lunga, in cui si svelano particolari di primaria importanza riguardo i retroscena del libro e la vera personalità dell’autore:

Insàs è una parola della lingua sarda campidanese. Si legge insàsa. A volte si accorcia, e allora diventà insà, oppure inzà. Altre volte si allunga, e diventa insaras. In italiano si traduce allora, a quei tempi, o nel passato.

San Gavino Monreale è un paesotto di novemila abitanti, cinquanta chilometri a nord di Cagliari. È in mezzo ad una pianura. È così piatto che un semplice rialzo del terreno è chiamato, in sardo, cùccuru, collina.

Nel 1922 aveva meno di cinquemila abitanti. I suoi abitanti vivevano per lo più di agricoltura. Le sue case erano quasi tutte di mattoni crudi. Tolte le chiese, credo che non ci fossero più di cinque costruzioni che non fossero di mattoni crudi.

Calendari fascisti

Scarsa originalità del fascismo. Mussolini fa l’imitazione di Obama nel calendario fascista. A destra, il tizio con la daga è scopiazzato dal monumento al fonditore di Magnitogorsk.

Questa non è una raccolta di testimonianze sulla storia di San Gavino durante il fascismo. Se è così è perché ho scoperto tre ragioni plausibili.

La prima è che dopo qualche tempo la gente tende a confondere ricordi anteriori e sensazioni posteriori. Questa curiosa sindrome porta ad usare espressioni come queste: “C’era il fascismo, ma eravamo felici.” “Il pane aveva tutto un altro sapore.” “Ma la fame che c’era allora…”

La seconda è che la gente forma opinioni attingendo a fonti varie. Molti di quelli che sono vissuti durante il fascismo hanno formato le loro opinioni in seguito al fatto, e da fonti ortodosse come la stampa e i libri. Una loro descrizione del loro passato, dunque, diventa l’equivalente di una rassegna stampa con un gusto particolare per l’istigazione alle sensazioni.

La terza: Mussolini iniziò la sua carriera di presidente del consiglio novantuno anni fa, e la finì settanta anni fa. Trovare qualcuno che abbia un ricordo di quegli anni che non sia allo stesso tempo un ricordo d’infanzia è difficile.

Queste sono le tre ragioni per cui ho scritto un libro in cui non ci sono testimonianze ma solo documenti. Una delle tre, tutte e tre, o una loro combinazione.

E poi sono timido.

Tecnicamente, questo libro è il frutto di due anni di ricerca nell’archivio storico del comune di San Gavino Monreale. Ho consultato molte migliaia di documenti e ne ho fotografato circa duemila. Pensate che i documenti si consultano seduti e per fotografarli bisogna mettersi in piedi. Uno sgobbo regolare. Su e giù. Su e giù. Come un camallo.

Il risultato è una serie di articoli pubblicati sul quindicinale locale Il Provinciale Oggi tra la fine del 2012 e la primavera del 2013. Prima di pubblicarli su queste pagine ho deciso di rivedere e ampliare gli articoli. In alcuni casi, il contenuto è triplicato.

Ringrazio la redazione del periodico Il Provinciale Oggi, che ha pubblicato gli articoli, e che mi ha incitato con tutta la sollecitudine di chi è afflitto da scadenze regolari. La redazione mi ha anche fornito alcune delle fotografie, in particolare del convento di Santa Lucia e del campanile di Santa Chiara.

Ringrazio infine Carla Usai, della cooperativa La Memoria Storica, che gestisce l’attività dell’archivio, mi ha assistito nella ricerca e mi ha offerto il caffè. Carla e la cooperativa hanno raccolto innumerevoli documenti, li hanno messi in ordine e li hanno catalogati uno per uno. Io non l’avrei mai fatto. Piuttosto sarei andato a scartavetrare una trivella petrolifera in fondo all’oceano.