Il Mito della “Società Commerciale”

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Di Gary Chartier. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 21 giugno 2018 con il titolo “Commercial Society” Is a Myth. Traduzione di Enrico Sanna.

Chi si oppone alla libertà di movimento, che sia progressista o conservatore, liquida gli appelli a tale libertà dicendo che si basano su grette questioni economiche. I sostenitori della libertà ricordano che, nonostante quello che si sente in televisione, le migrazioni portano benefici sia alla società di provenienza che a quella di destinazione. Puntano sull’importanza di rispettare la libertà di lavorare e fare affari con chiunque a prescindere dalla nazionalità. Ma non è solo una questione economica, rispondono i contrari, in realtà chi vuole la libertà di movimento vede la società come un “gigantesco centro commerciale”. Noi, affermano, sappiamo che una nazione è molto di più. Facendo così, riflettono il pensiero di Steve Bannon, l’allarmistico etnonazionalista ex capo strategista di Trump, secondo cui “La nazione è più di un fatto economico”.

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Rom, Anatemi, Tweet e Paura

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Di Carmen Pellegrino e Anna Stefi. Pubblicato originariamente su Doppio Zero il 20 giugno 2018.

Non si sono oscurate d’improvviso le luci del cielo, né per le strade si sono levate barricate. La storia e lo sguardo retrospettivo consentono di vedere con chiarezza i fenomeni, stabiliscono gli inizi, il decorso, la durata. Rintracciano le radici. Forse dovremmo, con coraggio, provare a fare uno sforzo di immaginazione: proiettarci un poco più in là e guardare al nostro tempo.

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Frontiere Aperte Unica Speranza

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Il muro che separa Nogales, negli Stati Uniti, da Nogales, in Messico

Di Emmi Bevensee. Originale pubblicato il 6 settembre 2017 con il titolo Open Borders are Our Only Hope. Traduzione di Enrico Sanna.

Tribalismi e Frontiere Nazionali

Tra i tanti pericoli degli stati nazione con le loro frontiere ci sono due paradigmi, nazionalismo e tribalismo, che sfruttano le ossessioni per giustificare la violenza. Semplificando, il tribalismo crea gruppi disumanizzando l’“altro”, categorizza idealmente le persone secondo una qualche differenza (per quanto minima) e vede nel valore di qualcuno il detrimento del proprio gruppo o della propria “comunità”.

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Sulla Strada

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Fra incubo e caos

Di Tristan Leoni. Originale pubblicato su Douter de tout… ad ottobre 2017 con il titolo Sur la route, entre cauchemar et chaos. Traduzione italiana pubblicata su francosenia.blogspot.it con il titolo Vederci chiaro!

Gettarsi sul filo spinato dell’Europa o imbarcarsi sugli osceni gommoni del Mediterraneo, in genere per i migranti è solo l’ultima tappa di un periplo lungo migliaia di chilometri che dura diversi anni… Ma «fare l’avventura», come dicono loro, significa tuffarsi nell’inferno.

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Marchio di Fuoco

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Di Renzo Sabatini. Pubblicato originariamente su arivista.org nº 418, estate 2017.

Ziko, Kobu, Juan, Judith, Carmen, Ramon, Alicia, Marina e Paolo, Rajida, Wun-Chi: alcune persone in carne e ossa incontrate nei consolati e negli uffici stranieri. La loro sorte dipende dai funzionari che presidiano quei muri chiamati frontiere. Uno di loro, sconvolto dal proprio ruolo, ha cambiato mestiere. Per dignità umana. Forse c’è speranza.

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Se Questo è Umano

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Di Alessandra Daniele. Pubblicato originariamente su Carmilla online.

Tutti i migranti che raggiungono, o raggiungevano il nostro paese sono dei sopravvissuti.

Innanzitutto alle guerre, alle persecuzioni, ai bombardamenti, all’ISIS, alla fame, alla miseria, ai disastri climatici e socioeconomici causati nei loro paesi da secoli di sfruttamento colonialista.

Poi al viaggio attraverso il deserto, che è sempre un calvario tra fame, sete, fatica, aggressioni, e costante pericolo di morte.

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