Capitalism is Dead

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Fonte: Il Tempio dell’ombra

Notizia di oggi è che il papa si è «dimesso» perché non è più in grado di «governare la Chiesa» (parole del portavoce della Santa Sede). A quanto pare lo Spirito Santo si è sbagliato su Ratzinger, o comunque è stato impreciso. In tanti abbiamo pensato che, per fare un altro papa, stavolta non c’è scappato il morto.

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Capitalismo e Cannoni

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Di Robert Kurz. Versione spagnola pubblicata su exit-online con il titolo Cañones y Capitalismo. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Della nascita dell’era moderna esistono molte versioni. Gli storici non sono d’accordo neanche sulle date. Per alcuni, la modernità è iniziata nei secoli XV e XVI con il cosiddetto Rinascimento (concetto inventato solo nel XIX secolo da Jules Michelet, come dimostrato dallo storico francese Lucien Febvre). Per altri la vera rottura, e il decollo della modernità, è avvenuta solo nel secolo XVIII, quando la filosofia illuminsta, la rivoluzione francese e l’inizio dell’industrializzazione scossero il mondo. Qualunque sia la data, su una cosa storici e filosofi moderni concordano: le conquiste positive sono quasi sempre alle origini della modernità.

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Il Tutto e il Niente

Pensiero unico

Di Zygmunt Bauman. Fonte: La solitudine del cittadino globale.

La tendenza totalitaria, nella definizione epigrammatica di Hannah Arendt, è la tendenza a ‘rendere gli esseri umani superflui’: eccedenti, da usare e gettare sia come individui, sia come esseri distinti (ognuno con il proprio bagaglio di ragioni, pensieri, preferenze e sogni), sia come esseri ‘privati’ (che sfuggono cioè a qualsiasi tentativo di classificazione ignaro dell’irriducibile particolarità e unicità di ciascuna creatura umana).

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Virtù Femminili

 

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Di Robert Kurz. Originale tedesco: Weibliche Tugenden. Traduzione inglese pubblicata su Exit.org con il titolo Female Virtues. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Secondo il mito biblico della creazione, la donna fu creata da una costola dell’uomo. È un’immagine patriarcale ambigua. Da un lato, la donna sembra semplicemente derivare dall’uomo. Dall’altro, l’uomo soffre per la separazione del femminile, che sente come una perdita. Il problema, è ovvio, non è anatomico. La “piccola differenza” che i bambini scoprono sul proprio corpo non dice praticamente nulla del modo in cui le mansioni culturali e sociali sono distribuite tra i sessi. Il dominio maschile (patriarcato) non ha origini biologiche, ma è un elemento centrale della società, è il risultato di processi storici.

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Ragione Sanguinaria

New York City, di Giger

Introduzione di Samuele Cerea a: Robert Kurz, «Ragione sanguinaria», Mimesis 2014. Originale pubblicato il 7 marzo 2016 su L’anatra di Vaucanson.

Una storia che ha una lunga storia. Gli spasmi attuali della società globale smentiscono una volta di più, in termini oggettivi, le aspettative ireniche, vecchie ormai di un quarto di secolo, nate dopo la fine del «comunismo». La «grande crisi» economica globale, la guerra civile ucraina, l’anomia sociale in Siria, in Libia e in molti altri paesi della periferia globale, le nuove forme di fondamentalismo religioso – che fanno seguito alla guerra civile jugoslava, alle campagne militari in Afghanistan e Irak, ai collassi economici su piccola e grande scala, per non parlare della catastrofe ecologica incombente – testimoniano la drammatica precarietà della costruzione post-1989. Per quel che riguarda l’interpretazione generale degli eventi, le cose stanno però ben diversamente. Già nei primi anni Novanta, dal disastro delle «democrazie progressive» del «socialismo reale» e dal naufragio totale del presunto bipolarismo politico-economico, l’intelligentsia «ufficiale» dell’Occidente avrebbe potuto sviluppare una riflessione critica e auto-critica incisiva, capace di scandagliare il significato profondo di quel collasso epocale. L’omologazione delle strutture socio-economiche globali al paradigma occidentale (generalmente nella sua ultima e più militante versione neoliberale) andò di pari passo con il miope trionfalismo del «mondo libero» e con l’afasico disfattismo della precedente opposizione critico-ideologica.

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Il Martello dentro il Fardello

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Di Enrico Sanna

Tutti conoscono la storia di Robinson Crusoe. Pochissimi hanno letto il romanzo, è vero, e pochi di più ne hanno letto un compendio. Ma molti hanno visto un film, un cartone animato, uno sceneggiato televisivo ricavato dal romanzo. È la storia di un inglese, di nome Robinson Crusoe, che mentre commercia per mare fa naufragio in un’isola deserta.

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