La Privatizzazione del Mondo

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Dovranno natura e necessità elementari dell’essere umano essere proibite per assenza di redditività?

[Di Robert Kurz. Pubblicato su Ozio Produttivo il 24 marzo 2017.]

Originale Die Privatisierung der Welt. Pubblicato in Folha de S. Paulo, 14.07.2002, col titolo Modernidade Autodevoradora

È da supporre che la natura esisteva già prima dell’economia moderna. Dunque la natura è in sé gratis, senza prezzo. Questo distingue gli oggetti naturali, senza elaborazione umana, dai risultati della produzione sociale, che non rappresentano più la natura “in sé” ma la natura trasformata dall’attività umana. Questi “prodotti”, a differenza degli oggetti naturali puri, non furono mai di libero accesso; da sempre furono soggetti, secondo determinati criteri, a un modo di distribuzione socialmente organizzato. Nella modernità è la forma della produzione di merci a regolare tale distribuzione, secondo i criteri del denaro, del prezzo e della domanda (solvente).

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Il Nostro Fragile Pianeta?

[Di Walter Williams. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 10 dicembre 2013 con il titolo Our Fragile Planet? Traduzione di Enrico Sanna.]

Esaminiamo alcune dichiarazioni che riflettono un punto di vista considerato fuori discussione. “Il mondo in cui viviamo è bello ma fragile.” “Il terzo sasso dopo il sole è un’oasi fragile.” Ecco un paio di citazioni prese dalla Giornata della Terra: “Ricordatevi che la Terra deve essere salvata ogni singolo giorno.” “Ricordate l’importanza di curare il nostro pianeta. È l’unica casa che possediamo!” Queste dichiarazioni, assieme alle predizioni apocalittiche, sono il pane quotidiano degli ambientalisti, che siano estremisti o no. Peggio ancora, questo indottrinamento sulla fragilità della terra è il cibo con cui sono nutriti i nostri giovani dall’asilo al diploma. Vediamo in particolare quanto è fragile la terra.

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