La Politica del Respiro

Achille Mbembe

Di Paolo Missiroli. Fonte: Effimera, 21 giugno 2020.

Questo scritto nasce come commento al testo di Achille Mbembe “Brutalisme” (Editions la Découverte, 2020), di cui non si ha l’ambizione di riportare l’ampiezza di ragionamento e la vastità dei contenuti, e come prosecuzione del percorso intrapreso nel testo “Un popolo che abita”. Sebbene questo testo sia autonomo, alcuni dei temi che lì erano accennati sono stati qui ripresi; elementi lì sviluppati più diffusamente, qui sono soltanto accennati.

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Il Momento Culminante

EPIDEMIA

Paulo Barone

Note sull’epidemia.
a mio padre

Le notizie – talvolta le foto o i brevi filmati – in arrivo dai punti più disparati del mondo sono state d’un tratto sorprendenti e concordi: ecco l’aria del cielo sopra l’Europa e la Cina – e via via dappertutto – che, svelenandosi, sembra farsi più nitida e tersa; ecco le lepri nei parchi di Milano; i cervi nel mezzo di una città del Giappone; i daini aggirarsi in una strada della periferia di Parigi e gruppi di scimmie correre nelle vie di una città della Thailandia; o, ancora, le anatre a bagno nella fontana di Piazza di Spagna a Roma, i delfini nel porto di Cagliari, le tartarughe su una spiaggia del Brasile. E che dire dell’acqua dei canali di Venezia che, depositandosi fango e liquami, si illimpidisce fino a mostrare un fondo dove nuotano i pesci e camminano i granchi?

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Un Virus Sociale

Cina

La lotta di classe microbiologica in Cina

Fonte: Chuang.org, febbraio 2020. Titolo originale: Social Contagion: Microbiological Class War in China. Traduzione parziale di Enrico Sanna.

Il forno

Wuhan è nota volgarmente come uno dei “quattro forni” (四大火炉) della Cina per le sue estati di caldo umido oppressivo, assieme a Chongqing, Nanchino e alternativamente Nanchang o Changsha, tutte città dall’attività frenetica situate nella valle del fiume Yangtze. Wuhan è l’unica ad essere punteggiata di forni veri: il grosso agglomerato urbano è il cuore dell’industria dell’acciaio, cemento e altre industrie legate alle costruzioni, il paesaggio è dominato dai forni in lento raffreddamento di ciò che resta delle ferriere e acciaierie di stato, ora in crisi da sovrapproduzione e costrette a controverse riduzioni, privatizzazioni e ristrutturazioni, con il risultato di cinque anni di proteste e massicci scioperi generali. La città è praticamente la capitale cinesedell’industria delle costruzioni, il che le ha conferito un ruolo importante dopo la crisi economica globale, quando la crescita cinese è stata pompata con fondi incanalati in progetti infrastrutturali e edilizi. Wuhan non solo ha contribuito a gonfiare la bolla con un’eccedenza di materiali da costruzione e ingegneri, ma è diventata una boomtown. Secondo i nostri calcoli, tra il 2018 e il 2019 l’area a cantiere della città equivaleva alle dimensioni dell’intera isola di Hong Kong.

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L’uomo Invaso

metropolis

Dispiegamento Economico e Ripiegamento Cosmopolitico

Di Eduardo Viveiros de Castro. Fonte: Baierle, 4 settembre 2019.

Chi tardi arriva si arrangia ~ Vecchio proberbio brasiliano, sottotitolo del libro di Warren Dean With Broadaxe and Firebrand: The Destruction of the Brazilian Atlantic Coastal Forest

Nota preliminare

Questo testo cannibalizza vari scritti pubblicati in luoghi e momenti molto diversi. La prima parte è presa dal prologo al librio di R. Arnt e S. Schwartzmann, Um artifício orgânico: transição na Amazônia e ambientalismo (1985-1990) (Rio de Janeiro: Rocco, 1992). La terza e quarta parte vengono dall’introduzione all’Almanaque Socioambiental 2008 (São Paulo: Instituto Socioambiental, 2007), scaricabile da internet (http://ppbr.in/TMKcW5). La seconda parte è una risposta (pure pubblicata sul sito del ISA) ad una serie di dichiarazioni che il “Ministro straordinario per le questioni strategiche” Roberto Mangabeira Unger credette opportuno fare alle imprese riguardo l’Amazzonia attorno alla metà del 2008. Allora il presidente Lula e il capo della Casa Civil Dilma Rosseff lottavano per l’approvazione della misura provvisoria 422, nota anche come “Misura dell’accaparramento”, che legalizzava spudoratamente l’appropriazione fraudolenta, e quasi sempre violenta, delle terre pubbliche dell’Amazzonia da parte di latifondisti e grandi interessi agrofinanziari. Il chiassoso arrivo al governo di Mangabeira Unger, preso da Harvard per venire a dare legittimità “scientifica” a questa politica antiambientalista, fu l’ultimo affronto che costrinse il ministro dell’ambiente Marina Silva a lasciare l’incarico e, più tardi, anche il partito. L’approvazione della MP 422 da parte del senato avvenne a luglio del 2008. Le questioni affrontate in questo collage di testi mantengono, mi pare, tutta la loro attualità e urgenza. Basta pensare a ciò che accade attualmente (22 maggio 2011) alla camera federale a proposito del codice forestale. E a quello che continua a succedere ad un ritmo accelerato nel (o meglio al) pianeta. A tutto ciò ho aggiunto un paragrafo finale che mi porta su una questione diversa, ancora poco affrontata.

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La Distruzione Cretina

disboscamento

Di Anup Shah. Originale pubblicato il 10 agosto 2015 su Global Issues con il titolo Misuse of Land and Resources. Traduzione di Enrico Sanna.

Il modo in cui la terra viene usata per produrre cibo e altro ha un impatto enorme sull’ambiente e la sua sostenibilità. Questo a volte è in contrasto con ciò che si crede istintivamente, e cioè che la sovrappopolazione è la causa principale del degrado ambientale. È vero che il peso della popolazione ricade sull’ambiente, ma è anche vero che le regioni più popolose usano meno risorse delle nazioni più ricche, e quindi il problema riguarda più come e per cosa vengono usate le risorse naturali. Prendiamo questo esempio:

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