Surrogati della Realtà

Luna

Doppiozero

“La personalità autoritaria” compare nel volume Pregiudizio e carattere (Vorurteil und Charakter, Frankfurter Hefte VII) pubblicato da Horkheimer e Adorno nel 1952. La traduzione italiana è tratta dal volume Adorno, Fromm, Horkheimer, Löwenthal,Marcuse, Pollock, La scuola di Francoforte. La storia e i testi, a cura di E. Donaggio, Einaudi, Torino 2005, pp.248-260.


Al centro delle nostre indagini stava il nesso tra le ideologie politiche e la determinata indole psicologica di coloro che vi aderiscono. Questo nesso, noto finora solo in termini relativamente vaghi e ipotetici, è adesso dimostrato con evidenza e sotto il più rigoroso controllo statistico della moderna scienza sociale americana. Si è infatti pervenuti a conclusioni decisive circa le potenze psicologiche che rendono un uomo permeabile alla propaganda del nazionalsocialismo o di altre ideologie totalitarie. D’ora in poi si potrà parlare di un «carattere legato all’autorità» e del suo opposto: l’uomo libero, che non è ciecamente legato a essa; e a ragione, poiché questa distinzione non si colloca più al livello di un semplice modo di dire, ma la sua validità è stata concretamente verificata. Naturalmente non si tratta di spiegare la comparsa dei sistemi totalitari in una chiave semplicemente psicologica. La forza di questi movimenti di massa ostili alle masse trae origine da poderosi interessi politici ed economici, e i loro adepti, che non a caso si facevano chiamare il «seguito», non ne sono affatto gli elementi determinanti. E tuttavia, nella moderna società di massa, i veri beneficiari di tali movimenti hanno bisogno delle masse. Ciò che questi studi mettono in luce sono quindi le condizioni psichiche inconsce grazie a cui le masse possono essere conquistate da una politica che contrasta con i loro interessi razionali. I caratteri che presentano tale predisposizione sono a loro volta il prodotto di sviluppi sociali, come ad esempio la dissoluzione della media proprietà. In seguito a questi processi sociali, l’indole degli uomini si modifica anche nel suo nucleo più profondo. I mutamenti strutturali della società non si compiono soltanto secondo una dinamica propria e relativamente indipendente dai singoli individui ma influiscono anche su di essi. Ed è su questa interazione fra società e singolo individuo che si accentra l’attenzione dei nostri studi di psicologia sociale, e che è stato organizzato il piano generale della ricerca.

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Passanti

©Sergej Tunin-Russia

Di Alessandro dal Lago. Fonte: gabriellagiudici.it.

Introduzione a Lo straniero e il nemico, Materiali per l’etnografia contemporanea, Costa & Nolan, Genova 1998. Analisi etnografica dell’ostilità crescente verso gli stranieri nelle società contemporanee.

A partire da Abramo, la condizione dello straniero respinto dalla città è un mito fondativo della tradizione ebraico-cristiana. Popolo per definizione di stranieri, nell’esilio egiziano o nella cattività babilonese, tra le genti di Canaan o sotto il tallone romano, nella diaspora e nelle persecuzioni che ne scandiscono la storia fino allo sterminio, gli ebrei incarnano il doppio ruolo di matrice della nostra cultura e di testimonianza della sua storica colpa.

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La Sovranità della Polizia

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Di Giorgio Agamben. Fonte: The Anarchist Library.

Tra le lezioni meno ambigue apprese dalla Guerra nel Golfo c’è che finalmente è stato introdotto il concetto di sovranità nella figura della polizia. La nonchalance con cui l’esercizio di un particolare ius belli è stato qui mascherato da semplice “operazione di polizia” non può essere considerata una cinica mistificazione (come hanno fatto alcuni critici giustamente sdegnati). La caratteristica più spettacolare di ciò è forse che le ragioni presentate a giustificazione non possono essere liquidate come sovrastrutture ideologiche impiegate per celare un piano nascosto. Al contrario, l’ideologia è penetrata così profondamente nella realtà che le ragioni dichiarate devono essere prese col loro senso rigorosamente letterale, soprattutto quelle riguardanti l’idea di un nuovo ordine mondiale. Questo non significa, però, che la Guerra nel Golfo sia stata una salutare limitazione della sovranità statale in quanto costretta a fare da poliziotto al servizio di un organismo sovranazionale (che è ciò che apologisti e giuristi improvvisati hanno cercato, in malafede, di dimostrare).

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Rom, Anatemi, Tweet e Paura

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Di Carmen Pellegrino e Anna Stefi. Pubblicato originariamente su Doppio Zero il 20 giugno 2018.

Non si sono oscurate d’improvviso le luci del cielo, né per le strade si sono levate barricate. La storia e lo sguardo retrospettivo consentono di vedere con chiarezza i fenomeni, stabiliscono gli inizi, il decorso, la durata. Rintracciano le radici. Forse dovremmo, con coraggio, provare a fare uno sforzo di immaginazione: proiettarci un poco più in là e guardare al nostro tempo.

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Presi a Cinghiate!

naziskin

Di Riccardo Frola. Articolo pubblicato il 29 aprile 2016 su L’Anatra di Vacaunson.

In una recente intervista rilasciata a Radio Radicale per promuovere il suo nuovo libro («Mio padre era fascista», Mondadori, 2016), Pierluigi Battista ha dichiarato di considerare il fascismo e l’antifascismo come due capitoli conclusi di una storia che «non appassiona più» nessuno: due fenomeni «residuali», tenuti ancora in vita da gruppetti di nostalgici, «CasaPound da una parte e i Centri sociali dall’altra», numericamente e politicamente irrilevanti.

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Il Razzismo Nazista

Eugenics

Estratto da: George Fredrickson, Racism: A Short History. Traduzione di Enrico Sanna.

Chiunque abbia letto attentamente il Main Kampf, scritto nel 1924 quando Hitler era in carcere per il fallito “putsch della birreria” (Monaco, 1923), può dubitare che l’odio e la paura degli ebrei fosse l’ossessione principale dietro il movimento politico da lui guidato e personificato. Il testo rivela la sincerità del fanatico, più che l’ipocrisia del demagogo, quando Hitler parla di “minaccia ebraica” (è dubbia la sua dedizione “socialista” alla causa delle classi lavoratrici). Per Hitler, gli ebrei erano responsabili della sconfitta della Germania, del suo collasso economico, e della minaccia posta dalla Rivoluzione Russa e dall’ascesa del bolscevismo.

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