Quaestio de Merdis

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Il reddito di cittadinanza è una merda, liberiamoci dal lavoro

Di Eleonora Priori. Fonte: Nero, 7 febbraio 2019.

C’è stato un tempo nella preistoria della politica italiana – non più di dieci anni fa – in cui il dibattito sul reddito era relegato a una polverosa discussione tra intellettuali o a qualche sporadica e visionaria assemblea di movimento. Tuttavia, con l’ascesa del Movimento 5 Stelle nel panorama politico italiano, questo tema ha iniziato a imporsi prepotentemente nel dibattito pubblico fino ad affermarsi definitivamente nel lessico quotidiano della politica. Ma – perché c’è sempre un «ma» – lo ha fatto in una sua mutazione genetica piuttosto inedita: ovvero quella del reddito di cittadinanza, che, già a partire dalla definizione stessa, dimostra come l’impostazione pentastellata stravolga i termini del dibattito e il senso originale con cui questo strumento era stato progettato.

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Eppur non si Muove

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Di Christian Marazzi. Fonte: tysm, 2 ottobre 2018.

È un vero e proprio rompicapo quello della produttività che resta piatta, cioè non aumenta, malgrado le innumerevoli innovazioni tecnologiche che da anni ormai pervadono le nostre economie. Dall’esplosione del computer personale all’inizio degli anni ’80 alla odierna digitalizzazione dei processi produttivi, distributivi e comunicativi, non c’è ambito del nostro spazio vitale che non sia in qualche modo toccato dalle nuove tecnologie informatiche. Già nel 1987, il premio Nobel per l’economia Robert Solow se ne uscì con una domanda che, a tutt’oggi, mantiene tutta la sua pregnanza: “si possono vedere computer dappertutto, tranne che nelle statistiche sulla produttività”.

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Populismo Isterico

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Di Robert Kurz. Originale in spagnolo tradotto da M. Alonso e pubblicato su exit-online con il titolo Populismo Histérico. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

La caccia al reo è il gioco preferito della nostra società. Se c’è un fallimento di proporzioni enormi, non si mette mai in questione il fatto in sé, ma si va a cercare qualcuno a cui attribuire le colpe. Non si ritiene opportuno, anzi è impossibile, dare la colpa ad obiettivi discutibili, relazioni sociali distruttive, strutture sociali contraddittorie; il disastro deve essere attribuito a persone che hanno preso decisioni sbagliate, incapaci, se non criminali. È molto più facile continuare a tagliare teste che sovvertire la situazione attuale e ristrutturare le forme sociali.

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Il Carattere Apologetico dell’ambientalismo Neoclassico

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Di Antithesis

L’oggetto della teoria economica neoclassica è lo studio dell’allocazione ottimale e dell’utilizzo delle “scarse risorse” disponibili per la soddisfazione dei bisogni e dei desideri dei soggetti economici. Gli assunti di base della teoria neoclassica sono i seguenti: a) la società consiste di soggetti economici indipendenti (individui ed imprese) che b) prendono decisioni razionali secondo le loro preferenze, mirando alla massimizzazione della loro utilità individuale (utilitarismo); c) i prezzi delle merci sono l’indice della loro scarsità relativamente alle preferenze dei soggetti economici.

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Arrivano i Beni Comuni

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Di Stefan Meretz. Originale: Commons – Gemeingüter. Traduzione spagnola pubblicata su Streifzüge il 25 marzo 2009. Traduzione di Enrico Sanna.

C’è un nuovo concetto antico che sta conquistando il discorso politico: arrivano i Commons, ovvero i beni comuni. Il forum sociale mondiale ha recentemente approvato il “Manifesto per il recupero dei beni comuni”. La riscoperta rientra in una prospettiva resistenziale strategica. Non sono forse i beni comuni una mera forma di proprietà precapitalista di cui oggi sopravvivono solo alcuni resti?

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Contro la Teoria della Classe Disagiata

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Di Valerio Mattioli. Pubblicato originariamente su Che Fare il 22 settembre 2017.

Sei in volo verso Berlino o per la precisione verso Neukolln, che come tutti sanno è il quartiere dove le cose succedono. O forse stai andando a Peckham? Magari Ménilmontant? Poble Sec? Miera Iela? Mariahilf, Exarchia, Bairro Alto? Comunque: è uno squallido volo Ryanair con partenza da Ciampino, ma tuo nonno si poteva permettere al massimo un biglietto del tram per la gita fuori porta della domenica, quindi lo sai bene che quel tuo low cost da pezzenti vale tanto quanto un posto in prima classe. Ti aspetta un mondo di cocktail esotici miscelati da estrosi bartender tatuati, dotte disquisizioni sul rapporto tra Captain America: Civil War e guerra al Terrore, concerti indie per elettronichetta innocua e chitarrine intimiste, apericenacoli con focus su affinità & divergenze tra Lena Dunham e l’adattamento tv del Racconto dell’ancella, e pettegolezzi di quarta mano su Semiotext(e) che chi se ne frega che pubblica Paolo Virno (anche perché chi cazzo è costui?), l’importante è sapere chi scopa con chi perché hai visto I Love Dick? ecc ecc. Ti aspettano giorni di arte, di stile, di IPA, di spunti per sei o sette longform e di tanta, tanta Cultura.

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