Le Origini della Polizia

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Di David Whitehouse. Pubblicato su Umanità Nova il 19 luglio 2016. Traduzione a cura di Cristina Tonsig.

In Inghilterra e negli Stati Uniti, la polizia è stata inventata nel giro di pochi decenni, approssimativamente dal 1825 al 1855.

La nuova istituzione non era una risposta ad un aumento della criminalità, e non ha portato a nuovi metodi per contrastarla. Il modo più comune per le autorità di risolvere un crimine, prima e dopo l’invenzione della polizia, è che qualcuno deve dire loro chi l’ha commesso.

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Come Nascono le Bandiere

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Di Valerio Evangelisti. Pubblicato il 25 aprile 2018 su Carmilla Online con il titolo Gloria al bravo pueblo que el yugo lanzó.

Geraldina Colotti, Dopo Chávez. Come nascono le bandiere, ed. Jaca Book, 2018, pp, 226, € 22,00.

Fine 2017. Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro annuncia che, nel pacchetto alimentare destinato alle famiglie a prezzi calmierati, sarà compresa la coscia di maiale: tradizionale cibo natalizio per i venezuelani. In effetti, il suo governo ha ordinato in Portogallo tonnellate di quel taglio di carne suina. Solo che il Venezuela soffre le sanzioni dell’Unione Europea. Le banche portoghesi incaricate del pagamento rifiutano di fare da tramite. I carichi, già confezionati, non partono.

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Il Martello dentro il Fardello

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Di Enrico Sanna

Tutti conoscono la storia di Robinson Crusoe. Pochissimi hanno letto il romanzo, è vero, e pochi di più ne hanno letto un compendio. Ma molti hanno visto un film, un cartone animato, uno sceneggiato televisivo ricavato dal romanzo. È la storia di un inglese, di nome Robinson Crusoe, che mentre commercia per mare fa naufragio in un’isola deserta.

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La Guerra dei due Mondi

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Di Robert Kurz. Originale pubblicato sulla Folha de S. Paulo il 28 aprile 2002. Traduzione portoghese di Marcelo Rondinelli. Traduzione spagnola di R. D. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Le contraddizioni della globalizzazione si notano anche sotto l’aspetto militare, in quella che è una guerra di genere nuovo, postmoderna. Basta fare un raffronto con il passato. Nell’epoca storica appena terminata, si fronteggiavano le superpotenze degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, i due stati più potenti sul pianeta. La loro corsa agli armamenti, spinta da spese enormi, ha generato un lungo periodo caratterizzato dal timore che potesse scatenarsi l’inferno con una serie di bombardamenti atomici intercontinentali. La paura si estese a tutto il pianeta, proiettandosi culturalmente e simbolicamente sulla produzione letteraria, sulla fantascienza e sull’immaginario popolare. Contro la minaccia di distruzione del pianeta da parte dei poteri mondiali si alzò un movimento pacifista globale con pretese moralizzatrici. Sappiamo che le cose poi non andarono così. La guerra atomica non scoppiò, ma più ad opera delle due superpotenze che per i movimenti pacifisti. L’Unione Sovietica si armò fino alla morte finanziaria, mentre il sistema stato-capitalismo distruggeva se stesso con le sue contraddizioni interne. Da allora c’è una sola superpotenza, gli Stati Uniti. Lo spettro della guerra atomica su scala mondiale che incombeva sugli stati più potenti si è dissolto nell’aria. La corrispondente letteratura apocalittica oggi non è altro che archeologia culturale.

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La Tentazione Nazionalista

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Norbert Trenkle in un’intervista con Salih Selcuk per la rivista YARIN (febbraio 2005)

1. Anche se le ideologie culturalistiche esercitano un forte fascino (Huntington, Bin Laden, micronazionalisti, neoantisemiti, eccetera), la richiesta di una spiegazione in chiave politico-economica dell’attuale situazione mondiale si fa sempre più forte. Il culturalismo è morto?

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Da una Utopia all’altra

 

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Di Anselm Jappe. Traduzione spagnola a cura di Federico Corrientes e José Manuel Rojo pubblicata su Praxis Digital il 21 maggio 2011 con il titolo De una Utopía a la Otra. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Vent’anni fa i treni ad alta velocità (TAV) cominciarono ad estendere la loro rete di ferro sul territorio francese. Contro il coro di approvazione, organizzata o spontanea, si alzarono le voci di piccoli gruppi che esprimevano le loro riserve contro quello che loro chiamavano il “dispotismo della velocità”. Non facevano obiezioni in dettaglio, ma attaccavano in maniera eloquente la società che aveva prodotto la possibilità, per loro aberrante e inutile, di attraversare tutta la Francia in poche ore. Evidentemente, per formulare un tale giudizio globale, interamente negativo, sullo stile di vita che ha trovato la sua espressione nella TAV, occorre essere convinti del fatto che uno stile di vita molto diverso è possibile. Chi evoca una tale possibilità viene etichettato come “utopista”, parola che rimanda immediatamente ai “socialisti utopici”, il più famoso dei quali è a tutt’oggi Charles Fourier.

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