L’impero del Male Minore

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Di Alessandro Visalli Pubblicato su Tempo Fertile il 27 novembre 2018.

Recensione di: Jean-Claude Michéa, L’impero del male minore

Questo importante, ed estremamente denso, libro di Jean-Claude Michéa parte da una conferenza del 2007 e viene portato a compimento nello stesso anno. Si tratta di un insieme di saggi brevi sulla “civiltà liberale” che compiono un esercizio di storia ricostruttiva delle idee strettamente ed indissolubilmente intrecciata ad un giudizio sulla contemporaneità. Come più volte Michéa ricorda, nessun autore del XVII secolo, o del XIX, sarebbe d’accordo con questa analisi, la vedrebbe in effetti come una perversione di una teoria che voleva ottenere altro. Ma è proprio questo il punto del nostro: la perversione, ovvero gli effetti radicalmente de-socializzanti della forma sociale liberale, è nella matrice originaria per come si è dispiegata nel suo sviluppo storico.

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Quelle Lancette!

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Intervista di Marco Weissheimer a Marildo Menegat. Pubblicata il 18 febbraio 2019 su Baierle con il titolo O giro dos ponteiros do relogio no pulso de um morto. Traduzione di Enrico Sanna.

Domanda: Il sottotitolo del suo libro (“La critica del capitalismo in tempi di catastrofe”) parla di “lancette dell’orologio che girano al polso di un morto.” Nel contesto della sua analisi sull’attuale fase del capitalismo, cosa significa?

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Il Nómos della Modernità

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Di Robert Kurz. Pubblicato su L’anatra di Vaucanson il 5 Aprile 2017. Traduzione di Samuele Cerea.

Seconda parte

Pubblichiamo la seconda parte del capitolo IX del libro Weltordnungskrieg1 di Robert Kurz, inedito in Italia, nella traduzione di Samuele Cerea

La fine del diritto, lo stato di eccezione globale e il nuovo «homo sacer»

A questo punto è necessario sottoporre questo meccanismo, la sua logica e la sua origine storica ad un’analisi più dettagliata. Il concetto fondamentale a questo riguardo è quello di stato di eccezione. Come si sa che il luciferino Carl Schmitt, uno dei più lucidi ma, allo stesso tempo, più inquietanti teorici dell’«ideologia tedesca» nel XX secolo, ha tormentato per lungo tempo i predicatori della libertà democratica, collocando lo stato di eccezione, su cui ritornò insistentemente, al centro del dibattito sul diritto costituzionale. In un saggio dal titolo significativo, «Teologia politica», si trova la celebre (o famigerata) definizione di tutta la sovranità moderna, e quindi anche della democrazia: «Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione. Questa definizione può essere appropriata al concetto di sovranità, solo in quanto questo si assuma come concetto limite. Infatti concetto limite non significa un concetto confuso, come nella terminologia spuria della letteratura popolare, bensì un concetto relativo alla sfera piú esterna. A ciò corrisponde il fatto che la sua definizione non può applicarsi al caso normale, ma a un caso limite» (Schmitt 1922).

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De l’Etat de Droit à l’Etat de Sécurité

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Di Giorgio Agamben. Pubblicato su alfabetasx il 18 gennaio 2016.

Per il filosofo italiano Giorgio Agamben, lo stato di emergenza non è uno scudo a difesa della democrazia. Al contrario, ha sempre annunciato le dittature.

Dallo stato di diritto allo stato di sicurezza

Non è possibile capire l’obiettivo reale della proroga dello stato di emergenza in Francia [prorogato fino alla fine di febbraio] se non la si colloca nel contesto di una radicale trasformazione del modello statale che ci è più familiare.

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Il Nómos della Modernità

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Di Robert Kurz. Pubblicato su L’anatra di Vaucanson il 9 Dicembre 2016.

Pubblichiamo il capitolo IX del libro Weltordnungskrieg1 di Robert Kurz, inedito in Italia, nella traduzione di Samuele Cerea.

Prima parte

Sinossi:

La crisi del diritto è solo uno dei molteplici livelli su cui si manifesta la crisi complessiva della modernità capitalistica. La crisi degli Stati nazionali nel processo della globalizzazione coincide con la crisi della possibilità regolative degli apparati statali sui rapporti sociali all’interno e, soprattutto, con una crisi fondamentale del diritto internazionale, ossia della regolazione del rapporto tra gli Stati. Un aspetto quest’ultimo drammaticamente evidenziato dalle guerre dell’ordine mondiale, condotte dagli USA sotto l’amministrazione Bush: la costruzione pericolante del diritto internazionale classico non viene sostituita da un nuovo nomos giuridico ma dalla legge del più forte. Robert Kurz analizza questo processo di deriva anomica sia all’interno che all’esterno dello Stato, facendo riferimento alla categoria schmittiana dello stato di eccezione e al costrutto dell’“homo sacer” di Agamben. Secondo Kurz la dicotomia stato normale/stato di eccezione, uno dei cardini del pensiero schmittiano, si risolve, nella società della merce, nell’alternativa tra uno stato di eccezione coagulato (la cosiddetta normalità) e uno stato di eccezione fluido mentre la forma-diritto, kantianamente modellata sulla soggettività moderna del denaro e del valore, contiene in sé il nucleo della riduzione dell’uomo a “homo sacer” nel senso di Agamben, liquidabile in ogni momento se superfluo per la logica del valore.

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Pensare il Mondo a Partire dall’Africa

thelineofheads

Claudio Canal

Questa non è una recensione, è una piccola segnalazione che spilla dal fusto sorsate inebrianti, nutrienti e anche sgradevoli. Il barile è costituito da Emergere dalla lunga notte. Studio sull’Africa decolonizzata, di Achille Mbembe. La medesima editrice aveva pubblicato nel 2005 il fondamentale Postcolonialismo¸ titolo improprio per l’originale PostcolonyOmbre Corte ha tradotto nel 2016 un articolo lungo ed essenziale, Necropolitica.

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