L’illusione della Società dei Servizi

Di Robert Kurz. Pubblicato originariamente su L’anatra di Vaucanson il 15 Agosto 2020.

Sesto capitolo della sezione VIII dello Schwarzbuch Kapitalismus (“Il libro nero del capitalismo”) di Robert Kurz.

Da Schwarzbuch Kapitalismus

Sezione VIII. La storia della terza rivoluzione industriale

Visioni dell’automazione

La razionalizzazione elimina l’uomo

L’abdicazione dello Stato

L’ultima crociata del liberalismo

La nuova povertà di massa

L’illusione della società dei servizi

• Capitalismo da casinò: il denaro perde il lavoro

• La fine dell’economia nazionale

• Il risveglio dei demoni

L’illusione della società dei servizi

Naturalmente le elite funzionali del capitalismo si rendono conto, o quanto meno hanno sentore del fatto che, prima o poi, si arriverà alla fine della corsa. Se non si verificherà al più presto una nuova avanzata della crescita e dell’occupazione su scala globale accadrà ciò che sembrava già incombere drammaticamente, su di uno stadio di sviluppo assai inferiore, durante la prima parte del XIX secolo: lo sgretolamento della società capitalistica, ostinatamente attaccata alla sua forma, nelle guerre civili e negli stati di assedio permanenti, nel terrore e nella follia. Il discorso della «tolleranza zero» è già un sintomo della crescente paura da parte delle elite, che potrebbero perdere completamente il controllo della situazione. Ma poiché, com’è logico, la violenza in uniforme, nuovi campi di correzione e di lavoro non possono generare da soli una nuova accumulazione di capitale, bisogna comunque insistere con la claudicante promessa di un miglioramento economico, anche se quest’ultima sembra essere ormai del tutto insussistente.

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La Politica del Respiro

Achille Mbembe

Di Paolo Missiroli. Fonte: Effimera, 21 giugno 2020.

Questo scritto nasce come commento al testo di Achille Mbembe “Brutalisme” (Editions la Découverte, 2020), di cui non si ha l’ambizione di riportare l’ampiezza di ragionamento e la vastità dei contenuti, e come prosecuzione del percorso intrapreso nel testo “Un popolo che abita”. Sebbene questo testo sia autonomo, alcuni dei temi che lì erano accennati sono stati qui ripresi; elementi lì sviluppati più diffusamente, qui sono soltanto accennati.

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Il Vizio Nascosto

priva agua

Di Thomas Meyer. Fonte: Obeco Online. Tradotto dalla versione portoghese di Boaventura Antunes. Originale: »Aspekte des neuen Rechtsradikalismus« und die totalitäre Demokratie in: http://www.exit-online.org.

“Aspetti del nuovo estremismo di destra” e democrazia totalitaria

L’ascesa del populismo di destra di questi ultimi anni richiede una spiegazione. È stato più volte sottolineato che i movimenti di destra degli ultimi anni non sono caduti dal cielo, ma devono essere visti nel contesto del neoliberalismo e delle sue convulsioni sociali negli ultimi decenni. Secondo Wilhelm Heitmeyer (vedi Heitmeyer 2018) l’autoritarismo, così come viene espresso e richiesto dai populisti o dagli estremisti di destra, è già contenuto nel neoliberalismo, che si presenta sempre come privo di alternativa. L’erosione dei processi democratici, la liquidazione dello stato sociale, l’espansione dello stato di polizia, l’insicurezza sociale di fondo e l’abbandono dell’individuo agli imperativi della valorizzazione del capitale portano a galla l’autoritarismo insito nel regime neoliberale (vedi anche Wacquant 2013). Ultimo punto, non meno importante, nel corso degli anni è cresciuta costantemente la percentuale di persone che ha una visione razzista del mondo. Ma non è una novità degli ultimi anni (Heitmeyer 2018): una potenziale “misantropia di gruppo” è sempre esistita.

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Mentalmente Intrappolati

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Di Pierfranco Pellizzetti. Fonte: Micromega.

«I mercati non hanno orecchie per informazioni che parlino un linguaggio diverso da quello dei prezzi» ~ Jürgen Habermas[1]

«Alcuni scienziati sociali” accusano gli economisti di aver immaginato, estendendola a tutte le altre attività umane, un’analisi che è appropriata solo per il mercato: che la coda possa dimenare il cane» ~ Albert Otto Hirschman[2]

Karl Polanyi, Per un nuovo Occidente, a cura di Giorgio Resta e Mariavittoria Catanzariti, il Saggiatore, Milano 2013

Se il pendolo temporale degli interessi oscilla tra “pubblico” “privato” “conformismo” “anticonformismo” non conforme, giunge anche il momento dei grandi irregolari. Pensatori, in passato, non di rado mitteleuropei, che gli anni di ferro e di fuoco del secolo breve trasformarono in migranti cosmopolitici. Come il recentemente scomparso Albert Otto Hirschman, studioso tedesco fuori da ogni schema, giunto a Princeton passando per Trieste, e Karl Polanyi, l’ungherese formatosi nella Vienna del suo discussant Ludwing von Mises e dell’amico di famiglia Karl Popper, in transito da Londra per raggiungere la Columbia University. Tipi umani con una particolare attitudine all’ecclettismo, dunque a ibridare discipline diverse grazie all’apertura mentale indotta – spesso malgré soi – dal proprio nomadismo biografico.

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Oggettività Inconscia

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Di Claus Peter Ortlieb. Originale pubblicato su Exit Online con il titolo Objetividad inconsciente. Traduzione di Enrico Sanna.

È difficile trovare altro sottosistema della società moderna che, tanto nell’idea di sé quanto nella percezione pubblica, si mostri così refrattario alle critiche come le “hard sciences”, le “scienze esatte” nel senso inteso da Kant quando dice che “in ogni teoria particolare della natura si trova tanta scienza esatta quanta è la matematica che contiene.” Non mancano però le critiche alle scienze naturali, come quelle proposte soprattutto, a partire dagli anni settanta, dal femminismo e i movimenti alternativi. Che l’utilizzo sociale delle scoperte scientifiche sia questione più che delicata è per molti scienziati poco meno che un luogo comune; provengono dalle loro file le critiche più intransigenti e competenti a tali sviluppi. Ma cosa può esserci di criticabile nella conoscenza scientifica stessa, nella scoperta di leggi della natura e di fatti inconfutabili? Così la richiesta di una scienza distinta, che ponga a priori la critica femminista, non viene neanche presa sul serio né è percepita come problema; si ribatte scherzosamente che allora la legge della gravitazione non è più valida e che due più due non fa più quattro, e con ciò la vicenda è chiusa.

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L’ultima Crociata del Liberalismo

polizia a scuola

Di Robert Kurz. Quarto capitolo della sezione VIII dello Schwarzbuch Kapitalismus (“Il libro nero del capitalismo”) di Robert Kurz. Fonte: L’anatra di Vaucanson.

La terza rivoluzione industriale ha definitivamente precluso ogni possibilità di soluzione per l’autocontraddizione capitalistica. Esauritasi la sua dinamica compensatoria, perfino il pace-maker keynesiano applicato al decrepito sistema-feticcio non poteva che fallire. Il dogma di una forma sociale totalitaria, ben decisa a sottomettere l’umanità con immutata durezza alla legge della valorizzazione e al giogo dei mercati del lavoro, doveva allora assumere il carattere di una crociata contro la realtà.

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