Le Nuvole, non Napoleone

nuvole

Di Lev Tolstoj

«Che cos’è? Sto cadendo? Le mie gambe si piegano…» pensò; e cadde supino. Spalancò gli occhi per cercar di vedere come si fosse conclusa la lotta dei francesi con gli artiglieri, e sapere se l’artigliere dai capelli rossi era stato ucciso o no, e se i cannoni erano stati catturati o messi in salvo. Ma non vide nulla. Sopra di lui non c’era già più nulla se non il cielo: un cielo alto, non limpido e tuttavia di un’altezza incommensurabile, con grigie nuvole che vi fluttuavano silenziose. «Che silenzio, che calma, che solennità! Com’è tutto diverso da quando correvo,» pensò il principe Andrej; «com’è diverso da quando noi correvamo, gridavamo e ci battevamo; com’è diverso dalla scena del francese e dell’artigliere che si strappavano lo scovolo con le facce stravolte e furibonde. Come sono diverse queste nuvole che corrono nel cielo alto e sconfinato. Come mai prima non lo vedevo questo cielo sublime? E come sono felice d’averlo finalmente conosciuto. Sì! tutto è vano, tutto è inganno al di fuori di questo cielo infinito. Nulla, nulla esiste all’infuori di esso. Ma neppure esso esiste, non esiste nulla tranne il silenzio, tranne la quiete. E che Dio sia lodato!…»

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Riflessioni su Stato e Guerra

Salvare il Mondo dalla Democrazia, ovvero Come Difendersi dagli Stati Uniti

[Di Hans Hermann Hoppe. Originale pubblicato su Mises Institute il 7 maggio 2014 con il titolo Reflections on State and War. Traduzione di Enrico Sanna.]

Hans Hermann Hoppe

Dopo aver discusso la teoria della pace democratica, torno alla proposizione secondo cui niente minaccia una pace duratura più dello stato democratico, in particolare gli Stati Uniti. Da qui la domanda: come mettere il mondo al riparo dalla democrazia e come difendersi dagli Stati Uniti?

Il problema non riguarda solo il mondo esterno ma anche gli stessi americani. Dopotutto, anche il territorio americano è territorio conquistato e occupato: conquistato dal governo americano come è accaduto con l’Iraq (dove l’America ha avuto meno successo). Riconoscere l’universalità della questione ci permette di inquadrare meglio il problema nei principi.

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La Dottrina della Pace Democratica

[Di Hans Hermann Hoppe. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 3 giugno 2013 con il titolo The Doctrine of Democratic Peace. Estratto da: The Paradox of Imperialism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Imperialismo americano

Ho già spiegato come l’istituzione di uno stato porti alla guerra, perché, in maniera apparentemente paradossale, gli stati liberali tendano internamente a diventare potenze imperialiste, e come lo spirito democratico contribuisca all’imbarbarimento della guerra.

Più specificamente, ho spiegato l’ascesa degli Stati Uniti al rango di prima potenza imperiale; ho poi illustrato la trasformazione degli Stati Uniti avvenuta a partire dalla guerra d’Indipendenza del Sud, quando da repubblica aristocratica divennero una democrazia di massa dai poteri illimitati, ricoprendo poi il ruolo di guerrafondaio sempre più arrogante, bigotto e zelante.

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E Gesù quale Guerra Muoverebbe?

[Di Greg Morin. Pubblicato su porcupine-musings.org l’11 settembre 2013. Traduzione di Enrico Sanna.]

Nonostante siano una nazione che dice di essere cristiana, fondata presumibilmente su valori cristiani, gli Stati Uniti hanno una storia di bellicosità completamente incompatibile con il messaggio cristiano, che ordina di amare il nemico e porgere l’altra guancia. Per quanto sia stato facile per la maggioranza di noi rimanere impigliati nel fervore patriottico che portava a vendicare l’attentato dell’undici settembre, quella risposta non era affatto cristiana. Non solo Gesù dice che bisogna porgere l’altra guancia, ma anche che bisogna amare quelli che danno lo schiaffo. È molto arduo per chiunque accettare questo messaggio. Ma se sei cristiano non ci sono incertezze. E se occorre onorare il precetto a livello individuale, lo stesso vale a livello collettivo. Ci vuole un bel po’ di dissonanza cognitiva per credere che un uomo non può uccidere un altro uomo ma che cento uomini che agiscono all’unisono sono giustificati se uccidono altri cento uomini. La guerra è semplicemente l’azione collettiva di singoli individui. Se è sbagliato che un individuo uccida allora è sbagliato anche che una collettività di uomini uccida. Se il singolo individuo deve amare il suo nemico allora anche una collettività di uomini deve amare il proprio nemico. Se sei cristiano e credi che gli Stati Uniti siano giustificati nel muovere guerra contro la Siria allora hai bisogno di riesaminare il tuo credo. Non puoi credere nella divinità di Gesù e allo stesso tempo scegliere quale comandamento rispettare e quale no.

Ora, dopo aver rimproverato i cristiani a favore della guerra non pensiate che i non cristiani se la possano cavare facilmente. Anche se non accetti la divinità di Gesù, questo suo ordine particolare, di amare il proprio nemico, contiene una lezione essenziale che è teologicamente neutra. Qual’è il messaggio? Che per spezzare il ciclo della violenza occorre che qualcuno agisca e lo spezzi per primo. Qualcuno deve venire avanti e dire: “Sono stato offeso ma mi rifiuto di rispondere a tono.” La capacità di prendere consciamente la decisione di comportarsi contro ogni istinto contenuto nel nostro essere è una delle caratteristiche che contraddistinguono l’umanità. “Lo spirito al di sopra della materia” è ciò che ci separa dal mondo animale guidato dall’istinto. Un cane morso rende il morso: non conosce altra risposta. Due cani che entrano in questo ciclo continuano finché entrambi sono quasi distrutti o finché uno di loro muore. Siamo animali irrazionali incapaci di elevarci al di sopra dell’istintivo occhio per occhio? Oppure siamo intellettualmente superiori al nostro nemico così che solo noi siamo in grado di riconoscere la giostra in cui siamo e capire che l’unico modo per scenderne consiste semplicemente nel saltare giù e dire “basta”?

Così il messaggio di Gesù, che ci sprona ad “amare il nemico” e “porgere l’altra guancia”, non è tanto un comandamento quanto uno strumento. Con questo strumento possiamo fermare il ciclo della violenza e finalmente portare la vera pace nel mondo. Una pace basata sul rispetto reciproco e la comprensione. Una pace così è preferibile alla pace globale attualmente proposta da quelli che comandano nell’Impero Unito Americano: la “pace” che esiste tra i bene armati guardiani della prigione e i loro prigionieri.