Dubai: un Sinistro Paradiso

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Originale pubblicato il 14 luglio 2005 su tomdispatch.com con il titolo Sinister Paradise. Does the Road to the Future End at Dubai? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini e ripubblicato il primo agosto 2017 su La Città Conquistatrice.

Il jet comincia la sua discesa, e si resta incollati al finestrino. La scena sotto è incredibile: più di cinquanta chilometri quadrati di isole color del corallo, a forma di puzzle del mondo quasi terminato. Nelle verdi acque basse tra i continenti, sono chiaramente visibili le forme affondate delle Piramidi di Giza e del Colosseo. Al largo ci sono tre grandi gruppi di isole a formare una palma entro una serie di mezzelune, popolate di alberghi sviluppati in altezza, parchi tematici, e mille case di lusso costruite su palafitte sopra l’acqua. Le «Palme» sono collegate tramite moli a una spiaggia tipo Miami stipata di mega-hotel, torri ad appartamenti e approdi per yacht. Mentre l’aereo lentamente plana verso il deserto nell’entroterra, manca il fiato per l’ancora più improbabile veduta che si para davanti. Da una foresta cromata di grattacieli (quasi una dozzina alti più di 300 metri) spunta la nuova Torre di Babele. È impossibilmente alta un miglio e mezzo: l’equivalente di due Empire State Building messi uno sopra l’altro.

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Quale “Guerra per il Petrolio”?

oilwar

[Di Murray Rothbard. Originale pubblicato su The Irrepressible Rothbard nel mese di ottobre 1990 con il titolo What Kind of an “Oil War”? Traduzione di Enrico Sanna.]

Bush (padre, es) ha avuto la faccia tosta, nel suo discorso al pentagono del 15 agosto, di dire che “i nostri posti di lavoro, il nostro stile di vita, la nostra stessa libertà” sono in gioco nella guerra contro l’Iraq.

Libertà? Stile di vita? E come?

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Gerald Celente e le Tendenze del 2015

[Estratto da un’intervista di Anthony Wile a Gerald Celente. Originale pubblicato su The Daily Bell il 28 dicembre 2014 con il titolo Gerald Celente: Threatening Western Freedoms With Trans-Pacific/Atlantic Treaties. Traduzione di Enrico Sanna.]

Gerald Celente

Daily Bell: Grazie per averci concesso un po’ del tuo tempo in questa indaffarata stagione festiva. Parliamo del tuo Top Trends for 2015. Tu parli di “banchismo” e dici che questo sta rapidamente diventando il sistema economico dominante. Cosa significa?

Gerald Celente: È molto chiaro. Non è più capitalismo. Capitalismo significa che non ci sono imprese troppo grandi per fallire, ma oggi le banche sono considerate troppo grandi per fallire. Sono le banche che dirigono lo spettacolo, e non solo negli Stati Uniti ma anche dalle tue parti. Il Dow Jones, ad esempio, è andato a picco agli inizi di dicembre e poi ha toccato nuovi massimi alla fine dell’anno. Perché? Perché la banca centrale, la Federal Reserve, ha detto che manterrà bassi i tassi di interesse. Invece di dire avere pazienza, hanno usato l’espressione “essere pazienti”. È dal 2006 che non aumentano i tassi. Sono le banche che controllano l’economia, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Guarda la Banca Centrale Europea e vedi che anche lì è la stessa cosa. Hanno tassi di interesse negativi. Negli Stati Uniti c’è stato un giro di alleggerimento quantitativo, e per il 2015 vediamo che anche la Banca Centrale Europea vuole comprare non solo bond governativi, ma molto probabilmente anche bond delle imprese.

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Gli Usa non Vogliono Fermare Isil

Solo sfruttarlo per altri fini

[Di SteveMC. Estratto da US Doesn’t Want to Stop ISIL – Only Exploit them for Other Means, pubblicato il 14 novembre 2014 su Reports from Underground. Traduzione di Enrico Sanna.]

Combattenti del gruppo Isil

Invece di indebolire il gruppo islamico radicale, i bombardamenti americani hanno sortito due effetti: hanno fatto crescere il numero di volontari arruolati da Isil e allo stesso tempo hanno distrutto o fortemente danneggiato le infrastrutture siriane, uccidendo civili siriani nel corso dell’operazione.

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I Rockefeller Lasciano il Petrolio?

Il fondo dei fratelli Rockefeller disinveste in petrolio e gas e il meme dei cambiamenti climatici prende fuoco

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato il 24 settembre 2014 su The Daily Bell con il titolo As Rockefeller Brothers Fund Divests Oil and Gas, Climate Change Meme Heats Up. Traduzione di Enrico Sanna.]

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La politica energetica tedesca è cara, pericolosa e miope … Berlino dimentica i poveri e non aiuta né la sicurezza energetica né il clima. ~ Financial Times

Tema Sociale Dominante: Questo riscaldamento globale è un problema che solo le soluzioni degli ambientalisti possono risolvere.

Analisi di Libero Mercato: Questa analisi è divisa in due parti. Nella prima, vediamo cosa succede in Germania.

Nella seconda, parliamo dell’annuncio del Rockefeller Brothers Fund, che ha deciso di disinvestire nei combustibili fossili. La discussione produrrà una conclusione in termini di investimento che utilizza il modello VESTS di High Alert.

Prima vediamo un altro estratto dell’articolo citato sopra. Risale a marzo di quest’anno, ma fornisce informazioni preziose se messo a confronto con il recente annuncio del Rockefeller Fund:

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Kiev, la Guerra Sporca di Obama per Fermare la Cina

[Originariamente pubblicato su Libre Idee il 4 maggio 2014]

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“Le provocazioni degli Stati Uniti in Ucraina non possono essere comprese se si prescinde dal Pivot Asiatico”, ovvero il grande piano strategico concepito da Washington per “porre sotto controllo la crescita cinese, in modo da renderla compatibile con le ambizioni egemoniche degli Stati Uniti”. I “cacciatori di draghi”, sostiene Mike Whitney, sono per una strategia di contenimento, mentre i “panda huggers”, cioè gli occidentali filo-Pechino, vorrebbero un “fidanzamento”. Non si sa chi riuscirà a prevalere, ma è chiaro fin d’ora che “dipenderà in modo pesante dalla forza militare”, considerando anche le ostilità in atto nel Mar Cinese Meridionale e nelle isole Senkaku, contese al Giappone. Cos’ha a che fare il controllo della Cina con il polverone alzato in Ucraina? Facile: Washington teme la Russia come formidabile fornitore di energia, lungo l’asse eurasiatico. Ecco perché “ha deciso di utilizzare l’Ucraina come banco di prova per un attacco contro la Russia: una Russia forte ed economicamente integrata con l’Europa è una minaccia per l’egemonia degli Stati Uniti”.

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