Identità?

sfasciacarrozze

Di Jerome Braun. Fonte: Logos Journal. Traduzione di Enrico Sanna.

Francis Fukuyama, ex vicedirettore del gruppo per la pianificazione politica del dipartimento di stato americano, dopo Political Order and Political Decay (ordine politico e decadenza politica, es), pubblica un libro, dal titolo Identity: The Demand for Dignity and the Politics of Resentment (Identità: la voglia di dignità e la politica del risentimento, es), con il quale riconduce l’identità personale a quella politica. Fukuyama è autore anche di The End of History and the Last Man (La fine della storia e l’ultimo uomo, es), del 1992, Trust: The Social Virtues and the Creation of Prosperity (Fiducia: le virtù sociali e la creazione della prosperità, es), del 1995, e The Great Disruption: Human Nature and the Reconstitution of Social Order (Lo sconvolgimento: la natura umana e la ricostituzione dell’ordine sociale, es), del 1999.

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Passanti

©Sergej Tunin-Russia

Di Alessandro dal Lago. Fonte: gabriellagiudici.it.

Introduzione a Lo straniero e il nemico, Materiali per l’etnografia contemporanea, Costa & Nolan, Genova 1998. Analisi etnografica dell’ostilità crescente verso gli stranieri nelle società contemporanee.

A partire da Abramo, la condizione dello straniero respinto dalla città è un mito fondativo della tradizione ebraico-cristiana. Popolo per definizione di stranieri, nell’esilio egiziano o nella cattività babilonese, tra le genti di Canaan o sotto il tallone romano, nella diaspora e nelle persecuzioni che ne scandiscono la storia fino allo sterminio, gli ebrei incarnano il doppio ruolo di matrice della nostra cultura e di testimonianza della sua storica colpa.

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Argomenti No-fly

dansemacabre

America, Sei Licenziata!

Di Dmitry Orlov. Fonte: cluborlov.blogspot.com. Traduzione italiana di Markus per domedonchisciotte.org.

Alcune ironie sono semplicemente troppo preziose per essere ignorate. Le elezioni presidenziali americane del 2016 ci avevano regalato Donald Trump, una star televisiva dei reality show, con il famoso slogan del suo spettacolo The Apprentice, “Sei licenziato!“. Concentriamoci su questo slogan: è tutto ciò che serve per questo articolo. Alcuni malati di Sindrome Paranoica Trumpiana potrebbero non essere d’accordo. Questo perché partono da alcuni malintesi: che gli Stati Uniti siano una democrazia o che sia importante chi è il presidente. Non lo sono entambe le cose. A questo punto, la scelta del presidente conta tanto quanto quella di un direttore d’orchestra per la banda che suona a bordo di una nave che sparisce sotto le onde.

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Guasto è il Mondo

Tony Judt

Alessandro Visalli

Tony Judt era uno storico americano di origine britannica, tra i maggiori intellettuali di lingua inglese, specializzato in storia europea e professore a Cambridge, Oxford, Berkley e New York University. Nel 2008, quando aveva 60 anni, gli fu diagnosticata la SLA che lo portò alla morte dopo solo due anni. Nel suo ultimo anno di vita Judt, mentre era paralizzato dal collo in giù, con presumibile grande sforzo ed assoluta determinazione scrisse questo libro che va considerato dunque il suo lascito a noi che gli sopravviviamo.

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Un Potere che non Può

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Nicolas Martino

Pierre Clastres L’anarchia selvaggia Le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re introduzione di Roberto Marchionatti, elèuthera (2103), pp. 116 € 12.00

«Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “Io, lo Stato, sono il popolo”». Questa la straordinaria intuizione di Nietzsche (Così parlo Zarathustra, 1885) cara a Pierre Clastres, l’antropologo francese erede libertario di Lévi-Strauss che ha rovesciato il paradigma della filosofia politica occidentale con una serie di innovative ricerche sul campo, tese a dimostrare come la coercizione politica e lo Stato non siano il fondamento inevitabile di ogni società umana.

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Quaestio de Merdis

ed-hs

Il reddito di cittadinanza è una merda, liberiamoci dal lavoro

Di Eleonora Priori. Fonte: Nero, 7 febbraio 2019.

C’è stato un tempo nella preistoria della politica italiana – non più di dieci anni fa – in cui il dibattito sul reddito era relegato a una polverosa discussione tra intellettuali o a qualche sporadica e visionaria assemblea di movimento. Tuttavia, con l’ascesa del Movimento 5 Stelle nel panorama politico italiano, questo tema ha iniziato a imporsi prepotentemente nel dibattito pubblico fino ad affermarsi definitivamente nel lessico quotidiano della politica. Ma – perché c’è sempre un «ma» – lo ha fatto in una sua mutazione genetica piuttosto inedita: ovvero quella del reddito di cittadinanza, che, già a partire dalla definizione stessa, dimostra come l’impostazione pentastellata stravolga i termini del dibattito e il senso originale con cui questo strumento era stato progettato.

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