All’erta Stiam!

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Di Armando Lancellotti. Fonte: Carmilla Online.

Da molte settimane ormai, da quando cioè l’epidemia di covid-19 è dilagata nel nostro Paese, una inarginabile retorica bellica si è impadronita del nostro linguaggio: risuona nelle ininterrotte trasmissioni televisive e negli editoriali della carta stampata; rimbomba nei messaggi alla nazione degli uomini politici e negli inviti al rispetto delle regole del distanziamento sociale e della quarantena di attori, cantanti e campioni sportivi; trabocca persino nelle più svariate pubblicità commerciali e nelle interminabili catene di messaggi che rimbalzano da un social all’altro. Insomma pare che l’Italia stia combattendo una guerra, con i suoi fronti, la prima linea, le retrovie, il fronte interno, l’economia di guerra e così via. Ma tutto questo è verosimile e credibile o si tratta di un fenomeno comunicativo e sociale che, al netto delle numerose mistificazioni, della guerra presenta in modo certo un solo aspetto, la propaganda?

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Ristretti

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Tardocapitalismo fascista e democrazia

Di Marc Tibaldi. Fonte: Carmilla online, primo febbraio 2020.

Mikkel Bolt Rasmussen è un teorico politico che ha scritto vari saggi, tra cui Hegel after Occupy e After the Great Refusal, ma è anche uno storico dell’arte, che ha analizzato le avanguardie estetico-politiche del ‘900 e dei nostri giorni, e un attivista politico che fa riferimento alla tradizione rivoluzionaria della sinistra comunista, dei situazionisti e di diversi filosofi marxisti o postmarxisti. Continua a leggere

Il mio Caffè con Assange

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Slavoj Žižek

La settimana scorsa sono andato a visitare Julian Assange nella prigione di Belmarsh e un piccolo dettaglio, di per sé insignificante, ha attirato la mia attenzione in quanto tratto emblematico di come le prigioni operano in funzione del nostro bene (di noi visitatori e dei detenuti). Tutti i secondini sono stati gentili, hanno fatto di tutto per spiegare che tutto ciò che fanno è per il nostro bene. Ad esempio, Assange è confinato in una cella d’isolamento ventitré ore al giorno. Deve fare le sue riflessioni in solitudine nella sua cella. In quell’ora in cui gli è permesso uscire dal cubicolo, gli è proibito incontrare altri detenuti e le comunicazioni con il secondino che lo accompagna sono ridotte al minimo. Che senso ha un trattamento così severo, visto che ora è solo in custodia, ha già scontato la sua sentenza ed è detenuto solo per evitare che scappi in attesa dell’estradizione?

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Mascalzoni!

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Pedro García Olivo

“A volte sei costretto a baciare mani che vorresti tagliare” ~ Proverbio popolare aragonese

La “sindrome di Viridiana” in politica

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I miti che ammonivano le popolazioni indigene d’America davanti al pericolo del Capitale, fornendo nell’immaginario armi contro l’invasione altericida ad opera della civiltà occidentale, con tutti i suoi vettori economici e politici (la proprietà privata, il lavoro alienato, la democrazia rappresentativa…), con i suoi valori caduci oggi branditi ipocritamente entro le coordinate dei un “realismo cinico” devastatore; questi miti, anche se riferiti a persone precise, difficilmente si potevano trovare nelle formazioni culturali autoctone (il “mito del bene” zapoteco, il “mito della ricchezza” altrove in Messico, i “miti del grande cappello” tra i maya del Guatemala e, con diverse varianti, in varie etnie della Colombia, eccetera), bensì rappresentavano il Male, la divinità negativa, in forma di uomo bianco o meticcio…

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Aerostati Evoluti

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Di Francesco Maria Pezzulli. Fonte: Effimera.

Cara lettrice, caro lettore, rieccoci con un tema arduo, per il quale la cautela è d’obbligo, ma la domanda non può essere evasa: perché i meridionali hanno votato Salvini?

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Identità?

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Di Jerome Braun. Fonte: Logos Journal. Traduzione di Enrico Sanna.

Francis Fukuyama, ex vicedirettore del gruppo per la pianificazione politica del dipartimento di stato americano, dopo Political Order and Political Decay (ordine politico e decadenza politica, es), pubblica un libro, dal titolo Identity: The Demand for Dignity and the Politics of Resentment (Identità: la voglia di dignità e la politica del risentimento, es), con il quale riconduce l’identità personale a quella politica. Fukuyama è autore anche di The End of History and the Last Man (La fine della storia e l’ultimo uomo, es), del 1992, Trust: The Social Virtues and the Creation of Prosperity (Fiducia: le virtù sociali e la creazione della prosperità, es), del 1995, e The Great Disruption: Human Nature and the Reconstitution of Social Order (Lo sconvolgimento: la natura umana e la ricostituzione dell’ordine sociale, es), del 1999.

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