Il Fallimento Europeo Visto dagli Altri

strada nulla

Di Alessandro Barile. Pubblicato originariamente su Carmilla Online il 13 dicembre 2017.

Rafael Poch-de-Feliu, Angel Ferrero, Carmela Negrete, La quinta Germania, Leg edizioni, Gorizia 2017, pp. 244, €22,00.

A una lettura disattenta dei particolari, questo libro edito nel 2013 in Spagna e nel 2017 in Italia – in una versione aggiornata – potrebbe apparire poca cosa. Interessante quanto retorico, andrebbe a sommarsi alla ormai vasta letteratura sulla crisi dell’europeismo. Il diavolo, notoriamente, risiede però nei dettagli. Alcune specifiche rendono questo libro prezioso: in primo luogo, gli autori sono spagnoli e scrivono per il pubblico spagnolo; in secondo luogo, il loro punto di vista non è il solito “sovranismo” – di destra o di sinistra – entro cui vengono ricondotte le posizioni critiche rispetto al processo europeista e al capitalismo tedesco, quanto un eclettico “sinistrismo” liberale. Due caratteristiche notevoli, che gettano uno sguardo obliquo sulle sorti continentali e che contribuiscono ad affinare gli strumenti della critica all’attuale modello di sviluppo euro-liberista.

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Lo Stramassacro

immondezza atomica

Il costosissimo arsenale nucleare del Pentagono

Di William D. Hartung. Originale pubblicato sul Mises Institute il 30 novembre 2017 con il titolo Massive Overkill: The Pentagon’s High-Priced Nuclear Arsenal. Traduzione di Enrico Sanna.

Fino a poco tempo fa, pochi si svegliavano con l’incubo della minaccia nucleare. La cosa sembrava un relitto della guerra fredda, associata a pratiche desuete come i rifugi antiatomici e le posizioni “accucciate”.

Ma diamo credito a Donald Trump. In materia di nucleare, ha attirato l’attenzione. Ha risvegliato le paure, se non l’allarme, sul possibile ritorno di tali armi dopo la volta del 6 e 9 agosto 1945. Questo è ciò che accade quando l’uomo nell’ufficio ovale comincia a minacciare di far piovere “fuoco e fiamme come il mondo non ne ha mai visto prima” su un altro paese o, come ha oscuramente fatto durante la campagna elettorale, dichiara che in fatto di ordigni atomici “per me la devastazione è molto importante”.

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Il Lavoro è Finito

fabbrica abbandonata

Estratto dal Manifesto Contro il Lavoro, scritto dal Gruppo Krisis. Pubblicato il 31 12 1999 su krisis.org.

Dopo la Seconda guerra mondiale, e per un breve periodo storico, poté sembrare che la società del lavoro si fosse consolidata nelle industrie fordiste in un sistema di perenne prosperità, nel quale l’insopportabile fine a se stesso potesse essere soddisfatto in maniera duratura, grazie al consumo di massa e allo Stato sociale. A prescindere dal fatto che questa è stata sempre un’idea da ilota democratico, e che si riferiva per di più soltanto a una piccola minoranza della popolazione mondiale, essa doveva rivelarsi sbagliata anche al centro del sistema. Con la terza rivoluzione industriale della microelettronica il lavoro si scontra con il suo limite storico assoluto.

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Le Origini Politico-razziste della Guerra alla Droga

prigione

Di James C. Wilson. Originale pubblicato il 17 aprile 2016 su Center for a Stateless Society con il titolo The Racist and Politically Motivated Origins of the War on Drugs. Traduzione di Enrico Sanna.

In primo piano questo mese su Harper’s Magazine, Dan Baum racconta una sua conversazione con l’ex consigliere per la politica interna di Nixon John Ehrlichman, condannato come co-cospiratore nel caso Watergate. Baum dice di aver appreso nel 1994 da Ehrlichman che la guerra alla droga di Nixon era intesa come un attacco contro i neri e gli antimilitaristi.

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La Ue Impoverisce i Paesi già Poveri

elefante

Di Joseph Hackett. Originale pubblicato su Capx il 18 luglio 2017 con il titolo The Eu is Making Poor Countries Poorer. Traduzione di Enrico Sanna.

Nota mia: Ho tradotto gli ultimi due paragrafi pur trattandosi di una ridicola bugia e autocelebrazione (l’autore è un sostenitore attivo del Brexit). Dire che la Gran Bretagna, con o senza la Ue, con il terzo mondo sarà qualcosa di diverso dalla solita accozzaglia di pidocchiosi sfruttatori razzisti è roba da olimpiadi delle cazzate e l’autore farebbe bene a presentarsi e ritirare il primo, secondo e terzo premio. Nella sua filippica, però, dice cose interessanti della Ue. Bisogna sempre ascoltare il bue che dice cornuto all’asino. Adesso speriamo che qualche altro cazzone risponda per la Ue.

L’Unione Europea ama presentarsi come forza del bene, che genera aiuto e sviluppo tra le società più povere del mondo. Si vanta del suo programma di aiuti da 13 miliardi e si definisce “il donatore più generoso al mondo”. Crede davvero di essere più magnanima di Stati Uniti, Russia o Cina.

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Il Partito della Nazione

Politico

Di Alessandra Daniele. Originale pubblicato su Carmilla online il 13 agosto 2017.

– Le recenti iniziative del governo hanno provocato il ritiro delle principali ONG dall’attività di soccorso nello Stretto di Sicilia – la conduttrice si rivolge al deputato PD – Come rispondete alle accuse d’aver messo in secondo piano le esigenze umanitarie?

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