Controsenso in Tangenziale

parola

Di Claudio Paolucci. Fonte: Che Fare, 27 giugno 2018.

Immagino che il richiamo non immediatamente colto sarà chiaro tra poco. Del resto, uno dei tratti caratterizzanti del mondo contemporaneo, su cui non si è ancora riflettuto a sufficienza, è la svalutazione del sapere. E non parlo soltanto della pur evidentissima svalutazione del prestigio sociale dei lavori legati alla cultura, ma proprio dell’indifferenza generalizzata nei confronti dei valori della conoscenza, che non sono più considerati desiderabili e degni di sforzo, come lo sono ad esempio quelli legati all’estetica o all’economia.

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Rom, Anatemi, Tweet e Paura

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Di Carmen Pellegrino e Anna Stefi. Pubblicato originariamente su Doppio Zero il 20 giugno 2018.

Non si sono oscurate d’improvviso le luci del cielo, né per le strade si sono levate barricate. La storia e lo sguardo retrospettivo consentono di vedere con chiarezza i fenomeni, stabiliscono gli inizi, il decorso, la durata. Rintracciano le radici. Forse dovremmo, con coraggio, provare a fare uno sforzo di immaginazione: proiettarci un poco più in là e guardare al nostro tempo.

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La Fine della Politica

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Di Robert Kurz. Originale pubblicato su francosenia il 18 aprile 2016.

Come mostrano sempre più chiaramente le sue circostanze e i suoi svolgimenti, la “crisi della politica” non significa solo la perdita della sua enfasi e della sua ipostatizzazione storica, di modo che adesso potrebbe magari continuare tranquillamente come un sottosistema ridimensionato e senza illusioni, corrispondendo così alla sua vera nudità funzionalistica. Diventano visibili– o entrano nella coscienza pubblica– quelle strutture che in quanto “condizioni di possibilità” della politica hanno costituito finora lo sfondo silenzioso dell’intero processo sociale, ma che adesso si fanno notare come disturbi funzionali basilari.

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Aspirazioni e Sopportazioni

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Di Wilhelm Reich. Estratto da Psicologia di Massa del Fascismo.

Esistevano movimenti socialisti e aspirazioni socialiste molto prima che esistessero le nozioni scientifiche sulle premesse sociali del socialismo. Da millenni infuriavano le lotte degli oppressi contro i loro oppressori. Erano state queste lotte che avevano generato la scienza delle aspirazioni di libertà da parte degli oppressi, e non il contrario come ritiene chi ha un carattere fascista. I socialisti subirono, proprio negli anni dal 1918 al 1938, cioè negli anni in cui ebbero luogo giganteschi avvenimenti sociali, le più dure sconfitte.

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L’illusione di un Governo Mondiale

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Di Ernst Lohoff. Originale pubblicato su krisis.org il 31 dicembre 1996 con il titolo La ilusión del Estado mundial. Traduzione di Enrico Sanna.

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La dittatura universale delle merci e del denaro ha fatto esplodere il quadro delle autonomie regionali e locali per produrre un contesto mondiale. Se per i nostri predecessori l’internazionalismo era una questione d’onore, per noi è diventato una realtà quotidiana che prescinde dalle valutazioni morali. Oggi chi monta su una bicicletta di marca “tedesca” può stare sicuro che i suoi componenti sono stati fabbricati almeno in dieci paesi diversi da lavoratori di settanta nazionalità diverse. Una famosa catena mondiale della ristorazione rivela con la massima serietà che i suoi prodotti hanno assolutamente lo stesso sapore in tutte le sue filiali, da Buenos Aires a Mosca a Holzminden. Tutte le industrie concorrono alla distruzione delle foreste tropicali e all’allargamento del buco nell’ozono. È già da tempo che le diverse regioni del mondo, in termini economici, ecologici e di cultura quotidiana, formano un sistema di vasi comunicanti. Questa constatazione indiscutibile porta ad una conclusione. Se gli stati nazionali, di fronte all’impossibilità di controllare a livello mondiale i flussi finanziari e migratori e l’inquinamento ambientale, hanno raggiunto oggi il limite delle loro capacità di intervento, non dovrebbero essere organizzazioni internazionali come l’Unione Europea o le Nazioni Unite, prima o poi, a prendere il loro posto?

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L’abusiva Legittimità

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Di Giovanni Tenorio. Originale pubblicato su Libertino il 27 gennaio 2018.

Recensione di: Fabio Massimo Nicosia, L’abusiva Legittimità.

L’anarchismo non è per niente semplice. Si ha un bel dire: “Aboliamo lo Stato”. Sorgono subito due problemi: come? In cambio di che cosa? Se il primo è di soluzione tutt’altro che ovvia, il secondo è tale da far tremare le vene e i polsi. Al male spesso è succeduto il peggio, come ben sapeva quella vecchietta che pregava per la buona salute del tiranno di Siracusa, nel timore che alla di lui morte potesse arrivarne uno ancor più crudele.

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