La Sovranità della Polizia

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Di Giorgio Agamben. Fonte: The Anarchist Library.

Tra le lezioni meno ambigue apprese dalla Guerra nel Golfo c’è che finalmente è stato introdotto il concetto di sovranità nella figura della polizia. La nonchalance con cui l’esercizio di un particolare ius belli è stato qui mascherato da semplice “operazione di polizia” non può essere considerata una cinica mistificazione (come hanno fatto alcuni critici giustamente sdegnati). La caratteristica più spettacolare di ciò è forse che le ragioni presentate a giustificazione non possono essere liquidate come sovrastrutture ideologiche impiegate per celare un piano nascosto. Al contrario, l’ideologia è penetrata così profondamente nella realtà che le ragioni dichiarate devono essere prese col loro senso rigorosamente letterale, soprattutto quelle riguardanti l’idea di un nuovo ordine mondiale. Questo non significa, però, che la Guerra nel Golfo sia stata una salutare limitazione della sovranità statale in quanto costretta a fare da poliziotto al servizio di un organismo sovranazionale (che è ciò che apologisti e giuristi improvvisati hanno cercato, in malafede, di dimostrare).

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Le Origini della Polizia

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Di David Whitehouse. Pubblicato su Umanità Nova il 19 luglio 2016. Traduzione a cura di Cristina Tonsig.

In Inghilterra e negli Stati Uniti, la polizia è stata inventata nel giro di pochi decenni, approssimativamente dal 1825 al 1855.

La nuova istituzione non era una risposta ad un aumento della criminalità, e non ha portato a nuovi metodi per contrastarla. Il modo più comune per le autorità di risolvere un crimine, prima e dopo l’invenzione della polizia, è che qualcuno deve dire loro chi l’ha commesso.

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Il Disastroso Manifesto degli Studenti di Parkland

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Di Jane Louise. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 28 marzo 2018 con il titolo Everything Wrong with the Parkland Student’s Manifesto. Traduzione di Enrico Sanna.

Sabato 24 marzo gli studenti della scuola di Parkland sopravvissuti alla strage hanno guidato migliaia di persone in una “Marcia per la Nostra Vita” contro la violenza armata. Il giorno prima avevano pubblicato un loro “manifesto”, un elenco di richieste intese a prevenire future violenze. La violenza atterrisce, e vivere una di queste stragi scolastiche lascia un trauma che pochi di noi possono capire. Detto ciò, un elenco di proposte dettate dalla paura, scritte senza considerare attentamente le conseguenze indesiderate, serve solo a menare il can per l’aia. Questi i problemi insiti nelle proposte avanzate dagli studenti di Parkland:

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La Lezione di Roma sulla Polizia Democratica

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Di Lorenzo. Pubblicato su umanitanova il 27 agosto 2017.

Quanto è avvenuto a Roma a partire dal 19 agosto scorso, quando è iniziato lo sgombero di uno stabile di proprietà di un fondo di investimento occupato da dei rifugiati etiopi ed eritrei, ha reso evidente quanto accade quotidianamente in tutto il paese. La violenza esercitata per mettere in atto lo sgombero dei rifugiati in Via Curtatone, l’accanimento contro coloro che dopo lo sgombero erano rimasti in Piazza Indipendenza, il barbaro inseguimento a Termini di persone a cui ufficialmente lo Stato italiano sta garantendo la tutela dell’asilo per le persecuzioni che subiscono nei propri paesi d’origine, ma che vengono anche qui braccate, ferite e offese proprio dagli apparati statali.

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Un’altra Vittima del Proibizionismo

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[Di Robertino. Pubblicato su Umanità Nova il 21 febbraio 2017.]

Da ormai un quarto di secolo,‭ ‬da quando i nuclei cinofili di Carabinieri,‭ ‬Finanza e Polizia vennero rinfoltiti ai tempi dell’ennesima War On Drugs all’italiana dichiarata da Bettino Craxi prima di essere travolto da Tangentopoli,‭ ‬gli interventi dei cani antidroga e delle pattuglie annesse nelle scuole sono diventati uno dei must di ogni anno scolastico,‭ ‬peggio del ballo annuale nei telefilm di Happy Days,‭ ‬ma finalmente negli ultimi anni stanno iniziando a incontrare ribellione e proteste.‭

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Asinara e Pianosa, due Magnifiche Isole di Concentramento

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Carmelo Musumeci dà spazio a Francesca De Carolis, in particolare alla sua postfazione al libro curato da Pasquale De Feo Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41 bis (Sensibili alle foglie, Roma 2016, pp. 112, € 13,00).

Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi. E di tutto quel che ne è seguito, a proposito di allarmi, emergenze, invocazioni e promesse di misure “speciali”, annunci di modifiche di pezzi di Costituzioni… Difficile in questi momenti non farsi sovrastare dalla commozione, non farsi annebbiare la mente da paure, anche irrazionali. Ma ancora una volta ho tremato al pensiero di reazioni e provvedimenti che vanno nel senso di sospensioni del diritto, che spianano la via a violenze e orrori, da infliggere ad “altri”. Nemici di turno, senza andare troppo per il sottile.

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