Il Disastroso Manifesto degli Studenti di Parkland

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Di Jane Louise. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 28 marzo 2018 con il titolo Everything Wrong with the Parkland Student’s Manifesto. Traduzione di Enrico Sanna.

Sabato 24 marzo gli studenti della scuola di Parkland sopravvissuti alla strage hanno guidato migliaia di persone in una “Marcia per la Nostra Vita” contro la violenza armata. Il giorno prima avevano pubblicato un loro “manifesto”, un elenco di richieste intese a prevenire future violenze. La violenza atterrisce, e vivere una di queste stragi scolastiche lascia un trauma che pochi di noi possono capire. Detto ciò, un elenco di proposte dettate dalla paura, scritte senza considerare attentamente le conseguenze indesiderate, serve solo a menare il can per l’aia. Questi i problemi insiti nelle proposte avanzate dagli studenti di Parkland:

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La Lezione di Roma sulla Polizia Democratica

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Di Lorenzo. Pubblicato su umanitanova il 27 agosto 2017.

Quanto è avvenuto a Roma a partire dal 19 agosto scorso, quando è iniziato lo sgombero di uno stabile di proprietà di un fondo di investimento occupato da dei rifugiati etiopi ed eritrei, ha reso evidente quanto accade quotidianamente in tutto il paese. La violenza esercitata per mettere in atto lo sgombero dei rifugiati in Via Curtatone, l’accanimento contro coloro che dopo lo sgombero erano rimasti in Piazza Indipendenza, il barbaro inseguimento a Termini di persone a cui ufficialmente lo Stato italiano sta garantendo la tutela dell’asilo per le persecuzioni che subiscono nei propri paesi d’origine, ma che vengono anche qui braccate, ferite e offese proprio dagli apparati statali.

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Un’altra Vittima del Proibizionismo

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[Di Robertino. Pubblicato su Umanità Nova il 21 febbraio 2017.]

Da ormai un quarto di secolo,‭ ‬da quando i nuclei cinofili di Carabinieri,‭ ‬Finanza e Polizia vennero rinfoltiti ai tempi dell’ennesima War On Drugs all’italiana dichiarata da Bettino Craxi prima di essere travolto da Tangentopoli,‭ ‬gli interventi dei cani antidroga e delle pattuglie annesse nelle scuole sono diventati uno dei must di ogni anno scolastico,‭ ‬peggio del ballo annuale nei telefilm di Happy Days,‭ ‬ma finalmente negli ultimi anni stanno iniziando a incontrare ribellione e proteste.‭

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Asinara e Pianosa, due Magnifiche Isole di Concentramento

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Carmelo Musumeci dà spazio a Francesca De Carolis, in particolare alla sua postfazione al libro curato da Pasquale De Feo Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41 bis (Sensibili alle foglie, Roma 2016, pp. 112, € 13,00).

Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi. E di tutto quel che ne è seguito, a proposito di allarmi, emergenze, invocazioni e promesse di misure “speciali”, annunci di modifiche di pezzi di Costituzioni… Difficile in questi momenti non farsi sovrastare dalla commozione, non farsi annebbiare la mente da paure, anche irrazionali. Ma ancora una volta ho tremato al pensiero di reazioni e provvedimenti che vanno nel senso di sospensioni del diritto, che spianano la via a violenze e orrori, da infliggere ad “altri”. Nemici di turno, senza andare troppo per il sottile.

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Stanchi di Sanguinare

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[Di Brian Nicholson. Originale pubblicato sul blog Pyschopolitik il 23 luglio 2016, ripubblicato su Center for a Stateless Society il 26 luglio 2016 con il titolo Tired of Bleeding. Traduzione di Enrico Sanna.]

Dall’episodio di Ferguson in poi, sono sempre più (e più, e più…) i cadaveri sulla coscienza della polizia americana. Sembra che ogni giorno ci sia un nuovo caso. L’ultima vita spenta dalla polizia apparteneva a Sandra Bland: fermata in Texas per aver cercato di togliersi di mezzo all’arrivo di un auto della polizia senza mettere la freccia, trascinata fuori dalla sua auto, aggredita, arrestata per non essersi inginocchiata davanti al poliziotto che l’aveva fermata e per aver continuato a fumare nella Sua Dannata Automobile. Più tardi è stata trovata morta in cella. La polizia dice che si è suicidata; ma la vicenda è molto sospetta, e si indaga sulla morte.

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Storia di Due Dogane

[Di Philippe Gastonne. Originale pubblicato su The Daily Bell il 29 aprile 2015 con il titolo A Tale of Two Borders. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Da un articolo del New York Times:

Pechino – Quando due anni fa Li Nanyang arrivò in Cina proveniente da Hong Kong, portò con sé qualcosa ampiamente anticipato da molti storici e pensatori cinesi: alcune dozzine di copie delle memorie di suo padre. Li Rui, ex funzionario del partito comunista in pensione, raccontava nel libro, vista dall’interno e senza tanti giri di parole, la sua esperienza ai vertici.

Mentre la signora Li passava alla dogana dell’aeroporto, le autorità le sequestrarono il libro, un’esperienza condivisa da sempre più cinesi che tornano a casa.

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