La Modernizzazione della Povertà

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Di Ivan Illich

Al di là di una certa soglia, il moltiplicarsi delle merci induce impotenza, genera l’incapacità di coltivare cibo, di cantare, di costruire. La fatica e il piacere della condizione umana diventano un privilegio snobistico riservato a pochi ricchi. Al tempo in cui Kennedy varò l’Alleanza per il progresso, c’erano ad Acatzingo, come in quasi tutti i villaggi del Messico, quattro gruppi di musicanti; suonavano in cambio di qualche bicchiere, e servivano gli ottocento abitanti. Oggi giradischi e radio collegati ad altoparlanti strozzano i talenti locali. Ogni tanto, per nostalgia, si fa una colletta e in occasione di qualche festa si fa venire dall’Università un complesso di studenti fuori corso a cantare le vecchie canzoni.

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Al Diavolo le Buone Intenzioni

pobres y ricos en México

[Di Ivan Illich. Titolo originale: To Hell with Good Intentions. Traduzione di Enrico Sanna.]

Discorso di Monsignor Ivan Illich alla conferenza sul Progetto Studentesco InterAmericano tenutasi a Cuernavaca, in Messico, il 20 aprile 1968. Con il suo stile pungente e talvolta sarcastico, Illich va al cuore del grave pericolo rappresentato dal paternalismo insito in ogni volontariato, ma soprattutto nelle “missioni” internazionali. Alcune parti del discorso sono desuete e devono essere viste nel contesto del 1968, quando si tenne la conferenza, ma l’impianto base rimane integro per via dell’impatto che ha e su richiesta di Ivan Illich.
Grazie a Nick Royal, Tim Stanton e Steve Babb per aver aiutato a trovare questo discorso.

Oggi, parlando con qualcuno mi hanno colpito due cose, che voglio rimarcare prima di iniziare il discorso che ho preparato.

Sono rimasto colpito dalle vostre parole secondo cui a spingere i volontari americani ad andare all’estero sono concetti e sentimenti di profonda alienazione. Sono rimasto colpito anche da quello che io interpreto come un passo avanti tra volontari come voi: il riconoscimento dell’idea che l’unica cosa che potete lecitamente chiamare volontaria in America Latina è forse l’impotenza, la presenza volontaria di chi riceve che, in quanto tale, amato o adottato, non può in alcun modo rendere il dono.

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Stop ai Fondi Ue Contro la Fame

I Paesi del Nord bloccano il sistema europeo di sostegno ai bisognosi. E Roma ha presentato con mesi di ritardo il piano alternativo. Quattro milioni di persone sono senza aiuti.

[Di Federico Fubini. Originale pubblicato il 21 settembre 2014 su repubblica.it con il titolo Stop ai fondi Ue contro la fame, colpa di Germania e Italia. “Così 4 milioni di persone sono senza aiuti”.]

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Dopo una lunga carriera come maestra, di recente Cristina Danese ha iniziato a notare qualcosa che le ricorda l’infanzia: bambini affamati fra i banchi di scuola, a Milano. Quello che questa insegnante non sa è che la malnutrizione che grava su milioni di persone nell’Italia del 2014 non è solo frutto della crisi più lunga nella storia nazionale. È anche uno scandalo politico, consumato nel silenzio, che chiama in causa molti protagonisti: la burocrazia e il governo, lenti nel chiedere a Bruxelles le centinaia di milioni di euro che spettano all’Italia per la lotta contro la fame; il governo precedente, che ha dedicato poco più che spiccioli all’emergenza alimentare proprio mentre questa stava esplodendo e gli aiuti europei stavano per bloccarsi; e il governo di Berlino, impegnato a decurtare ogni sostegno della Ue agli indigenti nel momento in cui l’Europa brucia nella recessione e nei sacrifici chiesti ai cittadini per uscirne.

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A Proposito di Gates e Povertà

[Di Marc Faber. Originale pubblicato su drmarcfaber il 3 febbraio 2014 con il titolo Marc Faber on Bill Gates and Poverty. Traduzione di Enrico Sanna.]

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La povertà nel mondo è uno dei problemi economici e sociali che più mi preoccupano. Come facciamo a ridurre, o addirittura eliminare, la povertà? Io non ho una risposta. In una sua lettera pubblicata recentemente dal Wall Street Journal, Bill Gates, basandosi sul rapporto 2013 della sua fondazione, cerca di indicare alcune soluzioni possibili. Vi rimando a quello che ha scritto Gates, anche se ho seri dubbi riguardo l’“aiuto” come proposto da lui. Comunque sia, vale la pena dare uno sguardo al rapporto annuale pubblicato dalla sua fondazione.

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