Tutta la Scienza è Parassitaria

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Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il primo febbraio 2016 con il titolo Je Suis #ResearchParasite. Traduzione di Enrico Sanna.

In un editoriale pubblicato sul New England Journal of Medicine (“Data Sharing,” 21 gennaio), Dan Longo e Jeffrey Drazen inventano un nuovo curioso termine: “parassita della ricerca”. Gli autori in teoria dicono: Condividere le informazioni è bello. Ma all’atto pratico è una di quelle cose che, buone in teoria, nella realtà non vanno bene. “Il timore principale è che qualcuno che non contribuisce alla produzione e alla raccolta delle conoscenze possa non capire le scelte fatte nel definire i parametri.”

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Gli Sfruttatori della Proprietà Intellettuale*

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*Pochi i proprietari e pochi gli intelletti

Di Anup Shah. Originale pubblicato su Global Issues il 2 luglio 2007 con il titolo Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights. Traduzione di Enrico Sanna.

Una delle questioni economiche che, tra le tante, generano tensioni, è quella degli accordi sulla proprietà intellettuale che definiscono come proteggere un prodotto dalla pirateria. Se è vero che una giusta remunerazione dello sforzo intellettuale è una cosa ragionevole, la politica e i condizionamenti del potere hanno finito per influire sul modo in cui il sistema dei brevetti funziona definendo cosa può e cosa non può essere brevettato.

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Gli Eroi del Diritto di Riparare

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[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 20 agosto 2016 con il titolo Right-to-Repair Activists are Heroes. Traduzione di Enrico Sanna.]

La “proprietà intellettuale” serve unicamente ad imporre la scarsità contro l’abbondanza; ovvero a imporre cose, che per natura dovrebbero costare meno grazie al progresso, per renderle artificialmente costose. Il caso più evidente è la guerra portata avanti dalle aziende contro il diritto dei loro clienti di riparare ciò che hanno acquistato. Fortunatamente, come nota Emily Matchar su Smithsonian (“The Fight for the ‘Right to Repair”, 13 luglio) ci sono attivisti che lottano per questo diritto di riparare.

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La Proprietà Intellettuale Gonfia la Rana Zuckerberg

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[Di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 21 febbraio 2017 con il titolo Intellectual Property Rights Give Zuckerberg His Fake Size. Traduzione di Enrico Sanna.]

Facebook Punta a Riconnettere la Vostra Vita. State Attenti… Il manifesto del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, scritto in risposta alle accuse dirette al social sulla scia dell’aspra campagna elettorale americana, è un documento agghiacciante, distopico. Dimostra come Facebook (lanciata cinque anni fa per, come disse lui, “ampliare le possibilità delle persone di fare e mantenere relazioni”) stia diventando una sorta di stato extraterritoriale governato da un piccolo governo non eletto che si appoggia pesantemente su algoritmi di proprietà privata per fare ingegneria sociale.

Mark Zuckerberg è uno dei giovani più ricchi della terra, con un’azienda che abbraccia tutto il globo. E ora la usa per definire quali notizie sono false e quali no. E per farsi aiutare è ricorso a siti come Snopes.

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Proprietà Intellettuale e Parassitismo

[Di William Gillis. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 29 luglio 2014 con il titolo Jaron Lanier, “Intellectual Property” and Parasitism on the System of Violence. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Pare che gli ultra-trentacinquenni non amino altro che sentirsi dire che internet, e il rapido sviluppo culturale sviluppatosi in parallelo, è stato un terribile sbaglio le cui ripercussioni ci perseguiteranno. E poi c’è il mare di scribacchini opportunisti, tutti allineati nel descrivere questo loro spasmo generazionale reazionario come la voce contraria della ragione.

Dicono che occorre un’élite, che chi parla di ingiustizie nelle comunità online è andato avanti per fin troppo tempo, che i sistemi decentrati sono troppo complessi e incomprensibili, che Chelsea Manning e quegli attivisti a cui sta a cuore la libertà su internet sono il paravento dei fratelli Koch, eccetera. Argomenti tanto assurdi quanto arroganti. Ma le recenti dichiarazioni di Jaron Lanier sulle pagine di Quartz meritano sicuramente la coppa.

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