Istituzioni come False Promesse

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Di Travis Rodgers. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 24 giugno 2018 con il titolo Institutions as Corrupted Promises. Traduzione di Enrico Sanna.

La promessa, ovvero la decisione di dedicare a qualcuno la propria opera o le proprie risorse, rappresenta il punto più alto dell’impegno morale. Ma la promessa rivela con la massima chiarezza il nostro impegno profondo solo quando è spontanea e incondizionale. Vedere le istituzioni sociali in termini di promesse permanenti significa evidenziarne gli aspetti auspicabili ma anche porre le basi per una loro critica.

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Il Capitalismo è una Religione Rivelata?

[Di Robert Anton Wilson. Titolo originale: Is Capitalism a Revealed Religion? Traduzione di Enrico Sanna.]

… i miei occhi erano così accecati
che la brama di avere poté più della ragione.
~ Ovidio, Le metamorfosi

Di recente, un mio amico mi ha raccontato una storia che può ben servire da introduzione ad una rubrica di economia. Pare che fosse nel bagno degli uomini intento a vuotare la vescica quando il presidente della società entrò e prese il suo posto presso l’urinale a fianco. Al che al mio amico accadde qualcosa di strano: la sua urina cessò di uscire, per quanto lui ancora sentisse che la vescica era tutt’altro che vuota.

Ora il lettore mi accuserà di voler fare del simbolismo surreale, di essere uno sporcaccione o di avere un senso dell’umorismo pervertito, ma volendo introdurre l’argomento del capitalismo, cominciare dal cesso è secondo me la cosa migliore. Sappiamo tutti, o dovremmo saperlo, che il protestantesimo ha avuto un grosso ruolo nella creazione e nella conservazione dell’ideologia capitalista, e che lo stesso protestantesimo è nato in un cesso.

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I Politici e la Manipolazione delle Masse

[Di Bob Livingston. Originale pubblicato su Personal Liberty il 6 aprile 2015 con il titolo The Politicians and the Manipulated Crowd. Traduzione di Enrico Sanna.]

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In qualunque sistema politico, vitalità e felicità sono proporzionali alla conservazione dell’individualità (opposta alla massa), e dipendono dalla capacità di rigettare le illusioni frutto di manipolazioni.

Più siamo immersi nella coscienza collettiva (della massa), e più siamo manipolati, e più dipendiamo dalle autorità (lo stato). Ogni azione di questa nebulosa chiamata società è calcolata in modo da spingerci verso il gregge privo di volontà e indipendenza, capace solo di rispondere automaticamente all’autorità.

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Le Folle Impazziscono?

Sfatato un altro falso mito? Sfuma un’altra giustificazione dell’invadenza dello stato.

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 19 maggio 2014 con il titolo Madness of Crowds Meme Debunked? One More Big Gov Justification Drains Away. Traduzione di Enrico Sanna.]

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La conoscenza approfondita delle masse… Le masse non sono folli; sono formate da individui fortemente cooperanti tra loro guidati da interessi e obiettivi condivisi… Il criminologo francese dell’ottocento Gabriel Tarde paragonò anche la più civilizzata delle masse a ‘un verme mostruoso la cui sensibilità è diffusa e che pure agisce con movimenti disordinati secondo i dettati della sua testa’… Questa è ancora oggi l’opinione prevalente sul comportamento della folla, ma apparentemente è un’opinione sbagliata. In questi ultimi anni gli psicosociologi hanno scoperto che, lungi dall’essere irrazionali e inconsapevoli, le persone che fanno parte di una folla sono determinate dalla propria natura; è la loro identità sociale che determina il loro comportamento. ~ Aeon

Tema Sociale Dominante: Abbiamo bisogno di un governo forte perché le masse sono folli.

Analisi di Libero Mercato: È opinione comune che la moderna giustizia normativa serva a placare le tensioni tra il diritto di un individuo ad essere lasciato in pace e il diritto di chi non vuole patire le conseguenze delle azioni di pochi.

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Tossicodipendenti Come Attori Razionali

[Di Cathy Reisenwitz. Originale pubblicato su The Freeman il 6 maggio 2014 con il titolo Drug Addicts as Rational Actors. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Come giustificare l’atto di togliere a qualcuno la capacità d’intendere e volere? Prima di tutto, negando che l’abbia mai posseduta.

Da tanto tempo, la stampa popolare e altre fonti informative sull’argomento parlano dei tossicodipendenti come di zombie incapaci di scelte razionali. Helpguide.org descrive la tossicodipendenza come qualcosa che causa “cambiamenti nel cervello”, e che “interferisce con la capacità di pensare chiaramente, giudicare e controllare il proprio comportamento.”

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L’Ossessione del Volo 370

[Di Butler Shaffer. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 9 aprile 2014 con il titolo The Obsession with Flight 370. Traduzione di Enrico Sanna.]

Prima che qualcuno salti alla conclusione dicendo che sono insensibile alle sorti delle 239 persone a bordo del volo 370 della Malaysian Airlines, alle loro famiglie e ai loro amici, lasciatemi dire che io, come tanti altri, provo empatia per la loro sofferenza. Ma c’è qualcosa di più significativo riguardo la morte presunta di queste 239 persone.

È da un mese che l’informazione tradizionale, persone del governo e apparentemente milioni di altre persone, sono ossessionati dal fatto che non si trova non tanto l’aereo, quanto la spiegazione della sua scomparsa. Perché questo interesse galvanizzante? Riguarda il destino delle 239 persone a bordo? Nello stesso lasso di tempo, 682 veterani di guerra si sono suicidati: oltre due volte e mezzo i passeggeri del volo. In passato ci sono stati disastri aerei che hanno fatto più vittime, ma nessuno ha sollevato le stesse preoccupazioni. Terremoti, tsunami, uragani e altri eventi naturali hanno fatto più vittime ma, essendo avvenimenti “naturali”, sono intesi come parte delle incertezze della vita in questa nostra turbolenta astronave. Le guerre hanno causato la morte di milioni di uomini, donne e bambini altrettanto innocenti, ma la maggior parte di noi ha interiorizzato l’idea secondo cui le guerre sono una caratteristica essenziale della “civiltà”. La guerra è data per scontata; è ciò che ci rende “eccezionali”!

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