Abbattere le Statue?

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Franco Romanò

L’iconoclastia è un sentimento complesso che accompagna la storia di tutte le civiltà e che risorge nei momenti in cui i nodi vengono al pettine su temi cruciali e in questi tre mesi e nei successivi, ne sono venuti molti e altri ne verranno. Se ne facciano una ragione coloro che si scandalizzano. La rabbia di chi soffre sul proprio corpo e sulla propria pelle l’oppressione secolare o millenaria di una discriminazione e anche peggio è più che comprensibile e se in momenti di particolare tensione le cose tracimano, invece di stracciarsi le vesti sarebbe meglio offrire una capacità di rivivere e patire insieme. Su tutto il resto occorre discutere e saper distinguere, con pazienza, distinguere ogni volta, senza scandalizzarsi sull’abbattimento delle statue o sulla messa al bando di Via col vento; senza accettare tutto a priori con pelose adesioni acritiche, piuttosto prendendo tutto questo anche con un po’ di ironia, perché nell’iconoclastia c’è sempre anche un aspetto ridicolo, ma che va preso anche quello molto sul serio. Esso consiste nel fatto che spesso i bersagli sono quelli del momento, ma se poi si va oltre ci si rende anche conto che un simbolo o una statua ne tirano un’altra come le ciliegie e a quel punto si comprende che è possibile non ci si fermi più: l’iconoclastia tende sempre ad andare fino in fondo nei suoi momenti acuti. Via Col vento? E che facciamo allora di Tosca, di cui abbiamo ammirato la pregevole messa in scena di Livermore il 7 dicembre scorso, quando la pandemia c’era già ma non lo sapevamo? La storia è quella di un ricatto sessuale che porta a un suicidio.

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Ecco i Migliori!

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Fonte: Tracking Extinction, 27 giugno 2020.

L’estinzione e la schiavitù sono un trauma globale

Il razzismo nei confronti dei neri Africani ha le stesse origini della crisi di estinzione. Ricalca gli stessi schemi psichici dell’indifferenza istituzionalizzata per il destino delle specie animali. Appartiene allo stesso schema di civiltà. Tutte le ferite sono state suturate in una unica cicatrice. Questo è il nostro presente nel terzo decennio del XXI secolo.

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Razzismo e Antirazzismo nei Libri di Testo

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Di Mical Nelken. Fonte: Lavoro culturale, 15 giugno 2020.

La critica al razzismo americano come strumento di auto-assolvimento.

Perché la morte di George Floyd, un uomo afroamericano, ha suscitato in Italia questo senso di sdegno, dolore, rivendicazione febbrile dei diritti civili per le persone nere oltreoceano ma lo stesso livello di sdegno e dimostrazioni di solidarietà, non sono stati messi in pratica, con questa velocità e potenza, per protestare contro le – molte – persone nere uccise in questo paese dal razzismo?

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Urge un Incendio!

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Di André Luiz Barbosa da Silva. Fonte: Disparada. Titolo originale: George Floyd assassinado pela polìcia: ninguém mais é capaz de respirar. Traduzione di Enrico Sanna.

George Floyd assassinato dalla polizia: nessuno può più respirare

La carne più economica sul mercato è quella nera
che al carcere ci va gratis
E avvolta nella plastica
Che va gratis alla sottoccupazione
E all’ospedale psichiatrico.[1]

George Floyd è un altro negro vittima della violenza selettiva dello stato, un altro negro vittima della violenza della società delle merci. George Floyd è Amarildo, Marielle Franco, João Victor, João Pedro, una delle tante vittime di una società che puzza di morte.

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Passanti

©Sergej Tunin-Russia

Di Alessandro dal Lago. Fonte: gabriellagiudici.it.

Introduzione a Lo straniero e il nemico, Materiali per l’etnografia contemporanea, Costa & Nolan, Genova 1998. Analisi etnografica dell’ostilità crescente verso gli stranieri nelle società contemporanee.

A partire da Abramo, la condizione dello straniero respinto dalla città è un mito fondativo della tradizione ebraico-cristiana. Popolo per definizione di stranieri, nell’esilio egiziano o nella cattività babilonese, tra le genti di Canaan o sotto il tallone romano, nella diaspora e nelle persecuzioni che ne scandiscono la storia fino allo sterminio, gli ebrei incarnano il doppio ruolo di matrice della nostra cultura e di testimonianza della sua storica colpa.

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Il Femminismo delle Zingare

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Di Gioacchino Toni. Fonte: Carmilla online 14 dicembre 2018.

Laura Corradi, Il femminismo delle Zingare. Intersezionalità, alleanze, attivismo di genere e queer, Mimesis, Milano-Udine, 2018, pp. 162, € 15,00

«Questo è un libro fondamentale e altamente stimolante, che racconta un mondo di lotte e resistenze femministe trascurate sino a oggi» ~ Silvia Federici

«[Il libro] ripropone e rilancia un principio pratico del femminismo radicale: la questione non è mai occuparsi di “donne rom”, in quanto vittime, bensì di entrare in relazione per potenziarsi a vicenda, vedendo la forza di un’altra, di altre, in quel che vanno esprimendo ed elaborando, all’incontro tra biografie, lotte, percorsi di liberazione» ~ Federica Giardini

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