Rom, Anatemi, Tweet e Paura

donna rom

Di Carmen Pellegrino e Anna Stefi. Pubblicato originariamente su Doppio Zero il 20 giugno 2018.

Non si sono oscurate d’improvviso le luci del cielo, né per le strade si sono levate barricate. La storia e lo sguardo retrospettivo consentono di vedere con chiarezza i fenomeni, stabiliscono gli inizi, il decorso, la durata. Rintracciano le radici. Forse dovremmo, con coraggio, provare a fare uno sforzo di immaginazione: proiettarci un poco più in là e guardare al nostro tempo.

Continua a leggere

Annunci

Ma Dimmi Tu Questi Negri

madimmitu

Originale pubblicato su Casteddu Online il 17 agosto 2017.

“Ma dimmi tu questi negri”: facebook censura poeta cagliaritano. Ripetutamente il noto social network cancella la poesia di Andrea Ivaz Melis, poeta cagliaritano. Numerosi i tentativi di rilanciare la poesia da parte di tanti utenti. “Ho perso il conto”, scrive Melis nella propria pagina facebook, “tra prima e dopo la cancellazione una poesia che prova a contrastare il razzismo imperante ha girato molte migliaia di persone. E continua a farlo dopo una settimana.

Continua a leggere

Frontiere Aperte Unica Speranza

bw-border-wall

Il muro che separa Nogales, negli Stati Uniti, da Nogales, in Messico

Di Emmi Bevensee. Originale pubblicato il 6 settembre 2017 con il titolo Open Borders are Our Only Hope. Traduzione di Enrico Sanna.

Tribalismi e Frontiere Nazionali

Tra i tanti pericoli degli stati nazione con le loro frontiere ci sono due paradigmi, nazionalismo e tribalismo, che sfruttano le ossessioni per giustificare la violenza. Semplificando, il tribalismo crea gruppi disumanizzando l’“altro”, categorizza idealmente le persone secondo una qualche differenza (per quanto minima) e vede nel valore di qualcuno il detrimento del proprio gruppo o della propria “comunità”.

Continua a leggere

Il Razzismo Nazista

Eugenics

Estratto da: George Fredrickson, Racism: A Short History. Traduzione di Enrico Sanna.

Chiunque abbia letto attentamente il Main Kampf, scritto nel 1924 quando Hitler era in carcere per il fallito “putsch della birreria” (Monaco, 1923), può dubitare che l’odio e la paura degli ebrei fosse l’ossessione principale dietro il movimento politico da lui guidato e personificato. Il testo rivela la sincerità del fanatico, più che l’ipocrisia del demagogo, quando Hitler parla di “minaccia ebraica” (è dubbia la sua dedizione “socialista” alla causa delle classi lavoratrici). Per Hitler, gli ebrei erano responsabili della sconfitta della Germania, del suo collasso economico, e della minaccia posta dalla Rivoluzione Russa e dall’ascesa del bolscevismo.

Continua a leggere

La Nube e la Tempesta

L’«identità» è la versione liscia della parola «razza»?

race-laws

Ovvero, come l’estrema destra porta avanti la battaglia del linguaggio

Di Nicolas Lebourg. Pubblicato su francosenia.blogspot.com. Originale pubblicato il 25 agosto 2017 su Slate.

La difficoltà consiste innanzitutto nel definire il politicamente corretto- In Francia, è un fatto acquisito che il fenomeno è dovuto all’influenza, presumibilmente debilitante, degli Stati Uniti. Nel 1996, Philippe de Villiers ha pubblicato un Dizionario del Politicamente Corretto, in cui affermava di essere un archeologo del linguaggio, e spiegava che il “politicamente corretto” sarebbe una “tirannia della minoranza” a beneficio della globalizzazione, e che sarebbe stata imposta alla Francia da Bruxelles, dopo che era nata dall’altra parte dell’Atlantico. Ma, negli Stati Uniti, il “politicamente corretto” è stato denunciato dalla destra conservatrice come una “francesizzazione” dei costumi… Una disputa fra la Francia e gli Stati Uniti nella quale ognuno vuole attribuire all’altro la paternità di un fenomeno: come esprimere meglio a parole la difficile immagine del politicamente corretto?

Continua a leggere

Se Questo è Umano

*

Di Alessandra Daniele. Pubblicato originariamente su Carmilla online.

Tutti i migranti che raggiungono, o raggiungevano il nostro paese sono dei sopravvissuti.

Innanzitutto alle guerre, alle persecuzioni, ai bombardamenti, all’ISIS, alla fame, alla miseria, ai disastri climatici e socioeconomici causati nei loro paesi da secoli di sfruttamento colonialista.

Poi al viaggio attraverso il deserto, che è sempre un calvario tra fame, sete, fatica, aggressioni, e costante pericolo di morte.

Continua a leggere