La Strategia dello Sviluppo Sostenibile

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Di Antithesis

«Nella sua forma statale e regolamentata, la “lotta contro l’inquinamento” è tenuta, in un primo momento a supporre non più di nuove specializzazioni, ministeri, posti di lavoro per i ragazzi e promozioni all’interno della burocrazia. L’efficacia della lotta sarà perfettamente in sintonia con tale approccio. Mai esso porterà ad una reale volontà di cambiamento, fino a che l’attuale sistema di produzione non sarà del tutto trasformato.» ~ Guy Debord, Il pianeta malato

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A Caccia di Arcobaleni Distopici

[Di Stewart Dompe e Adam C. Smith. Originale pubblicato su The Freeman l’8 aprile 2014 con il titolo Chasing Dystopian Rainbows. Traduzione di Enrico Sanna.]

Geroglifico mayaRaramente i profeti portano buone notizie. Per comparire sui giornali devi dire che il mondo sta per finire. Aggiungi una porzione di pessimismo nero, e pizzico di apocalisse, e l’ascolto si allarga.

Le ultime previsioni sul futuro dell’umanità usano lo stesso approccio drammatico. Uno pensa ai soliti: il calendario dei Maya, gli evangelici radicali che interpretano la bibbia ebraica. No. Apparentemente, la visione pessimista nasce dal consenso della comunità scientifica. O così dicono.

Giusto poche settimane fa l’Ipcc dell’Onu ha rilasciato il suo rapporto, che dice che se non affrontiamo con decisione i cambiamenti climatici tutta l’umanità diventerà un ammasso caotico e vulnerabile, con disastri a profusione, carestie e altre immagini deprimenti in prospettiva. Nonostante il tentativo di scioccare e spaventare, il rapporto non offre nulla di nuovo. Non vogliamo dire che il futuro non riserva problemi, ma solo ricordare che, se si vuole proporre una soluzione, occorre prima inquadrare il problema con precisione. Anche i principali sostenitori del cambiamento climatico, viste le grosse imprecisioni nelle previsioni, dibattono sulla forza dei loro modelli.

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L’Uomo non È la Causa del Riscaldamento Globale

Il co-fondatore di Greenpeace, Patrick Moore, smentisce le teorie che parlano di riscaldamento globale provocato dall’uomo.

[Daily Caller. Originale pubblicato su dailycaller.com il 25 febbraio 2014 con il titolo Greenpeace co-founder: No Scientific evidence on man-made global warming. Traduzione di Enrico Sanna.]

Patrick Moore

Non ci sono prove scientifiche del fatto che l’attività umana stia causando il riscaldamento del pianeta, sostiene il co-fondatore di Greenpeace Patrick Moore, che il diciotto febbraio ha testimoniato davanti al senato americano.

Moore ha sostenuto che non ci sono prove scientifiche del fatto che l’uso di combustibili fossili sia responsabile del riscaldamento di quest’ultimo secolo. La terra sta vivendo un periodo insolitamente freddo, ha aggiunto, e un po’ di riscaldamento sarebbe un bene.

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