O Burro o Cannoni

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Di Murray Bookchin. Estratto da State Capitalism in Russia, 1950. Traduzione di Enrico Sanna.

Se la crescita industriale della Russia ha qualche significato, si riferisce principalmente all’industria degli armamenti. E lo stesso si può dire di tutto il mondo capitalista. L’industria degli armamenti è oggi il lubrificante dell’intero sistema e cresce più della produzione di beni di consumo proprio perché è l’unico settore che può coesistere con il depauperamento dello stile di vita. Cannoni, carrarmati, aerei, armi di ogni genere sono un’esplosione di spreco.

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I Governi Sono Ingannatori

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[Di Lev Tolstoj. Originale pubblicato su coaloalab.altervista.org. Traduzione di Roberto Coaloa.]

Il secolo e la sua fine non significano nel linguaggio evangelico il termine e l’inizio di un periodo di cento anni, ma la fine di una concezione della vita, di una credenza, di un mezzo di comunione tra gli uomini, e il principio di una nuova visione del vivere, di una nuova religione, di un nuovo strumento di comunione tra gli individui.

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Incomprensioni sulla Russia

[Di Stanislav. Originale pubblicato su Mat Rodina il 9 marzo 2015 con il titolo Getting Russia Wrong All the Way to War. Traduzione di Enrico Sanna.]

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“Qualunque cultura autonoma e profondamente radicata, soprattutto quando è diffusa in una larga parte della superficie terrestre, costituisce un mondo a sé, pieno di misteri e sorprese per l’uomo occidentale. Dobbiamo includere in questa categoria, come minimo, la Cina, l’India, il mondo musulmano e l’Africa; sempre che questi ultimi due si possano considerare, approssimativamente, come mondi omogenei. Da mille anni la Russia appartiene a questa categoria, ma il pensiero occidentale commette sistematicamente l’errore di negarle un carattere autonomo. Per questo non l’ha mai capita, e ancora oggi non capisce la Russia della cattività comunista.” ~ Aleksandr Solženicyn, Harvard, 1978

I politici americani in particolare, e quelli europei in generale, sono i più creduloni e ignoranti quanto a conoscenze fuori dai loro confini. Per loro la Russia è un enigma avvolto in un mistero… ma solo perché nessuno ha mai cercato di capire i russi e il loro modo di vedere il mondo.

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Marc Faber: La Democrazia Funziona?

[Di Anthony Wile. Estratto di un’intervista a Marc Faber pubblicata su The Daily Bell il 15 marzo 2015 con il titolo Marc Faber: Democracy Is Increasingly Dysfunctional? Traduzione di Enrico Sanna.]

Marc Faber

Marc Faber nasce a Zurigo, in Svizzera. Frequenta le scuole a Ginevra e Zurigo fino alla maturità. Studia economia all’università di Zurigo, dove di laurea all’età di 24 anni con la lode. Tra il 1970 e il 1978 lavora per White Weld & Company Limited a New York, Zurigo e Hong Kong. Dal 1973 vive a Hong Kong. Dal 1978 al mese di febbraio 1990 è direttore della Drexel Burnham Lambert (HK) Ltd. A giugno 1990 mette su la sua attività, Marc Faber Limited, che fornisce consulenza ad investitori, gestione di fondi e brokeraggio. Faber pubblica un notiziario mensile molto apprezzato, dal titolo The Gloom, Boom & Doom, in cui evidenzia opportunità di investimento. Partecipa regolarmente a seminari sulle opportunità di investimento. Faber è molto noto per il suo atteggiamento da bastian contrario. La sua persona è anche associata a diversi fondi.

Daily Bell: La sua opinione sulla tragedia tra Russia, Ucraina, Usa e Nato?

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Fuga dal Dollaro

[Di Tyler Durden. Originale pubblicato su ZeroHedge il 18 gennaio 2015 con il titolo “De-Dollarization” Deepens. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Ora è chiaro che le voci che strillavano che la Russia stava vendendo le sue riserve auree erano un bel po’ esagerate. Non solo Putin non vende, ma le riserve a dicembre sono cresciute del quantitativo record di poco più di 64 miliardi di dollari (poco più del record precedente di aprile 2013). Apparentemente, tutte queste chiacchiere sulla “Russia che vende” non hanno fatto altro che abbassare le quotazioni, cosa che ha permesso l’acquisto di un bene fisico, non fiduciario, a prezzi più convenienti. E poi c’è un’altra tendenza che va avanti per quanto riguarda la Russia: sta riducendo la sua esposizione al debito pubblico americano. Per il ventesimo mese di seguito, il debito pubblico americano in mani russe è calato anno su anno.

Compra basso…

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La Russia Chiude il Gas

[Di Tyler Durden. Originale pubblicato su ZeroHedge il 14 gennaio 2015 con il titolo Russia Cuts Off Ukraine Gas Supply To 6 European Countries. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Vladimir Putin ha ordinato al gigante energetico Gazprom di tagliare la fornitura di gas per e tramite l’Ucraina. Secondo il Daily Mail, l’Ucraina avrebbe segretamente rubato gas russo. A causa del “rischio dovuto al transito in territorio ucraino del gas diretto ai consumatori europei,” la Gazprom ha tagliato l’esportazione verso l’Europa del 60%, facendo piombare il continente in una crisi energetica “nel giro di qualche ora”.

Le compagnie ucraine del settore hanno confermato il taglio alla fornitura, e questo forse spiega l’impennata odierna delle quotazioni del gas (e del petrolio). Sei paesi sono attualmente tagliati fuori dalle forniture di gas russo.

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