Gli Schiavi Globali

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Di Robert Kurz. Pubblicato su francosenia.blogspot.com il 15 aprile 2016 con il titolo Questione di tempo.

In che mondo viviamo? La risposta degli ideologhi è sempre la stessa: in un mondo fatto di economia di mercato e di democrazia, dove economia di mercato e democrazia non sono mai abbastanza. Quanto più, in quest’ordine mondiale, si accumulano le catastrofi, tanto più incisive, ad ogni nuova crisi, si fanno le richieste stereotipate, dettate dall’ignoranza asinina della coscienza ufficiale, per avere ancora “più economia di mercato” e “più democrazia”. Questi due concetti sono diventati una sorta di mantra che, a forza di essere ripetuto, si è diluito fino a diventare una cantilena senza senso.

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Il Martello dentro il Fardello

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Di Enrico Sanna

Tutti conoscono la storia di Robinson Crusoe. Pochissimi hanno letto il romanzo, è vero, e pochi di più ne hanno letto un compendio. Ma molti hanno visto un film, un cartone animato, uno sceneggiato televisivo ricavato dal romanzo. È la storia di un inglese, di nome Robinson Crusoe, che mentre commercia per mare fa naufragio in un’isola deserta.

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“Devono Imparare a Obbedire”

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Lo stage: lavoro coatto gratuito en travesti

Di Alessandro Mantovani. Originale pubblicato su Carmilla online il 2 novembre 2017.

Cillo Rossana (a cura di), Nuove frontiere della precarietà del lavoro, Stage, tirocini e lavoro degli studenti universitari, Venezia, Ed. Ca’ Foscari, 2017, pp.296, free access.

La risposta di Renzi allo sciopero con cui gli studenti, venerdì 13 ottobre, sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro le forche caudine della cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” introdotta obbligatoriamente dalle regole della sedicente “buona-scuola”, non si è fatta attendere: ha proposto che il servizio civile, attualmente volontario, divenga obbligatorio, per un mese, per tutti i giovani. Una contromossa, come si vede, che suona come provocatoria verso le richieste del movimento studentesco.

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L’alba Razzista del Capitalismo

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Di Peter James Hudson. Pubblicato sul Boston Review il 14/3/2016. Ripubblicato su francosenia.blogspot.it.

Dieci anni prima del suo assassinio avvenuto nel 1914 per mano di un nazionalista, il socialista francese Jean Jaurès aveva portato a termine un’opera storica che aveva cambiato radicalmente lo studio della rivoluzione francese. Laddove gli altri si erano focalizzati sulle dispute intorno alla politica e alle ideologie politiche, i quattro volumi della Storia socialista della Rivoluzione francese di Jaurés avevano come soggetto le trasformazioni apportate da un capitalismo emergente, mettendo in primo piano le sue irruzioni nell’economia francese. Facendo uso di una lente marxista, Jaurés sottolineava il conflitto fra l’Ancien Régime e la borghesia appena giunta al potere, e tirava fuori dagli archivi della rivoluzione le lotte dei contadini e dei lavoratori francesi.

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Dubai: un Sinistro Paradiso

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Originale pubblicato il 14 luglio 2005 su tomdispatch.com con il titolo Sinister Paradise. Does the Road to the Future End at Dubai? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini e ripubblicato il primo agosto 2017 su La Città Conquistatrice.

Il jet comincia la sua discesa, e si resta incollati al finestrino. La scena sotto è incredibile: più di cinquanta chilometri quadrati di isole color del corallo, a forma di puzzle del mondo quasi terminato. Nelle verdi acque basse tra i continenti, sono chiaramente visibili le forme affondate delle Piramidi di Giza e del Colosseo. Al largo ci sono tre grandi gruppi di isole a formare una palma entro una serie di mezzelune, popolate di alberghi sviluppati in altezza, parchi tematici, e mille case di lusso costruite su palafitte sopra l’acqua. Le «Palme» sono collegate tramite moli a una spiaggia tipo Miami stipata di mega-hotel, torri ad appartamenti e approdi per yacht. Mentre l’aereo lentamente plana verso il deserto nell’entroterra, manca il fiato per l’ancora più improbabile veduta che si para davanti. Da una foresta cromata di grattacieli (quasi una dozzina alti più di 300 metri) spunta la nuova Torre di Babele. È impossibilmente alta un miglio e mezzo: l’equivalente di due Empire State Building messi uno sopra l’altro.

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Due Note sugli Aborigeni

[Di J. Clancy. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Aborigines in Australia. Traduzione di Enrico Sanna.]

Qui in Australia c’è stato un simposio di grandi menti bianche sotto forma di corte suprema, in cui si è deciso (dopo aver ignorato le sofferenze degli aborigeni per duecento anni) che prima del 1788, quando arrivarono i soldati britannici con un carico di ladruncoli per includerci nell’impero britannico, qui c’erano persone. Queste persone erano di una razza intelligente dalla pelle scura, gli aborigeni, di cui sappiamo che abitavano qua da 60.000 anni.

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