Urge un Incendio!

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Di André Luiz Barbosa da Silva. Fonte: Disparada. Titolo originale: George Floyd assassinado pela polìcia: ninguém mais é capaz de respirar. Traduzione di Enrico Sanna.

George Floyd assassinato dalla polizia: nessuno può più respirare

La carne più economica sul mercato è quella nera
che al carcere ci va gratis
E avvolta nella plastica
Che va gratis alla sottoccupazione
E all’ospedale psichiatrico.[1]

George Floyd è un altro negro vittima della violenza selettiva dello stato, un altro negro vittima della violenza della società delle merci. George Floyd è Amarildo, Marielle Franco, João Victor, João Pedro, una delle tante vittime di una società che puzza di morte.

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Parcheggi per Umani

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Luca Celada

La catastrofe liberista della democrazia americana

L’immagine è spiazzante perfino fra le surreali panoramiche che sta producendo la pandemia, inquadrature di un mondo svuotato e città spettrali. Nel parcheggio di un vecchio centro congressi dismesso nella periferia di Las Vegas è stata tracciata una griglia rettangolare.

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Ma Allora il Morto è Morto!

Tokyo

Di Maurilio Lima Botelho. Fonte: Baierle, 22 marzo 2020. Titolo originale: Epidemia Econômica: Covid-19 e a crise capitalista. Traduzione di Enrico Sanna.

Sull’epidemia economica

La crisi che si annuncia non è il risultato di un’interferenza esterna, men che mai si tratta della solita “ripulitura del campo”. Qui ci sono questioni strutturali che vanno avanti da quarant’anni che hanno accumulato soluzioni globali fallite. Solo il positivismo sedimentato come normalità del pensiero può pensare che un virus può causare una crisi economica.

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Detto Francamente

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Slavoj Žižek

Due settimane fa, durante la promozione del suo nuovo film a Città del Messico, Harrison Ford ha detto che “L’America ha perso il suo ruolo di guida morale e la sua credibilità.” È così? Insomma, quando mai gli Stati Uniti hanno esercitato il ruolo di guida morale sul mondo? Durante la gestione Reagan? Con Bush? Gli Stati Uniti hanno perso quello che non hanno mai avuto. Anzi, hanno perso l’illusione (da qui la parola “credibilità” usata dall’attore) di avere questo ruolo di guida morale. Con Trump è semplicemente tornato ad essere visibile ciò che è sempre esistito. Nel 1948, subito dopo l’inizio della Guerra Fredda, questa verità fu formulata con franchezza brutale da George Kennan:

“Noi [gli Stati Uniti] abbiamo il 50 percento della ricchezza mondiale ma rappresentiamo appena il 6,3 percento della popolazione. Data questa situazione, il nostro vero compito nel periodo che inizia […] è di mantenere questa posizione di disparità. Per farlo, dobbiamo mettere da parte ogni sentimentalità […], dobbiamo smettere di pensare ai diritti umani, al miglioramento dello stile di vita e alla democratizzazione.”

Fonte: Blog da Boitempo

Fase Discendente

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Bolsonaro, il falso nazionalismo e la distruzione del Brasile

Di Carlos Eduardo Martins. Originale pubblicato il 2 settembre 2019 su Blog da boitempo con il titolo Bolsonaro, o falso nacionalismo e a destruição do Brasil. Traduzione di Enrico Sanna.

La crisi ambientale e diplomatica generata dal governo brasiliano con il suo appoggio alla Giornata del Fuoco, organizzata da certi settori dell’agroindustria in Amazzonia, e con le ostilità dirette contro il governo francese, è poco più di una fase di un progetto in corso che prevede la sottomissione neocoloniale del Brasile all’imperialismo unilaterale di Trump e all’estrema destra statunitense. Presentata da Bolsonaro alla sua base elettorale come una reazione del governo brasiliano ad un imperialismo francese e europeo che pretenderebbe di internazionalizzare l’Amazzonia, in effetti è esattamente il contrario: la subordinazione viscerale di un sottoimperialismo fantoccio e vassallo al potere statunitense dell’internazionale fascista ordinata dal trumpismo.

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Identità?

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Di Jerome Braun. Fonte: Logos Journal. Traduzione di Enrico Sanna.

Francis Fukuyama, ex vicedirettore del gruppo per la pianificazione politica del dipartimento di stato americano, dopo Political Order and Political Decay (ordine politico e decadenza politica, es), pubblica un libro, dal titolo Identity: The Demand for Dignity and the Politics of Resentment (Identità: la voglia di dignità e la politica del risentimento, es), con il quale riconduce l’identità personale a quella politica. Fukuyama è autore anche di The End of History and the Last Man (La fine della storia e l’ultimo uomo, es), del 1992, Trust: The Social Virtues and the Creation of Prosperity (Fiducia: le virtù sociali e la creazione della prosperità, es), del 1995, e The Great Disruption: Human Nature and the Reconstitution of Social Order (Lo sconvolgimento: la natura umana e la ricostituzione dell’ordine sociale, es), del 1999.

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