Come Nascono le Bandiere

Antiimperialismo_caracas

Di Valerio Evangelisti. Pubblicato il 25 aprile 2018 su Carmilla Online con il titolo Gloria al bravo pueblo que el yugo lanzó.

Geraldina Colotti, Dopo Chávez. Come nascono le bandiere, ed. Jaca Book, 2018, pp, 226, € 22,00.

Fine 2017. Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro annuncia che, nel pacchetto alimentare destinato alle famiglie a prezzi calmierati, sarà compresa la coscia di maiale: tradizionale cibo natalizio per i venezuelani. In effetti, il suo governo ha ordinato in Portogallo tonnellate di quel taglio di carne suina. Solo che il Venezuela soffre le sanzioni dell’Unione Europea. Le banche portoghesi incaricate del pagamento rifiutano di fare da tramite. I carichi, già confezionati, non partono.

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I Vostri Alleati, non i Miei

banvenuti rifugiati

Di Mila Ghorayeb. Originale pubblicato il 22 marzo 2018 con il titolo Your Allies, Not Mine. Traduzione di Enrico Sanna.

La destra accusa spesso accusa la sinistra di disfattismo di fronte al “fondamentalismo islamico”. Non è passato tanto da quando la destra accusava Obama di non usare mai le parole “fondamentalismo islamico” e “terrorismo islamico”. E si sa che dire che il “fondamentalismo islamico” è una delle principali minacce per gli americani ha il potere di attirare l’attenzione delle masse su chi cerca di farsi eleggere e su chi è già al potere. Ammesso che le preoccupazioni siano fondate, bisogna prima capire cosa è l’islamismo radicale. Quindi occorre capire qual’è la relazione tra la sinistra e l’Islam e se questa relazione favorisce l’Islamismo fondamentalista, che, come vedremo, è altra cosa rispetto all’Islam inteso come fede religiosa. Infine dobbiamo analizzare come nasce e si sviluppa l’estremismo islamico all’estero, e quali fattori lo alimentano. Come dimostrerò, l’atteggiamento isterico della destra riguardo il fondamentalismo islamico è, nella migliore delle ipotesi, ignorante; nella peggiore, è ipocrita e pericoloso.

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C’era una Volta in America

linciaggio

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 29 febbraio 2016 con il titolo Once Upon a Time in America. Traduzione di Enrico Sanna.

C’è un mito che da secoli è al centro della cultura politica inglese. Dice: Prima che arrivassero i conquistatori normanni ad imporre il feudalesimo, l’Inghilterra anglosassone era un luogo idillico governato dalle “buone leggi di re Edoardo il Confessore”, i liberi tribunali proteggevano gli antichi diritti degli inglesi, e ognuno valeva quanto gli altri ed era meglio della maggioranza. A questa versione idealizzata dell’antica costituzione anglosassone, e della Magna Carta come tentativo di riportarla in vita, si è fatto appello durante la Guerra Civile Inglese, la Gloriosa Rivoluzione del 1688 e nei movimenti politici riformisti da allora in poi. Per lo più si trattava di cose senza senso che hanno poco a che spartire con la storia. Ma è probabile che fosse più aderente alla realtà di quanto non lo sia il mitico passato rivisto da Hillary Clinton.

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Falsi Made in Usa e Bugie Made in Italy

guerra

Di Manlio Dinucci. Pubblicato su Rete Voltaire il 17 aprile 2018. Articolo originale pubblicato su Il Manifesto.

Per motivare la guerra del 2003, gli Usa accusarono l’Iraq di possedere armi di distruzione di massa: il segretario di stato Colin Powell presentò all’Onu una serie di «prove» risultate poi false, come ha dovuto ammettere lui stesso nel 2016.

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Il Disastroso Manifesto degli Studenti di Parkland

polizia a scuola

Di Jane Louise. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 28 marzo 2018 con il titolo Everything Wrong with the Parkland Student’s Manifesto. Traduzione di Enrico Sanna.

Sabato 24 marzo gli studenti della scuola di Parkland sopravvissuti alla strage hanno guidato migliaia di persone in una “Marcia per la Nostra Vita” contro la violenza armata. Il giorno prima avevano pubblicato un loro “manifesto”, un elenco di richieste intese a prevenire future violenze. La violenza atterrisce, e vivere una di queste stragi scolastiche lascia un trauma che pochi di noi possono capire. Detto ciò, un elenco di proposte dettate dalla paura, scritte senza considerare attentamente le conseguenze indesiderate, serve solo a menare il can per l’aia. Questi i problemi insiti nelle proposte avanzate dagli studenti di Parkland:

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C’era una Volta in America

onceupontime

Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 29 febbraio 2016 con il titolo Once Upon a Time in America. Traduzione di Enrico Sanna.

C’è un mito che da secoli è al centro della cultura politica inglese. Dice: Prima che arrivassero i conquistatori normanni ad imporre il feudalesimo, l’Inghilterra anglosassone era un luogo idillico governato dalle “buone leggi di re Edoardo il Confessore”, i liberi tribunali proteggevano gli antichi diritti degli inglesi, e ognuno valeva quanto gli altri ed era meglio della maggioranza. A questa versione idealizzata dell’antica costituzione anglosassone, e della Magna Carta come tentativo di riportarla in vita, si è fatto appello durante la Guerra Civile Inglese, la Gloriosa Rivoluzione del 1688 e nei movimenti politici riformisti da allora in poi. Per lo più si trattava di cose senza senso che hanno poco a che spartire con la storia. Ma è probabile che fosse più aderente alla realtà di quanto non lo sia il mitico passato rivisto da Hillary Clinton.

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