Criminali al Servizio del Capitalismo

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[Di Colin Jenkins. Originale pubblicato su The Anarchist Library con il titolo Gangsters for Capitalism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Confidando sulla relazione tra lavoro e capitale, e rafforzato dalla tutela statale della proprietà privata, a tutto vantaggio di questa relazione, il capitalismo crea una dipendenza naturale dal salario per la stragrande maggioranza delle persone. Con l’abolizione delle “proprietà comuni” durante la transizione tra feudalesimo e capitalismo, i contadini furono trasformati in una maggioranza lavoratrice da usare sia come bene in sé che come strumento nelle mani di chi possiede i mezzi di produzione.

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La Libertà ai Tempi del Morbillo

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[Di Giovanni Iozzoli. Originale pubblicato su Carmilla Online il 20 maggio 2017.]

Cosa c’entra la questione vaccini con la crisi dell’Alitalia? Niente. O forse molto. Dipende dalla capacità di leggere nessi forse nemmeno tanto nascosti.

Da ormai due anni è in atto una forsennata campagna di allarmismo terroristico nei confronti dell’opinione pubblica basata sulla necessità di incrementare le vaccinazioni di massa, giudicate in leggera flessione statistica.

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Il Nemico Interno

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[Di Alexik. Pubblicato il 29 marzo 2017 su Carmilla.]

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e  la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”…

È particolarmente istruttivo soffermarsi sul testo del Decreto Minniti in materia di ‘Sicurezza delle città mentre scorrono in sottofondo le immagini degli espianti degli uliveti di Melendugno, per l’avvio dei cantieri del “Trans Adriatic Pipeline”.

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La Proprietà Intellettuale Gonfia la Rana Zuckerberg

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[Di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 21 febbraio 2017 con il titolo Intellectual Property Rights Give Zuckerberg His Fake Size. Traduzione di Enrico Sanna.]

Facebook Punta a Riconnettere la Vostra Vita. State Attenti… Il manifesto del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, scritto in risposta alle accuse dirette al social sulla scia dell’aspra campagna elettorale americana, è un documento agghiacciante, distopico. Dimostra come Facebook (lanciata cinque anni fa per, come disse lui, “ampliare le possibilità delle persone di fare e mantenere relazioni”) stia diventando una sorta di stato extraterritoriale governato da un piccolo governo non eletto che si appoggia pesantemente su algoritmi di proprietà privata per fare ingegneria sociale.

Mark Zuckerberg è uno dei giovani più ricchi della terra, con un’azienda che abbraccia tutto il globo. E ora la usa per definire quali notizie sono false e quali no. E per farsi aiutare è ricorso a siti come Snopes.

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Corporate Paedophilia

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[Di Enrico Voccia. Originale pubblicato su umanitanova.org il 9 dicembre 2016.]

Max Stirner, all’interno della tradizione filosofica, ha una posizione assai particolare: nega alla radice la critica romantica della modernità. Questa diffusissima visione, nata per l’appunto all’interno del movimento romantico, vede la società moderna caratterizzata da valori puramente materiali: la produzione, il profitto, la merce e via discorrendo. Questa situazione precipiterebbe l’uomo in una condizione di completa alienazione, di perdita della sua essenza umana, lo renderebbe incapace di riconoscere il vero senso della vita e, di conseguenza, incapace di vivere un’esistenza degna di questo nome.[1] Max Stirner, invece, sostiene una tesi pressoché opposta: la società moderna non è affatto dominata da valori puramente materiali, ma resta in balia del sacro.[2] La produzione, il profitto, la merce e più in generale quelli che definiamo i valori “materiali” certamente esistono e condizionano pesantemente le nostre vite, ma il loro modo di operare è pressoché identico ai vecchi oggetti e riti sacri. Ciò che è accaduto con il passaggio dall’età medievale/moderna alla modernità non è stato un processo di più o meno completa desacralizzazione – una, magari parziale, parziale messa fuori gioco della potenza politica della mentalità religiosa – ma un semplice mutamento dell’oggetto sacralizzato: le forme del dominio sono rimaste praticamente le stesse ed il sacro resta a dominare le nostre esistenze. Si tratta di una tesi decisamente eterodossa rispetto alla diffusione della critica romantica della modernità, che, sia pure con varie sfumature e diverse valutazioni, è accolta in maniera pressoché unanime dalle correnti del pensiero politico contemporaneo.[3]

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Abolite le Grandi Imprese

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[Di Daily Bell. Originale pubblicato il 29 novembre 2016 con il titolo Abolish Corporations. Traduzione di Enrico Sanna.]

Non Abbassate le Tasse sulle Imprese. Abolitele… Dappertutto si parla di tagliare le tasse sulle imprese. Donald Trump ha promesso un abbassamento dal 35% al 15% negli Stati Uniti, mentre il primo ministro inglese Theresa May ha promesso che le tasse sulle imprese nel Regno Unito saranno le più basse del G-20, che significa sotto le intenzioni di Trump… Ora che i governi amici delle imprese sembrano avere qualche spazio di manovra, dovrebbero tornare all’idea di eliminare le imposte sulle imprese e tassare soltanto il guadagno e il consumo. ~ Bloomberg

Con questo articolo, Bloomberg propone l’abolizione delle tasse sulle imprese perché così guadagnerebbero di più portando benefici ai lavoratori e alla società.

I nuovi governi “populisti” farebbero meglio ad abolire norme e leggi che danno vita a questi mostri immorali.

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