La Libertà ai Tempi del Morbillo

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[Di Giovanni Iozzoli. Originale pubblicato su Carmilla Online il 20 maggio 2017.]

Cosa c’entra la questione vaccini con la crisi dell’Alitalia? Niente. O forse molto. Dipende dalla capacità di leggere nessi forse nemmeno tanto nascosti.

Da ormai due anni è in atto una forsennata campagna di allarmismo terroristico nei confronti dell’opinione pubblica basata sulla necessità di incrementare le vaccinazioni di massa, giudicate in leggera flessione statistica.

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La Pandemia e la Minaccia degli Adulti

Di James Tuttle. Originale pubblicato il 18 agosto 2020 su Center for a Stateless Society con il titolo Pandemics and the Threat from Adults. Traduzione di Enrico Sanna.

Autodifesa è parola riverita. Nel contesto politico, è considerata una dura conquista rivoluzionaria, con la sua sacralità e i suoi strumenti scritti nei codici e sulle t-shirt.

Voi avete il diritto di difendervi.

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Se non è Zuppa…

panopticon

Di Clément Homs. Originale pubblicato su Baierle il 4 aprile 2020 con il titolo Breve história da relação polar entre o Estado e o mercado. Traduzione di Enrico Sanna.

Breve storia della relazione polarizzata tra stato e mercato

Stato e mercato non sono mai state istituzioni antitetiche o opposte tra loro. La borghesia liberale e la sinistra altercapitalista ha voluto credere così pensando che la socializzazione statale dei mezzi di produzione fosse l’opposto del mercato privato, secondo un’opinione diffusa. Ognuno di questi due poli, stato o mercato, può assumere un’importanza maggiore o minore secondo come si configura il capitalismo. Ma non sono mutuamente esclusivi; al contrario, l’uno presuppone l’altro: che si tratti di statalismo o liberalismo, dittatura politica o dittatura del mercato autoregolato, si tratta sempre di capitalismo. Il capitalismo di stato e il capitalismo della “libera” concorrenza sono in fin dei conti due lati della stessa moneta.

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Il Big Bang della Modernità

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Di Robert Kurz. Fonte: The “Big Bang” of Modernity, Exit Online. Traduzione di Enrico Sanna.

L’innovazione con le armi da fuoco e l’espansione bellica: uno sguardo indietro alle origini del lavoro astratto

È ancora forte il mito illuministico secondo cui il moderno sistema produttore di merci sarebbe il frutto di un “processo civilizzatore” (Norbert Elias) basato sullo sviluppo e sul commercio e applicato pacificamente all’industria borghese, alla curiosità scientifica, alle invenzioni che migliorano la vita e alle prodigiose scoperte, in opposizione alla cultura violenta del cosiddetto Medio Evo. L’autore di tutte queste belle cose è il moderno “soggetto autonomo”, apparentemente emancipato dalle catene agro-feudali in favore della “libertà dell’individuo”. È quindi una vergogna che il modo di produzione sorto da questo insieme di virtù e progresso sia caratterizzato da povertà di massa, impoverimento globale, guerre mondiali, crisi e distruzione.

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Cercasi l’uscita

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Di Norbert Trenkle. Fonte: L’anatra di Vaucanson, 30 aprile 2020.

Crisi climatica e trasformazione sociale al tempo del coronavirus

Perché la produzione capitalistica di ricchezza deve essere superata

Uno degli strani effetti collaterali della crisi sanitaria è il fatto che essa, nel giro di poche settimane, ha contribuito al miglioramento del clima globale più di quanto non siano riuscite a fare tutte le politiche sul clima degli ultimi anni. A cause del fatto che la circolazione automobilistica nelle principali città è diminuita fin dell’80% mentre il traffico aereo si è drasticamente ridotto e molti impianti di produzione hanno cessato l’attività, secondo una stima del Global Carbon Project, le emissioni di CO2 potrebbero diminuire di circa del 5% nel 2020. Parrebbe perfino che anche il governo tedesco, nonostante le sue ben poco incisive misure di politica climatica, possa centrare l’obiettivo di una riduzione del 40% dei gas serra rispetto al 1990 (Süddeutsche Zeitung 24/3/2020). In ogni caso sarebbe vano sperare che la crisi sanitaria conduca ad una stabile riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente e alla limitazione del riscaldamento globale. Il fatto è che questo temporaneo arresto delle attività economiche in gran parte del mondo non ha mutato in nulla la logica fondamentale del modo di produzione capitalistico, che è diretta dall’aumento illimitato e fine a se stesso della ricchezza astratta, rappresentata nel denaro. La compulsione alla crescita, generata da questa finalità autoreferenziale, non sarà certo abolita dalle misure adottate per combattere la pandemia, ma solo rallentata per un breve periodo di tempo. Nel medesimo frangente i governi e le banche centrali stanno facendo tutto il possibile per mitigare questa frenata, allo scopo di mantenere in moto, magari in maniera precaria, la dinamica economica, così da rilanciarla il più celermente possibile una volta revocate le misure di contenimento. C’è però da dubitare che tutto questo andrà effettivamente a buon fine. È vero che la crisi economica che si va profilando ora è stata innescata dalle misure per la lotta alla pandemia ma l’enorme impeto con cui prevedibilmente ci colpirà rimanda a cause strutturali profonde, cui non è possibile ovviare mediante pacchetti congiunturali e iniezioni di liquidità.

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Il Credito Bene Comune Appropriato

 

volonte

Di Kevin Carson. Originale pubblicato il 23 marzo 2020 con il titoloCredit As an Enclosed Commons. Traduzione di Enrico Sanna.

Ogni volta che qualcuno come Jeff Bezos o Elon Musk viene attaccato da sinistra per il suo parassitismo, ecco che arriva la risposta, puntuale come la cometa di Halley ma molto più rapida. Ecco che tutto uno sciame incavolato di conservatori, libertari e centristi – dai commentatori al soldo dei fratelli Koch alle rubriche di Stossel fino ai commenti infestanti del New York Times e a chi fa il leccaculo su Twitter – grida che Bezos e Musk sono “creatori di valore”. E allora diamo uno sguardo a questo valore creato.

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