Rivoluzione o Stato?

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Di James C. Scott. Fonte: Seeing Like a State. Traduzione di Enrico Sanna.

Al Lenin di Che Fare si contrappone spesso quello più tardo di Stato e Rivoluzione per dimostrare che esiste uno slittamento sostanziale di opinione nel modo in cui vedeva la relazione tra il partito dell’avanguardia e le masse. Non c’è dubbio che gran parte del tono di Lenin in questo pamphlet, scritto a velocità supersonica tra agosto e settembre 1917, dopo la rivoluzione di febbraio e poco prima della rivoluzione di ottobre, difficilmente si concilia con quello del precedente testo del 1903. C’erano importanti ragioni tattiche in quanto, nel 1917, Lenin avrebbe preferito incoraggiare il più possibile l’azione rivoluzionaria popolare autonoma. Lui e altri bolscevichi erano preoccupati dal fatto che molti lavoratori, ora diventati padroni delle fabbriche, assieme a molti russi delle città, potessero perdere la foga rivoluzionaria, permettendo così al governo provvisorio di Kerensky di prendere il controllo e bloccare i bolscevichi. Per i rivoluzionari di Lenin, tutto dipendeva dalla destabilizzazione del regime di Kerensky, anche se le masse non obbedivano affatto alla disciplina bolscevica. Non meraviglia se, ancora agli inizi di di novembre, prima che i bolscevichi consolidassero il potere, Lenin parlava ancora come un anarchico: “Il socialismo non nasce per ordine dall’alto. L’automatismo burocratico di stato è alieno al suo spirito. Il socialismo è vita, creatività, è la creatura delle stesse masse popolari.”

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Il Climax del Capitalismo

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Di Robert Kurz. Originale pubblicato il 22 febbraio 2016 su francosenia.blogspot.

Nella crisi, ci troviamo già dopo la crisi. È questo il messaggio proveniente dal pensiero positivo a partire dal collasso di Lehman Brothers. Perché mai il più grande crollo finanziario mai avvenuto dopo gli anni 1930 avrebbe dovuto spingere ad una qualche sorta di riflessione sulla teoria della crisi? A volte si sale, a volte si scende. Tutto si trasforma, in un modo o nell’altro: ma soltanto così tutto rimane sempre uguale. Le crisi vanno e vengono, ma il capitalismo resta per sempre. Perciò non ci interessa la crisi in sé, ma soltanto quello che viene dopo, quando la crisi finisce, come tutte le noiose crisi precedenti. Chi andrà su e chi scenderà nella nuova era? Finalmente arriverà il miracolo economico africano, sarà il turno del Pacifico con la Cina come nuova potenza mondiale, o ci sarà la rinascita degli Stati Uniti dello spirito del piccolo imprenditore? Forse assisteremo ad una rinata lira che assurge a moneta di riserva? Anything goes. Ebbene, occorre svolgere un’analisi un po’ coraggiosa delle tendenze, visto che i mercati finanziari, da parte loro, tornano a farsi arroganti e vomitano nuvole di cenere, come fa l’Etna nei suoi giorni migliori.

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Transeuntes

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Intervista con Anselm Jappe. Originale pubblicato su Exit con il titolo “O capitalismo é um parêntese na história da humanidade”. Traduzione di Enrico Sanna.

IHU On-Line – Perché dice che il capitalismo è solo una parentesi nella storia?

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Capitalismo e Cannoni

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Di Robert Kurz. Versione spagnola pubblicata su exit-online con il titolo Cañones y Capitalismo. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Della nascita dell’era moderna esistono molte versioni. Gli storici non sono d’accordo neanche sulle date. Per alcuni, la modernità è iniziata nei secoli XV e XVI con il cosiddetto Rinascimento (concetto inventato solo nel XIX secolo da Jules Michelet, come dimostrato dallo storico francese Lucien Febvre). Per altri la vera rottura, e il decollo della modernità, è avvenuta solo nel secolo XVIII, quando la filosofia illuminsta, la rivoluzione francese e l’inizio dell’industrializzazione scossero il mondo. Qualunque sia la data, su una cosa storici e filosofi moderni concordano: le conquiste positive sono quasi sempre alle origini della modernità.

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Le Origini della Polizia

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Di David Whitehouse. Pubblicato su Umanità Nova il 19 luglio 2016. Traduzione a cura di Cristina Tonsig.

In Inghilterra e negli Stati Uniti, la polizia è stata inventata nel giro di pochi decenni, approssimativamente dal 1825 al 1855.

La nuova istituzione non era una risposta ad un aumento della criminalità, e non ha portato a nuovi metodi per contrastarla. Il modo più comune per le autorità di risolvere un crimine, prima e dopo l’invenzione della polizia, è che qualcuno deve dire loro chi l’ha commesso.

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Emancipazione Sociale in Tempi di Crisi

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Di Norbert Trenkle. Pubblicato originariamente su nopiazzacraxi.blogspot.it il 14 marzo 2016. Traduzione italiana di Samuele Cerea.

1. Quando più di 25 anni fa il cosiddetto socialismo reale colò a picco, il pubblico liberal-democratico si convinse che il «sistema sociale» basato sull’economia di mercato e sulla democrazia si fosse aggiudicato una storica vittoria nel «conflitto tra i sistemi». Francis Fukuyama decretò la sua celebre sentenza circa la «fine della storia», che fece rapidamente il giro del mondo, mentre alla sinistra tradizionale venne a mancare il terreno sotto i piedi.

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