Il Sogno Infranto del Sudafrica

ZLATKOVSKY

Di Michael Roberts. Fonte: The Next Recession, 7 maggio 2019. Titolo originale: South Africa: the dashing of a dream. Traduzione di Enrico Sanna.

Domani in Sudafrica ci saranno le elezioni, a venticinque anni dalla fine dell’apartheid, sei anni dopo la morte di Nelson Mandela. In questi venticinque anni, le aspirazioni e le speranze di tanti sudafricani di colore (il 90% di una popolazione di 58 milioni di abitanti), e dopotutto anche di tanti bianchi, sono state disattese. In questi venticinque anni, la maggioranza della popolazione non ha visto alcun visibile miglioramento in termini di stile di vita, istruzione, sanità e servizi pubblici. Anzi per tanti, soprattutto giovani di colore, le cose sono peggiorate. Le disparità di reddito, ricchezza e possedimenti terrieri sono esasperanti; la corruzione del governo e del partito della maggioranza nera, l’African National Congress (Anc), è fortissima.

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Il Razzismo Nazista

Eugenics

Estratto da: George Fredrickson, Racism: A Short History. Traduzione di Enrico Sanna.

Chiunque abbia letto attentamente il Main Kampf, scritto nel 1924 quando Hitler era in carcere per il fallito “putsch della birreria” (Monaco, 1923), può dubitare che l’odio e la paura degli ebrei fosse l’ossessione principale dietro il movimento politico da lui guidato e personificato. Il testo rivela la sincerità del fanatico, più che l’ipocrisia del demagogo, quando Hitler parla di “minaccia ebraica” (è dubbia la sua dedizione “socialista” alla causa delle classi lavoratrici). Per Hitler, gli ebrei erano responsabili della sconfitta della Germania, del suo collasso economico, e della minaccia posta dalla Rivoluzione Russa e dall’ascesa del bolscevismo.

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La Sovranità della Morte

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[Di Miguel Mellino. Pubblicato su francosenia.blogspot.it il 29 dicembre 2016. Originale pubblicato su Il Manifesto il 6 dicembre 2016.]

Il perenne gioco al massacro di «separare l’umanità»

“L’assunto di questo saggio è che l’espressione ultima della sovranità consista, in larga misura, nel potere e nella capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire”.
Dalla deumanizzazione del destino degli schiavi all’abominio dei campi di sterminio, dalle colonie africane – luogo per eccellenza del dominio razziale e modello del genocidio ebraico – alla colonia di oggi: i Territori Occupati.
Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Bataille, Foucault, Gilroy e altri autori ancora, Mbembe traccia la genealogia dei poteri di morte: figura emblematica della modernità, della sua razionalità e della nozione di sovranità, che in essi esprime forse la sua essenza più cupa. Oggi le necropolitiche conoscono infinite metamorfosi e proliferano in un orizzonte dominato dalle guerre infinite nel Medio Oriente, dalle nuove tecnologie della morte e dallo spettro del terrorismo. Pensare a come uscire dalla notte di un mondo avvelenato dall’inimicizia: questo il lavoro instancabile che Achille Mbembe persegue da anni e di cui Necropolitica è una tappa fondamentale.
~ dal risvolto di copertina di: Achille Mbembe, Necropolitica, Ombre Corte

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