Capitalismo Senza Fine?

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Inviato da cambiailmondo. Intervista a Anselm Jappe pubblicata su cambiailmondo.org il 9 febbraio 2016.

Nato e cresciuto in Germania Anselm Jappe ha studiato filosofia in Italia e in Francia. È autore di vari vari libri, tra cui: Guy Debord, Roma, Manifesto libri, 2013²; Les Aventures de la marchandise. Pour une nouvelle critique de la valeur, Éditions Denoël, 2003; Crédit à mort: la décomposition du capitalisme et ses critiques, Éditions Lignes, 2011; Contro il denaro, Milano, Mimesis, 2013; Uscire dall’economia. Un dialogo fra decrescita e critica del valore: letture della crisi e percorsi di liberazione, con Serge Latouche, Milano, Mimesis, 2014. Ha collaborato con le riviste tedesche “Krisis” e “Exit” (fondate da Robert Kurz), che sviluppano la “Critica del valore”.

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Prospettive del Cambiamento Sociale

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Di Robert Kurz. Fonte: Exit Online. Pubblicato in Avis aux Naufragés (Avviso ai naufragati), Lignes, 2004. Traduzione di Ario Libert.

Per una coscienza dominata dal mercato universale, la percezione, in tutti i campi della vita, si riduce oramai a dei fenomeni congiunturali. Ciò che è vero oggi rischia di non esserlo più domani; ma che importa il contenuto quando non si tratta più che di «vendere» il più velocemente possibile. E questo vale per le teorie così come per le automobili o le cravatte. A questo stadio, l’idea di «cambiamento sociale» non ha fondamentalmente più alcun senso. Perché, affinché abbia un senso quest’ultimo deve fare riferimento a un’evoluzione nel tempo che potremmo definire attraverso l’analisi, dunque a una storia delle strutture sociali. La coscienza postmoderna, completamente conforme alle esigenze del mercato, non conosce più nessuna evoluzione storica, non conosce che il carattere indifferente di tendenze incoerenti. La teoria critica della società si vede sempre più sostituita dall’analisi delle tendenze (trend research).

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Fine del Capitalismo

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Di André Gorz. Originale pubblicato il 27 luglio 2008 con il titolo La Salida del Capitalismo ya ha Empezado. Traduzione spagnola di Florent Marcellesi y Lara Pérez Dueñas. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

La questione della fine del capitalismo non è mai stata così attuale come ora; si impone impetuosa, ricorda la necessità di una nuova azione radicale. A causa del suo sviluppo, il capitalismo ha raggiunto i due limiti interno ed esterno, non può andare oltre, solo grazie a dei sotterfugi riesce a sfuggire alla crisi delle sue categorie fondamentali: il lavoro, il valore e il capitale.

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L’esaurimento

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Di Norbert Trenkle. Originale pubblicato su krisis.org il 20 giugno 2010 con il titolo Die „Finanzkrise“ ist eine Krise der kapitalistischen Produktionsweise. Traduzione italiana: La „crisi finanziaria“ é una crisi del modo di produzione capitalistico.

1. Le cause della presente crisi economica non sono da ricercarsi nella speculazione e nell’indebitamento. Esattamente al contrario, la gigantesca espansione dei mercati finanziari era ed è espressione di una profonda crisi del lavoro e della valorizzazione capitalistica, la cui origine risale almeno a 30 anni fa.

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La Guerra dei due Mondi

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Di Robert Kurz. Originale pubblicato sulla Folha de S. Paulo il 28 aprile 2002. Traduzione portoghese di Marcelo Rondinelli. Traduzione spagnola di R. D. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Le contraddizioni della globalizzazione si notano anche sotto l’aspetto militare, in quella che è una guerra di genere nuovo, postmoderna. Basta fare un raffronto con il passato. Nell’epoca storica appena terminata, si fronteggiavano le superpotenze degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, i due stati più potenti sul pianeta. La loro corsa agli armamenti, spinta da spese enormi, ha generato un lungo periodo caratterizzato dal timore che potesse scatenarsi l’inferno con una serie di bombardamenti atomici intercontinentali. La paura si estese a tutto il pianeta, proiettandosi culturalmente e simbolicamente sulla produzione letteraria, sulla fantascienza e sull’immaginario popolare. Contro la minaccia di distruzione del pianeta da parte dei poteri mondiali si alzò un movimento pacifista globale con pretese moralizzatrici. Sappiamo che le cose poi non andarono così. La guerra atomica non scoppiò, ma più ad opera delle due superpotenze che per i movimenti pacifisti. L’Unione Sovietica si armò fino alla morte finanziaria, mentre il sistema stato-capitalismo distruggeva se stesso con le sue contraddizioni interne. Da allora c’è una sola superpotenza, gli Stati Uniti. Lo spettro della guerra atomica su scala mondiale che incombeva sugli stati più potenti si è dissolto nell’aria. La corrispondente letteratura apocalittica oggi non è altro che archeologia culturale.

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Da una Utopia all’altra

 

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Di Anselm Jappe. Traduzione spagnola a cura di Federico Corrientes e José Manuel Rojo pubblicata su Praxis Digital il 21 maggio 2011 con il titolo De una Utopía a la Otra. Traduzione italiana di Enrico Sanna.

Vent’anni fa i treni ad alta velocità (TAV) cominciarono ad estendere la loro rete di ferro sul territorio francese. Contro il coro di approvazione, organizzata o spontanea, si alzarono le voci di piccoli gruppi che esprimevano le loro riserve contro quello che loro chiamavano il “dispotismo della velocità”. Non facevano obiezioni in dettaglio, ma attaccavano in maniera eloquente la società che aveva prodotto la possibilità, per loro aberrante e inutile, di attraversare tutta la Francia in poche ore. Evidentemente, per formulare un tale giudizio globale, interamente negativo, sullo stile di vita che ha trovato la sua espressione nella TAV, occorre essere convinti del fatto che uno stile di vita molto diverso è possibile. Chi evoca una tale possibilità viene etichettato come “utopista”, parola che rimanda immediatamente ai “socialisti utopici”, il più famoso dei quali è a tutt’oggi Charles Fourier.

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