Rivolta la Carta

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Di Maurilio Lima Botelho. Originale pubblicato su baierle.me il 18 dicembre 2018 con il titolo Indústria 4.0 e conflitos comerciais numa era de declínio. Traduzione di Enrico Sanna.

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è stata interpretata come una sorta di ritorno al protezionismo economico, o come l’inizio di un nuovo ciclo statalista nella storia dell’economia. Sono interpretazioni che non reggono alla minima analisi teorica perché non tengono conto della base neoliberale di questo apparente “nazionalismo commerciale”. L’attuale trasformazione del processo produttivo aiuta a capire queste azioni commerciali che, pur basate sul fondamentalismo del “libero mercato”, si manifestano in maniera economicamente distruttiva.

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Tecnologia e Neofascismo

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Di Maurilio Lima Botelho. Originale pubblicato il 24 ottobre su Baierle con il titolo Tecnologia e Neofascismo. Traduzione di Enrico Sanna.

…il ripetersi delle mostruosità non solo è possibile, ma anche probabile (…) e le possibilità di vincere la battaglia contro il suo ripetersi sono minori delle probabilità di perderla. Ma la sconfitta sarà definitiva solo se decidiamo di non analizzare le fondamenta di ciò che accade, se non capiamo chiaramente cosa dobbiamo effettivamente combattere. È proprio per questo (…) che dobbiamo andare alle radici delle cose.” ~ Günther Anders

Dopo l’assassinio dell’assessore Marielle, le reti sociali sono state invase da messaggi che incolpavano la vittima, messaggi che ricordavano l’assassinio, false notizie sul passato della vittima, con grande indifferenza per l’esecuzione a sangue freddo e il dolore di famigliari e amici. Subito dopo si è scoperto che alcuni di questi messaggi venivano da chatbot, computer programmati per simulare il dialogo tra umani nei social network. Questo rivela molto più della disumanità di chi si nasconde dietro le accuse crudeli contro la vittima o dietro i computer. Criticare questi spietati commenti solo dal punto di vista del diverso senso morale o politico significa rinunciare a priori ad una riflessione più profonda su ciò che lega la tecnologia al crescente autoritarismo. Il fatto assume ancora più importanza oggi che la campagna elettorale dei neofascisti produce violenza di strada. Perché è chiaro che esiste qualcosa che va oltre la pura concomitanza tra alta tecnologia “socializzata” e regressione della civiltà: la stessa decomposizione sociale accelerata è un prodotto della tecnologia della condivisione.

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Uscite d’emergenza

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Intervista della rivista IHU Online a Anselm Jappe.

IHU Online: A partire dalla lettura dei Grundrisse, quali sono gli elementi fondamentali usati da Marx per la sua critica dell’economia politica?

Anselm Jappe: Marx ha scritto i Grundrisse nel 1857-1858, in pochi mesi, nel mezzo di una crisi economica che riteneva essere la crisi definitiva del capitalismo. Gli ci sono voluti altri dieci anni per sviluppare Il Capitale. Secondo certa ortodossia marxista, per la quale Il Capitale costituisce il punto di arrivo di tutta la riflessione di Marx, i Grundrisse non sono altro che uno schizzo, un imperfetto lavoro preparatorio, motivo per cui verranno pubblicati, a Mosca, solamente nel 1939. A partire dal 1968, i Grundrisse sono stati tradotti in inglese, francese, italiano e spagnolo e, nell’ambito della “nuova sinistra”, si affermava da allora che forse questo manoscritto contenesse una versione superiore della critica dell’economia politica, perché meno “scientista”, meno “economicista” e meno “dogmatica”.

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Una Rivoluzione Verde Decentrata

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Guida anarchica all’ambientalismo

Di Logan Marie Glitterbomb. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 23 agosto 2018 con il titolo Decentralizing the Green Revolution: An Anarchist Guide to Environmentalism. Traduzione di Enrico Sanna.

Davanti al problema dei cambiamenti climatici o di altre forme di inquinamento, abbiamo solitamente due strade: da un lato l’individuo con il riciclaggio, le luci spente, la bicicletta, il televisore staccato quando è spento; dall’altro lo stato con la messa al bando delle cannucce di plastica, la carbon tax, gli investimenti pubblici. Proteggere l’ambiente prima che sia troppo tardi e senza l’intervento dello stato (oltre a come trattare il crimine e come fornire un’adeguata assistenza sanitaria) è una delle questioni che un anarchico si trova ad affrontare.

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A Proposito di “Post-umano”

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Di Astro Calisi. Articolo pubblicato originariamente su sitosophia il 22 marzo 2016.

Un breve articolo di Stefano Rodotà apparso recentemente sulla rivista Micromega, riguardante gli inediti scenari etici e giuridici prospettati dall’applicazione delle nuove tecnologie al corpo umano, offre l’occasione per alcune considerazioni sul concetto di post-umano (o trans-umano).

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Chi ha Paura della Biologia Sintetica?

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Di Harry Bentham. Originale pubblicato su C4SS il 30 luglio 2018 con il titolo Seeing Through Synthetic Biology’s “Project Fear”. Traduzione di Enrico Sanna.

“Project Fear” (progetto paura, ndt), strategia usata in Gran Bretagna dalle forze contrarie alla Brexit, rappresentava il tentativo di salvare la situazione ricorrendo alla paura, a scenari catastrofici e alle peggiori profezie. È una tattica diffusa tra chi si oppone al cambiamento. A giugno scorso un’ondata di titoli minacciosi ha gettato un’ombra oscura su una branca nascente della scienza che potrebbe acquisire posizione centrale nella storia di questo secolo: la biologia sintetica.

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