Gli Schiavi Globali

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Di Robert Kurz. Pubblicato su francosenia.blogspot.com il 15 aprile 2016 con il titolo Questione di tempo.

In che mondo viviamo? La risposta degli ideologhi è sempre la stessa: in un mondo fatto di economia di mercato e di democrazia, dove economia di mercato e democrazia non sono mai abbastanza. Quanto più, in quest’ordine mondiale, si accumulano le catastrofi, tanto più incisive, ad ogni nuova crisi, si fanno le richieste stereotipate, dettate dall’ignoranza asinina della coscienza ufficiale, per avere ancora “più economia di mercato” e “più democrazia”. Questi due concetti sono diventati una sorta di mantra che, a forza di essere ripetuto, si è diluito fino a diventare una cantilena senza senso.

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La Nuova Guerra Civile Europea

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Di Sandro Moiso. Pubblicato originariamente su Carmilla Online il 3 maggio 2018.

Oggi, 3 maggio 2018, mentre i media nazionali rispettosi soltanto dei vuoti rituali della politica guardano a ciò che avverrà nella direzione del PD, cade il venticinquesimo giorno dell’occupazione militare della ZAD di Notre Dame des Landes da parte dei mercenari in divisa da gendarmi dello Stato francese.

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La Distruzione Cretina

disboscamento

Di Anup Shah. Originale pubblicato il 10 agosto 2015 su Global Issues con il titolo Misuse of Land and Resources. Traduzione di Enrico Sanna.

Il modo in cui la terra viene usata per produrre cibo e altro ha un impatto enorme sull’ambiente e la sua sostenibilità. Questo a volte è in contrasto con ciò che si crede istintivamente, e cioè che la sovrappopolazione è la causa principale del degrado ambientale. È vero che il peso della popolazione ricade sull’ambiente, ma è anche vero che le regioni più popolose usano meno risorse delle nazioni più ricche, e quindi il problema riguarda più come e per cosa vengono usate le risorse naturali. Prendiamo questo esempio:

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Gli Sfruttatori della Proprietà Intellettuale*

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*Pochi i proprietari e pochi gli intelletti

Di Anup Shah. Originale pubblicato su Global Issues il 2 luglio 2007 con il titolo Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights. Traduzione di Enrico Sanna.

Una delle questioni economiche che, tra le tante, generano tensioni, è quella degli accordi sulla proprietà intellettuale che definiscono come proteggere un prodotto dalla pirateria. Se è vero che una giusta remunerazione dello sforzo intellettuale è una cosa ragionevole, la politica e i condizionamenti del potere hanno finito per influire sul modo in cui il sistema dei brevetti funziona definendo cosa può e cosa non può essere brevettato.

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Stesso Colonialismo, Altro Nome

[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 21 febbraio 2017 con il titolo Same Colonial Wealth Extraction, Different Name. Traduzione di Enrico Sanna.]

Seguendo i media della destra libertaria, vi sarà capitato di leggere qualche pezzo borioso che spiega come il capitalismo abbia migliorato le condizioni di vita nel terzo mondo: crescita del pil, maggiore aspettativa di vita, eccetera. Ma se lo stile di vita, secondo un articolo del Guardian (Jason Hickel, “Aid in reverse: how poor countries develop rich countries,” 14 gennaio), è migliorato, ciò è accaduto nonostante i 2.000 miliardi di dollari di ricchezza estratta al netto di aiuti economici, flussi commerciali e investimenti. Ogni anno entrano 1.300 miliardi di dollari in investimenti, ed escono 3.300 miliardi.

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Il Terzo Mondo Ha Bisogno di Portatili?

[Di Jim Fedako. Originale pubblicato su Mises Hispano il 26 giugno 2014 con il titolo ¿Necesita el Tercer Mundo más Portátiles? Traduzione di Enrico Sanna.]

Giamaicano in bicicletta

Tutto perché manca un cane. “Cos’è un cane?” chiesi.

Il giamaicano, un uomo di mezza età, sorrise: “Il cane è questo cosettino qui.” Si inginocchiò e indicò la ruota posteriore della sua bicicletta rotta appoggiata contro il blocco di cemento stuccato del muro che circondava il suo giardino ben curato. Si alzò, mi guardò negli occhi e mi chiese: “Può portarmene uno nuovo quando torna dagli Stati Uniti?”

Il mio amico aveva bisogno di un cane (il termine locale per il piccolo pezzo che tiene assieme la ruota) per aggiustare la bicicletta che usava per lavoro. I negozi locali di biciclette (praticamente baracche) non l’avevano. E anche se l’avessero avuto, il prezzo di un cane nell’isola sarebbe stato troppo alto per un lavoratore a giornata.

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